Art

this is Not a Curated Exhibition III:

Galleria Ramo

La realtà di Galleria Ramo ha sempre avuto lo scopo di mettere in evidenza il lavoro artistico e di ricerca dei suoi artisti. Arte e ricerca svolgono il loro essere, senza discussioni, per mezzo della collaborazione; in termini pratici ciò si traduce in relazioni, scambi, scontri tra gli artisti, fagocitati da curatori e galleristi, affinché il loro lavoro possa essere frutto sensato e concreto dell’osservazione e dell’essere parte consistente della società di oggi.

Tutto ciò avviene per mezzo di una serie di “manovre” che, nel caso specifico di Galleria Ramo, con la mostra this is Not a Curated Exhibition III, hanno visto gli artisti della galleria protagonisti insieme ad altri artisti da loro invitati.

Dall’Italia all’America, dalla Corea del Sud alla Turchia, i passaggi sono logici e ricchi di scambi.

Durante l’inaugurazione della mostra, avvenuta il 17 dicembre 2022, si è “commerciato” in racconti, incontri, opinioni, disappunto… alcuni degli artisti presenti hanno avuto l’occasione di incontrare nuovi linguaggi, di salutare vecchi amici, di scusarsi per divergenze, creare nuove connessioni.

Quando si usa il termine “scambio” per definire l’avvicendamento di quanti hanno partecipato, sono stati condotti in galleria per caso, hanno fatto capolino durante una passeggiata, ne hanno sentito parlare, bisogna chiarire sempre che non si tratta solo di scambi di tecnicismi, materiali, costi, acquisti o perdite. L’attività di scambio avviene attraverso esperienze, racconti di vita, sensazioni emerse durante una giornata di lavoro, un viaggio in treno o in tram; un interessante mix e meeting di “addetti ai lavori” e non, quasi casuale e privo di quegli orpelli che tanto fanno storcere il naso, quando si tratta di arte, per lo più contemporanea, e che conducono a formare, poi, il pensiero che si pone alla base di una ricerca artistica e/o della produzione di un lavoro.

 

 

Lo spazio di Galleria Ramo è interessante e accogliente, la volontà del fondatore Simon J. V. David e della co-fondatrice Benedetta De Rosa si evince in maniera elegante e aperta; non ci si deve addentrare troppo per rendersi conto che questo spazio non vuole rimanere distante dal territorio, anzi, la grande vetrina è il primo momento di accesso al dialogo, all’affermazione del movimento, alla dichiarazione precisa: “Ci siamo! Osserviamo, pensiamo e lavoriamo!”, nella misura secondo la quale l’arte deve coscientemente contribuire a stimolare il pensiero comune e pubblico, senza rifugiarsi in incompatibilità e non necessarie avulsioni del presente e di chi lo coabita.

Gli artisti e i linguaggi in mostra sono tanti e fino al 5 febbraio 2023 sarà possibile dialogare con la ricerca e i linguaggi di Nicolò Masiero Sgrinzatto, Alice Paltrinieri, Matteo Messori, Gianna Dispenza, Ilaria Cuccagna, Dave Swensen e Hyun Cho che sono gli artisti rappresentati da Galleria Ramo e che hanno invitato Alessio Barchitta, Alexis de Chaunac, Jonathan Michael Ray, Stefano Ferrari, Rosa Frazzica, Julia Runggaldier, Flavia Albu, Stefano Comensoli e Nicolò Colciago, Carlo Galli, Berfin AtamanDennis Miranda Zamorano.