ArtReviews

Tocca a noi

riportare la luce nei luoghi più bui di noi stessi 

 

Lo scorso 28 aprile 2023 ha inaugurato presso Palazzo Scammacca a Catania la mostra Second LifeRinascita con le fotografie di Oreste Monaco, curata dallo stesso in collaborazione con Carlo Arancio (Sicily in Decay) che ha fatto da location manager.

 

I due artisti giungono qui al loro secondo capitolo insieme, il primo risale all’estate 2022 con il progetto omonimo presentato a Noto presso la Sala Gagliardi a Palazzo Trigona. Ora a Catania, la mostra viene integrata con ulteriori scatti e stratificazioni del racconto tessuto da Oreste e Carlo.

 

 

Una delle tematiche che accomuna le ricerche dei due fotografi è l’abbandono. A Carlo importa testimoniare e per certi versi denunciare lo stato di abbandono di luoghi, ville, palazzi, residenze, sparsi in tutta la Sicilia e non solo, i cui scatti sono stati già in mostra presso Palazzo Scammacca durante la sua personale Sicily in Decay del 2022.

Le fotografie di Oreste, ambientate in quei luoghi ri-trovati da Carlo, desiderano transitare dallo stato di abbandono a quello di rinascita, seppur nell’attimo dello scatto. Le residenze abbandonate ritrovano così la loro funzione originale, ospitare e far vivere, dare rifugio a delle narrazioni di inclusività e di redenzione che Oreste racconta attraverso personaggi come Leona Vegas e la rivisitazione dei grandi classici e miti greci.

 

 

Le fotografie che fanno da preambolo alle sale di Palazzo Scammacca sono di Oreste e come lui stesso ci confida “Il mio lavoro si concentra più sulle persone che sui luoghi che per me sono una metafora della nostra individualità. Allo stesso modo in cui abbandoniamo luoghi così stupefacenti ed unici, la società ci porta ad abbandonare le parti più belle di noi”. La fotografia incontra già qui l’interesse per la storia dell’arte di Oreste, in particolare la pittura preraffaelita attraverso le pose, la purezza delle forme, la levigatezza della pelle e soprattutto le allegorie e il simbolismo per trasmettere significati più profondi e spirituali.

 

Oreste Monaco, Metamorfosi, 2021. 80 x 120 cm. Stampa fine art su Canson Rag Photographic 210g.

 

L’estetica e la purezza si riverberano nella seconda sala in cui Oreste ripercorre tre miti legati alla figura femminile: Circe, Lady Lilith e Medusa. Questi scatti, di cui Circe e Lady Lilith sono gli unici due in esterno, rivendicano il corpo femminile da una rappresentazione spaventosa come nel caso della strega Circe.

 

 

Altri temi sono la caducità del tempo, di cui sono vittima gli stessi luoghi, redenti dai dittici in cui Oreste rende visibile lo scorrere del tempo ricorrendo all’iconografia classica in chiave contemporanea, sciolta da attributi desueti o in alcuni casi ricca di riferimenti ai culti popolari più antichi.

 

Vista dell’allestimento a Palazzo Scammacca

 

Ad accompagnare Oreste in mostra e prima nella realizzazione dei suoi racconti per fotografie, gli scatti di Carlo non sono affatto marginali, piuttosto con la pratica urbex, ossia di esplorazione urbana, riscoprono sì dei preziosi luoghi abbandonati ma allo stesso tempo urlano alla necessità di non abusarne, non feticizzarli. Una ‘second life’ appunto non manipolata o vandalizzata; parafrasando John Ruskin nella sua Seven Lamp of Architecture (1849) – con cui mostrava il dovere che l’uomo ha sia nei confronti della nuova architettura che occorre costruire, sia dell’antica che deve essere conservata – individua l ‘architettura come l’elemento senza la quale non si può ricordare. Noi uomini abbiamo il compito di conservare l’architettura delle epoche passate come la più preziosa delle eredità; egli sostiene l’urgenza di conservare l’esistente con un restauro ‘romantico’, morale, per prolungarne il più possibile la vita.

 

 

La mostra rimarrà visitabile gratuitamente fino al 4 giugno 2023 dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 20:00, venerdì, sabato e domenica dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 20:00.