Conversazione con Zavvo Nicolosi

Di Anna Papale

 

‹‹Video dedicato con ammirazione e amore vero al solo ed immenso Pippo Baudo››

 

Lungi dai noi prendere posizione su una delle competizioni più amate e memate dell’anno, non ci allontaniamo dal topic della nostra mission: parlare di (e con) gli artisti. Abbiamo avuto il piacere di conversare con Zavvo Nicolosi, regista e membro del gruppo Ground’s Orange (Jacopo “Gnomo” Saccà, Dimitri Di Noto, Marco Riscica, Riccardo Nicolosi), veterano nella direzione di videoclip musicali, collaboratore di lunga data del duo in gara Lorenzo Urciullo e Antonio Di Martino, in arte Colapesce e Dimartino. Ha diretto il videoclip della loro canzone Musica leggerissima interamente girato in Sicilia, dal Teatro Stabile di Catania, agli stabili della Lega Navale di Siracusa e tanti altri siti.

Ci rivela fin da subito che il video “è un omaggio a Sanremo e io sono un grande fan di Pippo Baudo” il quale è protagonista del racconto per quadri del video, “ho voluto ripercorrere alcuni dei momenti più risonanti a livello mediatico come l’episodio di Cavallo Pazzo, lo spettatore che voleva gettarsi dagli spalti dell’Ariston”. “Mi sono sentito un po’ sotto esame – ci spiega – per via degli standard da Festival che il video ci imponeva”, sebbene sia riuscito senza difficoltà percepite, a mantenere la libertà creativa che lo distingue. Anzi, attraverso il ricorso apparentemente monotono alle inquadrature fisse (“come Wes Anderson ma anche e soprattutto i registi prima di lui”) che generano una carrellata di quadri dall’atmosfera metafisica, con i colori caldi del Mediterraneo. Oltre ad eccessiva stasi però “nascondono un perturbante senso di macabro, il genere che più mi si addice” continua Zavvo “ogni frame è didascalico rispetto al testo e la musica, una parola che diventa il contrario della parola successiva”. La contraddittorietà espressa dal regista si riverbera nei figuranti del videoclip, ognuno di loro interpreta la parte e la controparte: il direttore d’orchestra diventa Dio un paio di scene dopo, le vallette sono poi delle attualissime influencer, i ragazzi che si curano dei fiori distruggeranno il giardino dopo.

In un solo caso tuttavia, quando la canzone arriva al suo special, l’attore incarna tutti i casi in cui la musica leggerissima serve a tappare il buco nero in cui altrimenti verremmo risucchiati (“Rimane in sottofondo/Dentro ai supermercati/La cantano i soldati/I figli alcolizzati/I preti progressisti/La senti nei quartieri/Assolati/Che rimbomba leggera/Si annida nei pensieri/In palestra/Tiene in piedi una festa/Anche di merda/Ripensi alla tua vita/Alle cose che hai lasciato/Cadere nello spazio/Della tua indifferenza”). Tutti, infatti, ci siamo ritrovati nella situazione imbarazzante per cui preferiamo evitare la profondità del silenzio e sentiamo quella “voglia di niente” per annegare sulla superficie. Una duplicità riflessa nel periodo che stiamo vivendo, nel susseguirsi di personaggi e situazioni opposte del video, in cui desideriamo una “musica leggera, anzi leggerissima” “allegro ma non troppo” per poter sentirci in limbo di pace, per non cadere vittime ipnotizzate dallo specchio dell’indifferenza che fluttua nelle campagne siciliane (invero identificate nei miti classici con l’aldilà) e la donna in nero che la fa da padrona nel video con la sua presenza losca “è la depressione che stiamo tentando di schivare” confessa Zavvo.

Fa da sfondo a questa ambiguità Solarino, non a caso perché paese di nascita di Colapesce, ma anche territorio contrastante, in cui il bipolarismo trova casa… Ma bando alle ciance, scopriamo le chicche che Zavvo ha riservato per noi: la maggior parte delle comparse è membro della famiglia di Colapesce, dalla nonna alla zia, una produzione domestica insomma, che non ha nulla da invidiare ai grandi budget “il padre di Lorenzo ci faceva avere in breve tempo tutto quello di cui avevamo bisogno, dalle location agli oggetti di scena. Menzione d’onore per la famiglia Urciullo senza cui non sarebbe stato possibile realizzare tutta questa follia”. Nella scena finale in cui Dimartino e Colapesce ballano soli in una vecchia discoteca “L’idea del ballo è tutta farina del loro sacco, è stato da matti”. Una delle dritte di Sanremo è non produrre videoclip che svelino troppo sul testo della canzone “noi abbiamo risposto a modo nostro” a cui si aggiunge l’imposizione del playback “abbiamo sempre girato i videoclip come dei live, purtroppo non abbiamo potuto rovesciare questo parametro come invece anni fa fece Vasco, in un altro momento di picchi mediatici alla Sanremo che piace”.

Se vi è venuta voglia di mettere un po’ di musica leggerissima, qui il video.

 

 

In copertina: Colapesce e Dimartino nel videoclip di “Musica Leggerissima”, courtesy Zavvo Nicolosi.