Poetik der Gegenstände
La poetica dell’oggetto in mostra all’Haus der Kunst di Palermo
Fino al 6 dicembre 2025 all’Haus der Kunst di Palermo la mostra dedicata alla poetica dell’oggetto secondo lo sguardo di artistə sicilianə e tedeschə.
Che oggi tutto sia considerato oggetto risulta chiaro. Questo contemporaneo è il tempo dell’idolatria allargata e dell’oggetificazione per eccellenza. Pertanto ogni cosa, nell’economia dell’esistenza, è leggibile sotto la lente dell’oggetto, vale a dire ciò che etimologicamente si pone davanti, facendosi involucro di un valore giudicabile attraverso condizioni di profonda soggettività.
Reificare l’oggetto
L’arte conosce bene il processo di inversione di valore che può subire un oggetto.
Reificare, oltre ad una lettura sul tempo, restituisce valori simbolici alle cose, traslandole anche su piani di senso differenti dalla natura originaria della cosa stessa, sovente svelando qualcosa sul suo proprietario.
Così, lo scrittoio in cui siede San Girolamo nel San Girolamo nello studio di Antonello da Messina (1475) non si limita a pretesto prospettico e compositivo, ma reifica l’oggetto in display che contiene le testimonianze oggettuali del sapere di un uomo che tradusse la Bibbia rendendola accessibile, qui raccontato dai libri aperti sugli scaffali.
L’oggetto può altresì camuffarsi, come nel caso della grande macchia che separa Gli ambasciatori di Hans Holbein il Giovane (1533), dietro la quale si cela un teschio prospetticamente distorto, che custodisce un senso macabro restituito alla scena.
L’oggetto è sempre stato veicolo di significati, fino a periodi a noi più vicini, in cui anche uomo e donna hanno subito un processo di reificazione.
Basti pensare ai ritratti di Marilyn Monroe e Mao Tse Tung di Andy Warhol o a come le estensioni corporee di Rebecca Horn trasformino il corpo in meccanismo, reinterpretando il corpo stesso e le relazioni instaurate al di fuori di esso.
L’oggetto è dunque portatore di un sistema articolato di significati, forma estetica di un valore che formalizza le articolazioni dell’esistenza.
Poetik der Gegenstände
A volte servirebbe ricalibrare le nostre considerazioni.
L’opera d’arte è pur sempre un oggetto.
Seppur costoso, è in grado di rivelare l’ignorato tramite collegamenti lenti e complessi, che in un modo o nell’altro parlano dell’Uomo e delle sue tensioni.
“Poetik der Gegenstände” (Poetica degli oggetti) è il titolo della mostra attualmente in corso all’Haus Der Kunst dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo e riflette perfettamente sulla capacità dell’oggetto di raccogliere in sé atmosfere e significati diversificati.
Attraverso la ricerca di artiste e artisti che da tredici anni alimentano lo scambio tra Sicilia e Germania, la mostra indaga ciò che riguarda l’Uomo e il suo tempo tramite medium diversi che svelano un lirismo essenziale tra materia e forma.
Le opere di Tine Bay Lührseen, Boris Becker, Andrea Di Marco, Daniele Franzella, Bart Koning e Rosella Palazzolo attivano nello spazio l’idea di un magazzino alternativo, un luogo in cui gli oggetti si uniscono non per funzionalità d’uso, ma per necessità evocatorie, governate dal complesso rapporto con il tempo e con l’altro, che trasforma la lettura stessa dell’oggetto.
Haus der Kunst di Palermo: asse di contemporaneità tra Sicilia e Germania
La critica e le valutazioni basate sulla localizzazione geografica sono ridicole.
Continuare a parlare di arte siciliana contribuisce alla sua provincializzazione, poiché il contemporaneo, grazie all’evoluzione digitale, supera già i limiti geo-politici.
L’Haus Der Kunst di Palermo segue una linea curatoriale libera da rivendicazioni geografiche, mantenendo uno sguardo europeo e contemporaneo.
Le opere di Andrea Di Marco esplorano la poetica dell’oggetto, dove ciò che nasce come elemento materiale acquisisce una dignità che parla di umano.
L’oggetto diventa pretesto per raccontare la fragilità della presenza, anche nell’assenza della figura umana.
L’opera Cabinet/7 di Daniele Franzella si configura non solo come oggetto, ma come luogo testimoniante, analogo allo scrittoio di San Girolamo di Antonello da Messina.
Nella perdita di identità degli oggetti di Franzella emerge la necessità di raccontare un tempo di solitudine e ritrovamento intimo.
I grandi vasi di cemento di Rossella Palazzolo raccontano la fragilità e l’instabilità, oggetti che trovano in sé il proprio equilibrio, simbolo della precarietà fisica ed estetica dell’Uomo.

Poetik der Gegenstände (Boris Becker, Rossella Palazzolo), 2025, Haus der Kunst dei Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo, installation view.
L’ambiguità attraversa la mostra, evidente nelle opere di Tine Bay Lührssen, dove un senso domestico spogliato si trasforma in mobilio scomposto, lasciando spazio all’incertezza che abita i nostri luoghi.
Nella poetica dell’oggetto dimora la memoria, che trasforma giocattoli e soprammobili in tramiti emotivi del passato.
Esemplari in questo senso i piccoli oli di Bart Koning, Black Horse e White Horse, dove i cavallini giocattolo evocano un’intimità antica.
Le opere di Boris Becker, dense di “scuola di Düsseldorf”, indagano i ponti come territori di attraversamento e oggetti di condivisione, superando l’idea di possesso individuale.
Prossimità e sensibilità
L’arte contemporanea può attivare pensiero critico su ciò che è vicino, che spesso si ritiene essere prettamente materiale. Eppure l’opera d’arte in quanto oggetto potenziato ha anche la possibilità di sviluppare sensibilità verso ciò che è lontano, portandolo ad uno stato di prossimità tale da intuire che riguardava noi stessi.








