OSSERVATORIO PALMETTA

Questione di Comunità

di Laura Cantale

 

“Abbiamo voluto raccontare l’esperienza di una micro comunità, quella di tutti gli artisti coinvolti nel progetto, che si è inserita all’interno di una macro comunità che si edifica con l’impegno di un team capace di coniugare progetti per la promozione dell’arte contemporanea con percorsi di inclusione sociale.”

Nell’introduzione al progetto editoriale creato da Carmela Cosco e Alberto Ceresoli si legge di un intento che, al di là delle parole, evidenzia dati di fatto che possono collimare nell’espressione unica di “comunità” – insieme di persone che hanno comunione di vita sociale, condividono gli stessi comportamenti e interessi -.

Nel mese di ottobre abbiamo seguito, come Media Partner, la residenza del duo Ceresoli/Cosco presso il Centro di Palmetta (leggi la foto review Osservatorio Palmetta – Ceresoli/Corsco) di Terni, alla scoperta di una realtà fatta di dimensioni altre, e radicate in un tessuto e una stratificazione sociale propria e comune, allo stesso tempo, di ogni luogo popolato.

Il ciclo di residenze del Centro di Palmetta ha subito un diluirsi del tempo che ha permesso, ad alcuni degli artisti partecipanti, di incontrarsi, aprendo strade e intese fatte di scambi, esperienze e problematiche comuni.

Il coro delle interviste, delle registrazioni e delle dichiarazioni, contenute nella pubblicazione/raccolta del duo Ceresoli/Cosco, è completato anche da interessanti opinioni espresse dagli organizzatori che hanno voluto questa comunione di arte contemporanea con il sociale e dagli operatori di alcune delle realtà interne al Centro di Palmetta, come il Centro diurno Marco Polo, Communitas e Orto21.

Gli artisti coinvolti, e che hanno accolto e raccolto il testimone del senso di “comunità” come fondamento dell’esperienza di residenza, sono diversi: Marco Emmanuele, Francesco Re Li Calzi, Silvia Camelli, Davide Tagliabue, Giulia Pellegrini, Martina Cioffi, Filippo Riniolo. A tutti loro è stato chiesto di raccontare l’esperienza in residenza, in relazione al loro lavoro e alla loro ricerca, e la relazione instaurata con le altre realtà presenti nel Centro di Palmetta. Ciò che si è evinto ha un comune denominatore: la possibilità di scambiare idee, metodi e esperienza come esseri umani in primis, considerato anche il capitale umano a disposizione.

Nella realtà del Centro Diurno Marco Polo – un esempio tra gli altri – il duo Ceresoli/Cosco  ha attivato un progetto laboratoriale che ha intrapreso un viaggio tra cucina e disagio psichico. “L’opera video Buon compleanno Mr. Ronald è stata prodotta in occasione della giornata di laboratorio, il 7 ottobre, data di nascita del medico psichiatra scozzese Ronald Laing, ispiratore del movimento dell’antipsichiatria. Laing sfidò i valori fondanti su cui si basava la pratica psichiatrica che vedeva la malattia mentale come un fenomeno biologico senza attinenza con la dimensione sociale, intellettuale e culturale.” – scrive Alberto Ceresoli.

Altro comune denominatore, del lavoro in residenza degli artisti, è il territorio; inteso in senso letterale, ha visto gli artisti relazionarsi con tutto il materiale naturale a disposizione, senza mai invaderlo o violarlo, facendolo diventare protagonista e parte integrante dei propri progetti. Altro aspetto interessante che il Centro di Palmetta ha donato, è stato il materiale in disuso, quello accumulato nel tempo e durante tutte le sue trasformazioni e declinazioni, e che ha fornito agli artisti un nuovo spunto di riflessione, quello legato al concetto di “abbandono”. In una realtà sociale che mira all’inclusione e, magari, alle possibilità di ricrearsi, questo concetto è vivido e cammina a fianco delle problematiche che determinati obiettivi incrociano lungo la strada della loro attuazione; ed è proprio di quelle realtà sociali che si sono sviluppate in contesti difficili.

Questo lavoro di documentazione è certamente volto a evidenziare, se non addirittura dimostrare, che non esiste una strada unica quando si tratta di arte; essa è una foce ramificata che corre verso la caratteristica propria di racconto della realtà sociale e territoriale, soprattutto quando si va a generare e attivare dentro un contesto come quello del Centro di Palmetta.