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Vacanze di Natale 2022

Dalla gag al meme, un viaggio all’italiana

 

La Galleria Michela Rizzo, Venezia, il 17 dicembre 2022 ospita un happening in due momenti degli artisti Giuseppe Di Liberto (Palermo, 1996) e Lorenzo Montinaro (Taranto, 1997). Un anno prima, il duo si presenta alla galleria con gli pseudonimi di Giuseppe Boldi e Lorenzo De Sica, indossando tute da sci anni ‘90 per proporre un intervento che mirasse ad analizzare il fenomeno cinepanettone ed il contesto storico-politico che lo ha generato. Nel periodo successivo, si delinea un progetto multidisciplinare composto da una componente audio, una video ed editoriale. Vengono prodotte delle audiocassette in edizione limitata, su cui incisa una rielaborazione della colonna sonora di Vacanze di Natale 2000. Queste sono acquistabili insieme al progetto editoriale che prende la forma di panettoni Rizzo Pane confezionati con un packaging originale che raffigura Di Liberto, Montinaro e la gallerista Michela Rizzo, rispettivamente nei panni di Massimo Boldi, Christian De Sica e Megan Gale in Vacanze di Natale 2000.

Il progetto nasce da una riflessione attorno al Viaggio all’italiana e si delinea come indagine del fenomeno culturale-politico che è stato il cinepanettone. Nato negli anni ‘70 e sviluppatosi fino a tempi recenti, consiste in film distribuiti nelle sale cinematografiche in concomitanza con il periodo natalizio, che si distinguono per un grado zero di comicità e gag ripetitive . Constatare che, ad oggi,  il cinepanettone risulti essere tanto fuori luogo quanto attuale, è un dato indice dell’influenza estesa che questo genere di comunicazione ha avuto e tutt’ora ha sulla percezione sia della comicità e dello scherzo, che dell’essere individuo in una comunità e quindi rapportarsi all’altro e alla sua complessità. Pare quindi che il ripetersi sia caratteristica propria di questo genere cinematografico quanto della storia del Bel paese. Entrambi si riattualizzano, senza mai però mettere davvero in discussione lo schema narrativo e i propri canoni di riferimento.

L’audiocassetta fin da una fase iniziale del progetto occupa una posizione centrale. Oggetto iconico per la generazione cresciuta negli anni ‘90, rimanda alla dimensione del viaggio in automobile, come tempo e spazio specifico e particolare. Pensando questo oggetto più a fondo, lo si riconosce come elemento democratico  – che passa di mano in mano – e complesso, in quanto ammette sovrapposizioni. Nel caso di Vacanze di Natale 2022, l’audiocassetta è un pretesto concettuale, per descrivere il classismo, le ambizioni arriviste ed altre criticità della società di allora che ancora permangono.

È da tali presupposti che Di Liberto e Montinaro sviluppano un’ipercaricatura di questo fenomeno figlio del berlusconismo. In particolare con Vacanze di Natale 2022, una delicatissima colonna sonora per quei ragazzi del 2000 un po’ stagionati ma con il cuore sempre giovane ; ), il duo si concentra sul periodo ‘99-‘00, di cui si ricorda il discorso di Silvio Berlusconi per la fine del millennio. Nel sopracitato, il politico parla di raggiungimento del benessere, di speranza e certezza, da cui il sottotitolo del progetto.  A distanza di un anno, l’11 settembre provocherà conflitti, crollo delle borse mondiali e degli ideali che fino a quel momento avevano definito la narrazione della società occidentale. In questo contesto la ridondanza professata da una certa classe politica crea un cortocircuito etico ed estetico. È proprio lo stridere tra realtà e comunicazione di quest’ultima che Montinaro e Di Liberto problematizzano.

Individuando il ruolo centrale occupato dalla dimensione estetica nel cinepanettone, i due artisti procedono attraverso un processo mimetico, così da risultare rintracciabili a prima vista per poi espandersi verso l’analisi di un’area politico-culturale più ampia. Un approccio caricaturale simile a quello della Commedia dell’Arte definisce il loro tentativo di ipertensione di una corda storica, la quale tende ad essere dimenticata nel processo di rimozione collettiva nazionale in atto, che in un certo modo assolve un’epoca e lɜ suɜ protagonistɜ.

 

 

La scelta dell’impersonare risulta ancor più puntuale se si pensa ad altri prodotti televisivi di quel periodo come il Bagaglino, dove ɜ comicɜ di punta erano imitatorɜ. Qui veniva quotidianamente rivendicata una leggerezza compiaciuta ed auto-assolta in opposizione alla complessità presentata come pedante complicazione delle cose.

Al contrario, seguendo le indicazioni dell’operazione di Montinaro e Di Liberto, si riconosce un cinismo critico che è proprio il filtro attraverso cui il prodotto-cinepanettone può essere ammesso nel tempo contemporaneo. L’amplificazione di una certa estetica diventa quindi metafora iperbolica delle problematicità di un contesto storico-sociale che sembra appartenere al passato, ma che ancora oggi richiede lo sforzo di essere invalidato.

In galleria viene mostrato un videoclip, girato da Giovanni Talamo, che vede i due artisti impersonare Boldi e De Sica, indossando le stesse tute da neve anni ‘90 con cui apparvero a Michela Rizzo un anno prima. Qui, è dove l’operazione ipercaricaturale avviene. Ci si trova davanti a un processo simile a quello riconoscibile nella satira politica, dove la comicità è un potente strumento critico di analisi e sovversione. Nel videoclip, così poi come durante l’happening, Montinaro e Di Liberto memano il celebre duo, riproponendo la mimica esasperata, citazioni dei tormentoni, cadute in stile cartoon; tutti gli aspetti che hanno reso il cinepanettone la commedia accessibile a ogni fascia d’età e tipo di spettatorɜ.

Il lavoro proposto per la Galleria Michela Rizzo ruba, dunque, da Commedia dell’Arte, cultura memetica e satira. Appropriandosi degli strumenti usati dal cinepanettone, Vacanze di Natale 2022, prova a  decostruirlo in quanto fenomeno socio-politico. L’operazione di Di Liberto e Montinaro apre a dei quesiti etici, politici e socio-culturali. Per quanto i tempi richiedano leggerezza e distrazione, non poter collocare questo prodotto nel contesto contemporaneo, dimostra che in poco più di due decenni sia avvenuta una drastica disillusione degli ideali, ridefiniti da nuove condizioni che comprendono uno stato di crisi costante e una precarietà costitutiva. Quello che resiste di quella retorica, è una caricatura di sé stessa, fuori tempo e fuori luogo. Ciò che ne deriva è la possibilità di riconoscere nell’ironia, nel no-sense e nel meme dei potenti mezzi di comunicazione del contemporaneo – forse i più potenti – proprio perché non ancora compresi come tali.