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TBD ULTRAMAGAZINE

 

TBD ULTRAMAGAZINE è un progetto di Anna Casartelli, Irene Sofia Comi, Camilla Compagni, Eleonora Fascetta, Roberto Malaspina, Francesca Manni, Daria Miricola, Sofia Pirandello, Iacopo Prinetti, Miriam Rejas Del Pino. Nasce nell’ambito del Corso di Studi e Pratiche Curatoriali Campo19, promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino. Il progetto è stimolo, provocazione e riflessione che indaga eventi, immagini, video, realtà contemporanee della società in rete e le trasmigra verso forme e concetti dell’arte contemporanea, producendo scritti che compongono una delle due parti in cui si suddivide il progetto.
TBD ULTRAMAGAZINE chiede “aiuto” agli osservatori consapevoli di tutto questo: gli artisti, che affermano il loro essere chiamati in causa mediante le opere visive che producono, definendo così il secondo aspetto del progetto: Ultra.

La presenza della quantità abnorme di notizie che il web fornisce quotidianamente avvolge l’individuo contemporaneo in un sudario che lo spinge verso una superficialità che, quasi sempre, risiede nella dimensione polemica della comprensione di ciò che gli succede intorno.
TBD è l’acronimo di To Be Defined e, in questo caso, sembra fornire un recovery della possibilità di traduzione della contemporaneità e, forse, della comprensione di essa, così mobile e così veloce. Anche la produzione del progetto avviene in due momenti: una prima pubblicazione online e una successiva versione cartacea, un prodotto grafico che funge da archivio dell’intera operazione.
Può forse considerarsi un invito all’osservazione e conseguente capacità di creare un’opinione atta a porci, nei confronti della contemporaneità, con atteggiamenti non del tutto propri dei nostri tempi?

 

Come è nata l’idea di TBD Ultramagazine nell’ambito di CAMPO19?

TBD Ultramagazine è il risultato di un lungo confronto tra i dieci curatori partecipanti a Campo19 – Corso di studi e pratiche curatoriali promosso dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino.

Abbiamo deciso di occuparci di scrittura critica e scardinare le dinamiche tradizionali tra curatore e artista, utilizzando l’immagine come elemento di indagine della nostra contemporaneità con un focus su arte ed estetica.

La metodologia di TBD Ultramagazine si esplicita a partire dal suo stesso nome (To Be Defined) in stretto dialogo con lo spirito del tempo, cangiante e non definibile, che si rispecchia nel formato del magazine, diverso per ogni numero.

La pubblicazione del magazine è legata alla collaborazione con artisti – da noi definita Ultra – invitati a rispondere ai contenuti, alle teorie e alle posizioni critiche espresse nei testi, attraverso la realizzazione di un’opera ad essi collegata.

 

Zeitgeisting è un termine ben preciso che include un ampio raggio di osservazione: contenuti di idee, sensazioni, sentimenti, ecc che compongono un periodo storico e che lo svelano/analizzano, in questo caso, dal punto di vista artistico e culturale. Come si agisce per fare ordine in una mole significativa di elementi come questa?

Zeitgeisting è un termine inventato che unisce il tedesco zeitgeist, letteralmente “spirito del tempo”, alla desinenza inglese -ing che colloca l’azione nella contemporaneità. Uno spirito del tempo in atto che noi individuiamo tra la costellazione di contenuti veicolati soprattutto in rete. Per prima cosa selezioniamo informazioni che si esauriscono in fretta. In un secondo momento, grazie a un confronto attivo, riusciamo a individuare un singolo fatto da cui far emergere tematiche più ampie che hanno a che fare con l’arte e l’estetica.

In TBD 1st Issue, la notizia della sperimentazione di un particolare visore per la realtà virtuale utilizzato per migliorare la qualità del latte in un allevamento di bovini di Krasnogork in Russia, ha permesso alla redazione del magazine di sondare il confine tra i concetti di umano-non umano, realtà aumentata, metamorfosi, immersività nell’arte contemporanea. Nel secondo numero, il fatto zeitgeisting individuato come emblematico nel periodo del primo lockdown del 2020, riguarda un caso di porn bombing che ha coinvolto un webinar organizzato dal Ministro sudafricano Maite Nkoane-Mashabane. Accadimenti che ci hanno portato a scrivere del rapporto con gli schermi, delle nuove icone della quarantena, delle politiche di trasgressione online e delle pornografie contemporanee.

 

Le immagini e la tecnologia sono intese da voi come elemento di partenza verso una riflessione, un dialogo… in che modo?

Nel progetto le immagini e la grafica ampliano le teorie espresse nel magazine e assumono quindi un linguaggio autonomo. L’utilizzo di materiale amatoriale che circola sul web è parte integrante di TBD e diventa protagonista del numero speciale X-POST. Immagini operative, disponibile dal mese di dicembre. Considerato l’anno 2020 come fatto zeitgeisting espanso, X-POST riprende eventi come l’emergenza sanitaria globale e attiva riflessioni sul loro valore enzimatico, ripensando a concetti e metanarrazioni del nostro tempo. Per farlo, ha scelto l’immagine, in particolare quella digitale, come lo strumento più efficace per mettere in dialogo estetica e produzione artistica. X-POST si interroga nello specifico sulle immagini operative che, secondo la definizione dell’artista e teorico Harun Farocki, “non rappresentano un oggetto, ma piuttosto fanno parte di un processo”.

 

Considerato il momento storico con il quale abbiamo convissuto e continuiamo a convivere, quali sono le vostre considerazioni sulla comunicazione attraverso l’arte contemporanea?

Il momento storico che stiamo vivendo, non a caso fatto zeitgeisting di X-POST. Immagini operative, ci ha costretti a ripensare le modalità con cui comunicare i nostri contenuti. TBD Ultramagazine infatti è nato a ridosso dell’inizio della pandemia e del primo lockdown; la comunicazione digitale è perciò risultata non solo necessaria da un punto di vista organizzativo, ma anche tema di indagine teorica. Così sono nati i primi due interventi Ultra di Sofia Braga (Die Verwandlung) e Beatrice Favaretto (Come Out), progetti artistici pensati rispettivamente per una fruizione attraverso i nostri Instagram e sito web. Una modalità che abbiamo fatto nostra e che ha coinvolto anche i lavori 40 dictators. A dictator is forever di Paolo Ciregia e Arkanian Shenron, Broadcasting from cosmic rays di Luca Pozzi, i due artisti coinvolti nel numero speciale X-POST.