ReA! Arte: Spazio agli artisti emergenti

di Laura Cantale

 

 

A febbraio 2021 si sono aperte le iscrizioni alla Call, indetta da REA! Arte, per la partecipazione alla seconda edizione della fiera internazionale dedicata all’arte emergente.

Si tratta di un progetto pensato da un team tutto al femminile che “sfida” il sistema-fiera dell’arte contemporanea, allargando gli schemi di selezione che seguono un meccanismo legato all’artista emergente e al suo linguaggio, piuttosto che alla galleria che lo rappresenta e che quindi lo pone in una condizione di attenzione più o meno fagocitata da altisonanti nomi satelliti. Il sistema dell’arte contemporanea, in genere, è verosimilmente “nelle mani” di quei nomi noti; le donne di ReA! mirano a “rassicurare” quel sistema che guardare oltre può dare approvvigionamenti culturali sostanziosi, piuttosto che non guardare affatto o voltarsi dall’altra parte.

 

La dead-line è fissata per il 15 maggio 2021 e la fiera si terrà dal 3 al 6 settembre 2021 presso la Fabbrica del Vapore di Milano.

 

Il team: Maryna Rybakova, Bianca Munari, Elisabetta Roncati, Beatrice Dezani, Gohar Avetisyan, Maria Paola Cavallo, Pelin Zeytinci, Paola Shiamtani, Maria Myasnikova, Laura Pieri, Milena Zanetti

 

ReA! sembra nascere dall’esigenza di rompere gli schemi sia dal punto di vista del sistema di organizzazione che dall’iter convenzionale di una fiera d’arte. Come nasce questa necessità?

Pelin Zeytinci: La necessità deriva dal malfunzionamento del sistema del mercato dell’arte, dove tutto sembra girare intorno a pochi “eletti” e troppo spesso il lavoro è svolto da soli stagisti. Noi vogliamo rompere questa struttura. È vero che anche noi per ora siamo tutti volontari e non guadagniamo dal lavoro svolto nell’associazione ma se si costruisce un sistema autosufficiente, allora perché no?! Osserviamo con le esperienze che stiamo facendo cosa funziona e cosa non funziona. Abbiamo un business plan di 5 anni e continuiamo ad aggiornarlo ogni giorno. Il futuro del plan comprende le opportunità sia per gli artisti che per gli altri lavoratori d’arte. La fiera è uno dei meccanismi dell’associazione che ci aiuta ad avvicinarci di più al nostro scopo ed è per questo che collaboriamo con le gallerie per promuovere gli artisti emergenti, ma nella fiera nessuna galleria ha uno spazio per esporre. Gli artisti vengono scelti direttamente dal nostro gruppo curatoriale durante l’open call che lanciamo ogni anno.

 

Il team è composto da sole donne. È stato facile affermarvi e dare voce alla vostra “squadra”?

Maryna Rybakova: Direi che il processo di affermazione è continuativo ed è legato alla crescita sia professionale di ognuna di noi che della realtà stessa. Sicuramente, come ben sappiamo viene detto che il sistema dell’arte è un ambito molto competitivo, le critiche sono state tante in quanto il progetto era più che ambizioso, dati anche i tempi dell’emergenza sanitaria. ‘Siete troppo giovani’ o ‘non avete nomi importanti nel comitato curatoriale’, sono state le critiche più ripetute. Nonostante tutto, quello che ci ha spinto ad andare avanti e ci ha dato stima e motivazione è stato il riscontro degli artisti e successivamente del pubblico. L’obiettivo è stato quello di dare voce ai 100 artisti che avevamo promosso, quindi, in base a come siamo riuscite a presentare gli artisti partecipanti e valorizzare il loro lavoro è stato possibile affermare ReA! come una nuova realtà che ha diritto ad avere una propria voce in questo ambito.

 

Come può considerarsi, secondo voi, il sistema dell’arte contemporanea, quando si tratta di dare spazio a nuove realtà legate alla cultura artistica contemporanea?

Elisabetta Roncati: Il primo elemento da considerare è il comportamento del sistema estero versus quello italiano. Purtroppo in Italia diamo poco spazio alle giovani realtà legate alla creatività contemporanea. Servirebbero soprattutto maggiori incentivi e supporto da parte delle istituzioni pubbliche per creare progetti di ampio respiro. Molto spesso i giovani artisti faticano a farsi strada e trovano sostegno esclusivamente nelle realtà private per arrivare ai collezionisti ed approcciare dunque il mercato. Nel nostro piccolo, con l’ideazione di ReA! Fair, stiamo tentando di scardinare questo metodo unidirezionale, fornendo ai creativi emergenti la possibilità di farsi conoscere in autonomia, autopromuovendosi senza sostenere costi esorbitanti.

 

Come avviene la selezione dei 100 artisti emergenti da portare in fiera?

Maria Myasnikova: Il team curatoriale è composto da 5 membri con diverse esperienze nel mondo dell’arte ed è proprio grazie a queste varie competenze che il processo di selezione è completo e democratico. La completezza si manifesta nell’attenzione ai dettagli quando si esamina ogni applicazione: studiamo tutto ciò che viene fornito dall’artista, determinando se è pronto a far parte della Fiera: portfolio, artist statement, sito web ecc. Sulla base di ciò, ogni curatore sceglie gli artisti che ammira. Qui entra in gioco l’approccio democratico: ogni due settimane abbiamo un incontro curatoriale in cui esaminiamo e discutiamo gli artisti che ognuna di noi ha personalmente selezionato – questo confronto si conclude con una votazione che determina se l’artista farà parte o meno della Fiera.

 

Cosa vi aspettate dalla nuova edizione di Rea! Art Fair?

Pelin Zeytinci: A noi ha fatto molto piacere essere stati notati sin da subito. Ma vogliamo molto di più! Vogliamo che le persone inizino a credere e a supportare maggiormente il nostro lavoro. A questa edizione della fiera arriviamo con ancora più forza! Perché ora sappiamo in che cosa abbiamo sbagliato la scorsa volta e cosa va migliorato. Ci aspettiamo di essere in zona verde a settembre! Vogliamo che tutti abbiano la possibilità di venire a vedere la fiera anche se non possiamo lamentarci di com’è andata la prima edizione. Per quest’anno vogliamo poter dare spazio alle performance dal vivo, alla musica, ai talk e ai workshop di persona. Inoltre, vogliamo che tutti i collezionisti siano in grado di venire! Ahahha… Noi ci divertiamo molto facendo la fiera e vogliamo riuscire di nuovo a trasmettere il nostro entusiasmo a tutti.