AIR*M

Terza avventura in alta quota

di Bianca Basile

 

La residenza d’artista Artist in Residency * Mountain è giunta alla terza edizione. Abbiamo intervistato la direttrice e ideatrice del progetto Valentina Colella e la curatrice di questa edizione, Emanuela Alfano.

Risponde Valentina Colella:

AIR*M

AIR*M è un programma di residenze d’artista, della durata di una settimana, che si svolge annualmente durante la stagione estiva. Vede protagonisti la montagna e gli studenti delle Accademie di Belle Arti d’Italia e vive nel rispetto della natura e grazie al sostegno logistico garantito dai volontari. La location della seconda e della terza edizione è stata il Rifugio La Revote di Introdacqua, a 1649 metri di quota. L’ambiente di lavoro è volutamente spartano. In nome della mancanza e dell’essenzialità, il progetto richiede una forte capacità di adattamento, portando i partecipanti a riscoprire, nel lavoro, l’archetipo dell’homo faber, senza le distrazioni digitali tipiche del quotidiano.

La terza edizione: organizzazione preliminare ed effettiva

Considerati i risultati artistici, le performances di grande qualità, gli interventi di recupero ambientale, la gratitudine e l’accoglienza della mia terra, progettando la terza edizione ho deciso di far crescere AIR*M, raddoppiando il numero dei partecipanti, rispetto alle prime due edizioni, e istituendo una sezione Educational, riservata ai bambini.

Le giornate, in residenza, sono state scandite da un piano di lavoro strutturato nei mesi precedenti, attraverso meeting online e confronti continui su quelle che sono state le criticità delle precedenti edizioni. L’aumento dei partecipanti ha comportato la necessità di instaurare due timeline: una comune e una personalizzata. L’organizzazione regolava sia i compiti per il mantenimento del comune ambiente di vita e di lavoro sia gli appuntamenti dei singoli artisti con la curatrice Emanuela Alfano. Vivere in una stanza di 16 mq in alta quota può diventare velocemente un incubo senza regole di convivenza. La disciplina collaborativa ha indirizzato l’energia, il cui culmine è stato raggiunto nella giornata finale che è coincisa con l’inaugurazione della mostra Antitesi e la terza tappa di AIR*M KIDS, dopo le due precedenti a Bosco Plaja e ad Asinomia.

L’impegno organizzativo più severo mi ha portata a chiedere una maggiore collaborazione a professionisti, imprese e istituzioni del territorio, riscontrando un concreto entusiasmo e nuove vie di sostentamento per questa avventura. Con un partenariato di qualità è stato possibile dare maggiore identità al progetto, includendo eccellenze del territorio quali le Fattorie Pingue di Sulmona e la Cantina Dora Sarchese di Ortona. Con il loro aiuto abbiamo introdotto una rubrica dal titolo A tavola con l’artista che promette diverse evoluzioni. Non sono mancate precedenti collaborazioni con imprese del territorio quale MC Costruzioni di Sulmona, della famiglia Cantelmi che ha garantito ad AIR*M la realizzazione del catalogo che racchiude la prima e la seconda edizione, un tassello indispensabile per scrivere la storia del luogo e dei passaggi dell’arte sul territorio abruzzese.

Una preziosa collaborazione esterna è avvenuta, in quest’ultima edizione, con Elisa Bollazzi, direttrice di MicroCollection, che ha donato ad AIR*M un kit di frammenti di opere d’arte contemporanea. Il suddetto dono è stato protagonista del progetto Semina d’arte IN e OUT che prevedeva la ricontestualizzazione, nell’ambiente de La Revote, di questi particolarissimi germogli creativi.

Novità di questa edizione è stata la presenza dell’istruttrice Federica Siciliano, con cui abbiamo organizzato l’evento collaterale Qi Gong – Meditazione in movimento, svoltosi all’alba insieme agli artisti, creando un momento di intensa bellezza. Il Qi Gong è un’antica arte cinese basata sullo studio del movimento energetico del corpo, in sintonia con la natura, e sui principi di regolazione del respiro. Ulteriore nuova figura presente quest’anno è quella della video-maker Vittoria Cosenza, alla regia del documentario di questa edizione.

