Paolo Grassino – Ciò che resta
di Cristina Costanzo

A Firenze Eduardo Secci Contemporary presenta “Ciò che resta”, mostra personale di Paolo Grassino tra tabù e memento mori

Eduardo Secci Contemporary inaugura il nuovo spazio espositivo nel cuore di Firenze con “Ciò che resta”, personale di Paolo Grassino a cura di Marco Meneguzzo e Davide Capra.
La mostra trae il titolo dall’omonima opera di Paolo Grassino, artista torinese classe 1967, consistente in un cranio di grandi dimensioni realizzato in tubo corrugato e ferro. L’opera, di eccezionale impatto visivo, si impone con immediatezza al nostro sguardo inglobando la sala espositiva e il fruitore, partecipe delle riflessioni dell’artista che si interroga su “ciò che resta” affrontando uno dei maggiori tabù di sempre: la morte. “Ciò che resta” (2013) è dunque la metafora ma anche la misura del memento mori che in vita ci accompagna. “Grassino si è misurato con tutto ciò – sottolinea Marco Meneguzzo – quando ha deciso di realizzare “Ciò che resta” (…): si è misurato cioè con la grande domanda dell’essere umano, e contemporaneamente con la risposta visibile che lo stesso essere ha dato nel corso dei secoli, attraverso l’arte: dunque, la domanda da un lato, e dall’altro non tanto la risposta, quanto la visualizzazione plastica e metaforica della domanda stessa”. Sul teschio – sempre più spesso prestato al glamour come oggetto desiderato e desiderabile – Grassino si concentra invece con una vera e propria vocazione escatologica, tanto coinvolgente quanto penetrante. Le opere di Grassino, come “Analgesia” (2012) e “Polmone” (2008), transmigranti tra ciò che è naturale e ciò che è artificiale, mostrano l’hic et nunc di una deflagrazione prossima e sconcertante che concorre a delineare un percorso esistenziale inquieto ma fortemente vitale.
L’artista ama sconfinare ed invadere lo spazio in cui sono accolte le sue opere: sculture ed installazioni di grandi dimensioni, sapienti manipolazioni della materia, concrezioni e torsioni di varia natura, metamorfosi pulsanti con cui Grassino si è affermato nel corso di mostre e rassegne internazionali distinguendosi come autore originale e talentuoso.

(1)

(2)

(3)

(1) Analgesia (dettaglio), 2012, fusioni in allumino, Foto di Marco Russo, Courtesy Eduardo Secci Contemporary.

(2) Ciò che resta, 2013, tubo corrugato e ferro, Foto di Marco Russo, Courtesy Eduardo Secci Contemporary.

(3) Paolo Grassino a lavoro, courtesy Paolo Grassino.

Contenuto pubblicato il 25/04/2014