Von Holden Studio: il paesaggio e le sue declinazioni
di Cristina Costanzo

Gli appassionati d’arte che hanno amato le piccole ma preziose mostre ed i progetti di grande qualità promossi tra il 2005 e il 2013 da Zelle, spazio espositivo indipendente fondato a Palermo da Federico Lupo, oggi non restano delusi dinanzi alle proposte di Von Holden Studio (VHS), il recente progetto che segue alla chiusura di Zelle per orientarsi verso un’attività di tipo laboratoriale da interpretare come necessaria riposta alla generale tendenza a soffocare l’immaginario artistico a favore di formule sempre più manierate e omologate.
Sino al 22 dicembre VHS presenta le opere di undici artistici italiani accomunate dall’attenzione per il paesaggio e per le sue possibilità. La mostra collettiva, significativamente intitolata “Lo sguardo invisibile. Un’indagine sulle possibilità del paesaggio”, propone le riflessioni degli artisti coinvolti a partire dall’haiku di Matsuo Basho “Vieni, andiamo,/guardiamo la neve/fino a restarne sepolti.”
Ne scaturisce una mostra contenuta e ben calibrata, in cui ciascuna delle opere, pur costituendo un perfetto microcosmo, si specchia nell’altra in un interessante incrocio di prospettive e sguardi, lontani da scenari rocamboleschi ma intrisi e vibranti di una silenziosa quiete. Diverse per tecnica e stile, le opere di Giuseppe Adamo, Thomas Braida, Marco Cassarà, Giuseppe Costa, Francesco De Grandi, Federico Lupo, Giovanni Manunta Pastorello, Dario Pecoraro, Vito Stassi, Francesco Surdi e Sergio Zavattieri si fanno portatrici di “un particolare ribaltamento visivo, una condizione sensibile in cui osservatore ed oggetto osservato coincidono”. Il fruitore delle opere in mostra non si confronta con la personalità veemente dell’artista, la presenza di quest’ultimo quasi diviene frammentaria e rarefatta e il suo sguardo, per l’appunto, invisibile al fine di consentire all’osservatore “di penetrare lo spazio fino a scomparire”. Un paesaggio imploso, immerso ed intimo, quindi celato e silente e sempre più ricercato e necessario in un’epoca fatta di frastuono.

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(1) Francesco De Grandi. Senza titolo, Olio su tela, 45×60 cm, 2013
(2) Federico Lupo. Dimensioni Conosciute, Libro non rilegato, 2013
(3) Francesco Surdi. Landscape studies. Stampa laser. 21×14,8 cm, 2013
(4) Sergio Zavattieri. Columns V, Stampa archival inkjet su carta Hahnemühle, 17,8×24 cm, 2012
(5) Thomas Braida. Pisciatina notturna, Olio su tela, 20×30 cm, 2013