AIR*M 4

È stato manifestato dai partecipanti di AIR*M 3 il desiderio condiviso di un’edizione speciale invernale, per l’organizzazione della quale aspetteremo la neve. AIR*M 4 è invece contesa fra due versioni molto diverse tra loro, rispetto alle partecipazioni e alla location. Sicuramente continuerà il format collaborativo con le Accademie di Belle Arti e un dato certo è che AIR*M per la prima volta bandirà una call aperta agli artisti, senza limiti di età né di provenienza, data l’affluenza delle candidature spontanee di quest’anno.

Risponde Emanuela Alfano:

Gli artisti e la mostra “Antitesi. La forma della luce e del vento”

Il tema della mostra Antitesi. La forma della luce e del vento è nato dal confronto costante con Valentina Colella, la tutor Federica Siciliano e gli artisti. È emersa così la riflessione sulle condizioni e sui condizionamenti quotidiani che pongono l’uomo quasi in antitesi con quel mondo naturale e archetipo che appartiene alle nostre radici più lontane. Tuttavia, vivere in natura ci ha permesso di ritrovare il nesso che lega saldamente arte e universo. La ricerca partiva per tutti – a livello sia formale sia concettuale – dallo studio della luce, del vento, delle ombre. Si è delineata così la seconda parte del titolo, che crea il leitmotiv delle opere installate.

Giulia Cacciuttolo ha concentrato la sua ricerca sullo studio della presenza ed assenza, sulle tracce umane e naturali e sugli spazi liminali tra oggetto e paesaggio, realizzando calchi bianchi che costituiscono l’opera Asparizione – Manifestazione nell’attesa. Ha messo in relazione elementi arborescenti e animali, trovati nella faggeta, creando una sorta di atlante dicotomico che visivamente mostra la presenza di specie diverse attorno a “La Revote”. Il rifugio ha dato vita al calco più grande, un sudario che chiude e sintetizza l’intero lavoro, divenendo esso stesso un paesaggio liminale tra uomo e natura. Il vento e la terra hanno lasciato un velo chiaroscurale sui calchi, dando vita a un’opera tridimensionale e sensuosa.

Rosanna Pezzella ha rielaborato, in chiave più ampia e strutturata, una performance sotto le stelle, Costellazione dell’Aquila, nata durante AIR*M 2 e che ha incluso, in un primo momento, anche la partecipazione del pubblico. Tracciando intorno a un fuoco purificatore, per mezzo di pietre dipinte, un profilo calcareo della costellazione dell’Aquila, l’artista ha delineato lo spazio performativo come un luogo magico, di forza e di protezione. Il lavoro invita al silenzio, ad uscire dai canoni quotidiani per rientrare nel mondo rinnovati.

Giulia Fois, ha scelto di lavorare nella Faggeta. La sua istallazione combina materiali trovati nel bosco e materie scelte precedentemente. L’opera Legadas cun s’amori è un grande acchiappasogni in cui i nodi, i frammenti di metallo e le bottiglie vibrano e risuonano armonicamente al passaggio del vento che, come la luce, è parte integrante del lavoro. Una casa del cuore, la cui soglia – come una porta sacra – si apre a una dimensione altra in cui le radici sarde e la montagna abruzzese si congiungono riconoscendosi come figlie ataviche della stessa sostanza primordiale.

Giuseppe Cossu indaga la rifrazione della luce e la necessità tutta umana di avere un punto di approdo. Il suo Lighthouse 1.652 si pone come obiettivo di trasformare “La Revote” in un faro. Le 429 tegole modulari in legno, rivestite da una carta riflettente, legate tra loro e montate sul tetto, costituiscono una maglia rifrangente che vibra al vento e riflette la luce a tutte le ore del giorno. Il numero 1.652 denota l’altezza e l’altitudine massima calcolata fino al vertice del tetto. A questo lavoro di grande calcolo Giuseppe ha affiancato uno più istintivo, fatto dei materiali metallici ritrovati sul posto, con cui ha tracciato le sagome delle montagne che incontravano ogni giorno il nostro sguardo.

 

Per un approfondimento delle passate edizioni: AIR*M PROJECT 2, AIR*M: IL SENNO DI POI, RICETTA DI AIR*M 2

 

Immagine di copertina: AIR_M 3 Giuseppe Cossu, ph. Federica Siciliano