Paglione Crepaccio at yoox.com – One month later
di Maria Giovanna Virga

Durante la 55. Esposizione Internazionale d’Arte la città di Venezia si mostra attraverso le sue sedi più caratteristiche e spesso più nascoste: non solo luoghi istituzionali, ma anche palazzi privati, i quali per l’occasione si spogliano della loro intimità privata per accogliere il pubblico dell’arte. È quello che è accaduto a Ca’ Soranzo, abitazione di alcuni giovani artisti che hanno ospitato il Padiglione Crepaccio at yoox.com curato da Caroline Corbetta. Un’estensione temporanea del progetto Crepaccio di Milano, pensato appositamente per le tre giornate d’apertura della Biennale d’Arte con l’intento di presentare dieci giovani artisti che vivono e lavorano in laguna. Al termine dei tre giorni dell’inaugurazione l’esposizione è continuata nella vetrina virtuale di yoox.com, che sarà visibile fino al termine della Biennale d’Arte. Abbiamo chiesto ad un mese dall’inaugurazione del padiglione ai dieci protagonisti e alla loro curatrice di raccontarci, tramite scritti, ricordi, foto o disegni, di come hanno vissuto i giorni dell’inaugurazione tra visitatori esperti, ospiti di riguardo e curiosi di passaggio.

Caroline Corbetta – Caroline Corbetta – curatrice del Padiglione Crepaccio at yoox.com

artisti e curatrice a Ca’ Soranzo, sede veneziana del Padiglione Crepaccio at yoox.com- ph. courtesy Matteo Leone Gastaldello

Questa foto, scattata qualche giorno prima dell’apertura del Padiglione Crepaccio at yoox.com, fissa il senso di questo progetto. In un clima di attesa, eccitazione ed incertezza ci sono io, la curatrice, circondata dagli artisti – tutti diversi, nelle espressioni, nella postura, nei volti e negli abiti. Per non parlare delle loro opere. Eppure tutti assieme, gomito a gomito, hanno condiviso gli spazi stretti e bellissimi di Ca’ Soranzo per i tre ultimi giorni di maggio. E ora, come pionieri, cercano di conquistare le immense praterie della Rete su www.yoox.com http://www.yoox.com/ project/crepaccio_art. Lo ha scritto Linda Yablonsky su Artforum.com: “This is a future that is arriving right now”.

Thomas Braida
La pubblicità del Montenegro. Questo mi soggiunge. Non so perché. La sensazione
durante quei tre giorni di vernissage, passati al nostro padiglione, era qualcosa di
molto simile al non sense. Come lanciare una moneta e farla girare così velocemente
che le due facce si riescono finalmente a guardare negli occhi; come scoprire che un
tuo amico, con cui hai passato molti anni a bere, a sparar minchiate nei bar e in giro
per Venezia, un giorno di colpo lo trovi vestito da hipster e a parlar forbito con te.
E non sai che pensare: o è finalmente “andato”, o per anni ha nascosto tutto ai tuoi
occhi per non farti sentir in difetto…
Questa sensazione è durata solo in quei tre giorni poi, come cenerentola, è finito
tutto. Ed è tornata la routine, ma forse qualcosa rimane tra le pagine scure… tipo che
puoi essere anche tu quell’amico.
Cuoricini per il Padiglione Crepaccio at yoox.com, direi.
T.

Fabio De Meo
Il Padiglione Crepaccio at yoox.com è stato bellissimo. C’era la pasta col pomodoro e
quella col pesto e i paninetti col salame o con la mortadella. Poi ci facevano il caffè
coi biscotti e c’era la coca cola e la birra. Cosa vuoi di più?

Marco Gobbi
La marea
Durante il secondo giorno di allestimento ero alla ricerca di un piano rialzato per
poter posizionare la lanterna: From the banks of a thought (uno dei lavori presenti in
mostra). Per caso mi sono imbattuto in due comodini stile anni 50, gambe sottili in
ferro e un semplice ripiano in legno con cassetto.
Il lavoro è stato sistemato su questo mobiletto, nella cavana, nello spazio dove scesi
pochi scalini si accede direttamente al canale (su consiglio del mio amicone Tommy).
Era il luogo più vicino all’acqua perché i pezzi di vetro che compongono la scultura
sono stati recuperati da una spiaggia e lavorati e smussati proprio dal mare.
Purtroppo nei giorni della mostra la marea saliva fino a ricoprire tutto il comodino, ho
dovuto così utilizzare anche il suo gemello, sistemato appena sopra gli scalini
dirimpetto all’altro, in modo da poter mettere al riparo la lanterna durante l’acqua alta.
Si è instaurato così un dialogo silenzioso tra me e la marea, sei ore su… sei ore giù.

Massimiliano Gottardi & Luca Migliorino
Abbiamo scelto questa fotografia scattata mesi prima dell’evento per dare un’idea del
nostro ambiente quotidiano, abitiamo nella casa da circa due anni e mezzo e non ci
saremmo mai immaginati che certe personalità potessero varcare quella soglia. O
almeno non glielo avremmo augurato.
Achille Bonito Oliva si è seduto sul divano dove Giulio Peirè (nostro coinquilino)
passa il tempo a fare capriole, e Cattelan è passato nel corridoio dove Mattia
Sinigaglia costantemente inciampa.
E’ stato divertente.
E’ stato divertente vedere tutta quest’eleganza in casa nostra, mentre due sere prima
il programma era una cena di fagioli in scatola in mutande da solo.”
Luca e Massimiliano

Valerio Nicolai

Caroline e denocciolamento degl’ occhi di Serena Vestrucci
(Titolo del disegno che racconta di un momento allegro)

Barbara Prenka

Valentina Roselli
Cara Giovanna,
Fabio ha indossato questi calzini in quei giorni.
Valentina

Caterina Rossato

Momento di autoriflessione nel Padiglione Crepaccio at yoox.com

Serena Vestrucci
Uso questa immagine per parlarti di cos’è stato per me il Padiglione Crepaccio at
yoox.com
È iniziato con noi dieci.
non si tratta di gerarchia.
ma del fatto che solo se presi tutti insieme andiamo a costituire una scala.
E dalla scala si può scendere, o si può decidere di salire..
È un’azione collettiva.
Poi, durante i tre giorni di mostra, a questi dieci colori se ne sono aggiunti molti
altri… scambiati con tutte le persone che sono passate di qui.
è stata una questione di sfumature.