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Il cambiamento è una separazione

 

Fino al 2 settembre 2023 nelle due sedi di SACCA Gallery a Pozzallo e Modica, oltre 40 opere di 13 artisti siciliani fanno il punto sulle transizioni che sta affrontano il mondo e il genere umano; in vista delle molteplici sfaccettature del cambiamento, propone considerazioni non trascurabili per affrontare il prossimo presente.

 

Realizzare una mostra che già nel proprio nome riporta il termine “transizione”, oggi può risultare azzardoso. Non perchè l’arte debba temere l’uso della corretta terminologia, la critica sociale e movimentista, piegandosi all’eccedente politically correct che riduce tutto a un informe contenuto privo di libertà critica, ma perchè mutare e avviare una transizione, sono questioni di rilevante delicatezza e importanza. È quindi inevitabile che anche l’arte possa, nonostante la libera correttezza dell’eventuale intento, ledere il valore di questi argomenti, che sempre più rintracciano la sfera umana. 

Ad ogni modo, è perfettamente calzante anche l’ipotetico riscontro critico che una mostra del genere – e quindi le sue opere – può generare, specialmente quando viene orientata verso la macro area oggi riferita al genere. Sia chiaro che il mutamento e la transizione non sono esclusivo appannaggio dell’ambito umano e che al contempo, su tale fronte, non si tratta – come erroneamente si tende a credere – di questioni unicamente appartenenti agli ultimi tempi. Da sempre, per l’appunto, l’uomo manifesta l’interesse nei confronti di una possibile transizione fisica (di qualsiasi tipo essa sia), con tutto ciò che ne concerne. Motivo per cui non può essere considerata una questione che si rivela soltanto nel periodo in cui viviamo. Semmai è più corretto affermare che nella nostra più estrema attualità queste tematiche sono particolarmente vive per un desiderio, fortunatamente, sempre più comune di normalizzazione.

 

Chiara Sorgato, La mente suprema, 2019, olio su tela, 100x80cm

 

Sulla scia di quest’ultima osservazione, abbracciando i repentini cambiamenti e le incessanti evoluzioni in ambito tecnologico, scientifico, medico e ambientale, si pone la mostra Mutamento e Transizione curata da Giovanni Scucces presso le sedi di Modica e Pozzallo della SACCA Gallery (visitabile fino al 2 settembre 2023).

Gli artisti (Calogero Arcidiacono, Davide Bramante, Rita Casdia, Francesco Cuttitta, Demetrio Di Grado, Giorgio Distefano, Cristina Gardumi, Andrea Palamà, Ettore Pinelli, Salvo Rivolo, Piero Roccasalvo Rub, Gabriele Salvo Buzzanca e Chiara Sorgato) fungono da attenti riflettori per mettere in luce le declinazioni di queste tematiche, secondo le più personali suggestioni e interpretazioni. Le opere diventano scenari e possibilità, tentativi di previsione di un futuro segnato dal mutamento attuale, a volte tristi e paurosi, altri ironici e sconvolgenti. 

 

Giorgio Distefano, serie A-tapestry, Il Cairo, 2015, acrilico su arazzo gobelin ready made, 38×116 cm

 

Nell’ottica del cambiamento rientrano tante considerazioni che puntualmente le opere d’arte ci invitano ad applicare. Non può ignorarsi l’abbandono sempre più accelerato del folklore e delle credenze mitologiche che da sempre caratterizzano l’identità culturale sicula e di altre terre. Tutto ciò verrà smarrito, perso inesorabilmente. Allo stesso modo non può essere ignorata la dilagante diminuzione di considerazione verso se stessi, il distaccamento dalla realtà in cui si vive, creandone mentalmente altre possibili, irreali, basate sulla proposta mercificata del web; o specialmente dal corpo in cui si vive, spesso non accettato a causa di standard creati e impacchettati dal mondo virtuale e delle televisioni, che inducono a sottoporsi a modifiche fisiche dolorose, costose o forzatamente rincorse per somigliare a personaggi famosi.

 

Salvo Rivolo, Le radici del vento, 2022, olio su carta su tavola, 100x100cm

 

Il cambiamento perciò non rappresenta il segno di un passaggio verso altro, bensì – in molti casi –  la principale caratteristica della separazione da ciò che si possiede e che si rappresenta, desiderando costantemente di più, per via di un meccanismo potenzialmente incessante controllato dalla globalizzazione e dal commercio.   

La mostra Mutamento e Transizione, in vista delle molteplici sfaccettature del cambiamento, propone considerazioni non trascurabili per affrontare i frutti del prossimo presente.