Zac – Zisa Arti Contemporanee
Cosa succede quando un’istituzione progetta uno spazio dedicato alle arti

di Salvatore Davì

« …si comincia con il sottrarre, con il detrarre tutto quanto costituisce elemento di potere, nella lingua e nei gesti, e nella rappresentazione e nel rappresentato. E non si può nemmeno dire che sia un’operazione negativa in quanto dà inizio e mette già in moto tanti processi postitivi.»

[Gilles Deleuze, in Carmelo Bene e Gilles Deleuze, Un manifesto di meno, in Sovrapposizioni, Quodlibet, Macerata, 2002 (2a ed. 2006), pag. 95]

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Uno degli elementi che rappresenta il potere è il patrimonio, ovvero quell’insieme di fatti, oggetti, pensieri e documenti che racchiudono una memoria collettiva; questa memoria condivisa è eletta a patrimonio culturale in nome di una identità (costituita dal potere stesso) che se cambia lo fa molto lentamente e senza grossi traumi. Di norma però il cambiamento non è previsto e il potere (ovvero l’amministrazione che lo detiene) tende a fissarlo in monolitiche gabbie: il museo è dunque uno di quegli strumenti tecnologici usati per perpetuare una memoria egemone, un’istanza di potere. Quando un’amministrazione decide di sottrarre quest’elemento di potere e costituire uno spazio che metta da parte gli ‘sbadigli premeditati’ delle sale museali non significa che ci si ritrovi di fronte ad un’istituzione addomesticata o ad una giunta che ha acquisito una sorta di sex appeal, significa bensì trovarsi di fronte  alla necessità di comunicare e propagandare se stesso (la propria legislatura nel caso di una giunta comunale) nonostante le difficoltà economiche. Il punto fondamentale non è però svelare o criticare un meccanismo ma bensì comprendere come lo stesso possa tornare utile ad una comunità; il punto nevralgico è dunque questo: trovare una sinergia tra i bisogni dell’amministrazione e quelli delle anime che vivono un territorio. Da questa sinergia che nasce da esigenze diverse che si incontrano (quelle dell’amministrazione, del comitato scientifico e degli artisti) può nascere un processo fenomenologico di crescita inconsueto e in qualche modo innovativo.
Giorno 16 dicembre le porte di Zac, museo-laboratorio palermitano, si sono aperte con una inaugurazione che ha presentato simbolicamente gli studi degli artisti coinvolti attraverso la riproduzione planimetrica tracciata a terra con un nastro adesivo ed in oltre una carrellata video dei loro lavori. È così che uno spazio in origine dedicato alla costituzione di un museo sembra si trovi adesso a spalancare le sue porte proprio con una riflessione su cosa vuol dire aprire un museo; Zac accoglie dunque due istanze possibili, IN WORK e ATTRAVERSAMENTI, che già nel nome testimoniano l’apertura dello spazio come luogo incandescente, antagonistico e ricco di vitalità…tutto questo almeno in potenza perché saranno proprio gli artisti scelti dal comitato scientifico (formato da Alessandro Bazan, Daniela Bigi, Francesco De Grandi, Gianna Di Piazza, Eva Di Stefano, Paolo Falcone, Luciana Giunta, Francesco Pantaleone, Antonella Purpura, Alessandro Rais, Sergio Troisi ed Emilia Valenza) che ci diranno cosa può essere un museo oggi in una città come Palermo. Oltre cento artisti, con un taglio generazionale trasversale, lavoreranno a contatto e porteranno la loro esperienza in un periodo di laboratorio della durata di tre mesi, ma la speranza più grande risiede proprio nella presenza di numerosi giovani artisti.

L’Amministrazione Comunale e il Comitato Scientifico dedicano l’apertura di ZAC all’artista e amico Andrea Di Marco, recentemente scomparso.

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Informazioni:
Istituzione:
Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura
Organizzazione:
Comune di Palermo – Assessorato alla Cultura
Civita Sicilia
Luoghi:
ZAC – Zisa Zona Arti Contemporanee
Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo
apertura Zac 16 dicembre 2012 – ore 17,00
orari:
ingresso gratuito fino al 15 Marzo 2013
dal lunedì alla domenica dalle 18,00 alle 20,00
Informazioni – tel. +39 0918431605
Email:info@palermocultura.it
via Paolo Gili, 4 Palermo

 

(1) Zac. Zisa Arti Contemporanee, foto di Simona Scaduto
(2) conferenza stampa, foto di Giulia Scalia
(3) inaugurazione Zac, foto di Jose Florentino