Moltiplicare l’arte
Di Giulia Crisci

Il multiplo è figlio di una contemporaneità artistica che ha spostato il suo centro dall’abilità tecnico-artigiana, allontanandosi conseguentemente dall’unicità dell’opera. Opera che da sempre è stata riprodotta e riproducibile, si pensi alle tecniche silografiche, che restavano tuttavia procedimenti manuali e limitati. È il ventesimo secolo, attraverso l’invenzione della stampa, a trasformare profondamente la produzione e la riproduzione artistica.
La relazione tra arte e pubblico è mutata irreversibilmente, non più determinata dalla condizione dell’irripetibilità, si è elasticamente spostata in un contesto di consumo quotidiano.
Come Walter Benjiamin mette in luce, in una società massificata l’aura ha abdicato in favore del desiderio di prossimità e possesso. L’epifania che l’opera d’arte manifestava nell’hic et nuc, coincideva con la sua autenticità, escludendo ogni possibilità di riproduzione, che risultava come falsa.
La modernità va oltre la dicotomia autentico/falso, che ha perso la sua ragion d’essere nell’epoca della riproducibilità tecnica, contestualmente alla metamorfosi dalla fruizione al consumo.
Le edizioni, fugato ogni dubbio che le spacci per copie, sono opere concepite per essere prodotte in più esemplari. La pluralità permette all’artista di declinare le proprie questioni. Laddove l’univocità è inconciliabile con la contemporaneità, sdoppiarsi e moltiplicarsi è un modus coerente di affrontare l’esistente.
La riproducibilità non è rinuncia, essa diventa piuttosto un modo per allargare considerevolmente la possibilità di fruizione del lavoro artistico, nell’opportunità di essere esposto- o posseduto- contemporaneamente in luoghi geograficamente distanti.
“Consideravo, e tuttora considero, le edizioni come una gradita compensazione alla realizzazione di dipinti, che sono pezzi unici. Le edizioni rappresentano una straordinaria opportunità per presentare la mia opera a un pubblico più ampio.” Così Gerhard Richter puntualizza e motiva la sua ricerca sulla serialità, tra le più approfondite del ventesimo secolo. Da anni l’esplorazione delle possibilità dell’immagine è cifra dell’artista tedesco, in un processo volto a scandagliare la molteplicità del seriale.

Dalla riflessione sul multiplo come forma d’arte e come forma espositiva, nasce la mostra da poco inaugurata a Catania presso il Palazzo della Cultura: IN SERIES_artist’s multiples for a multiple show.
L’esposizione è l’ultimo step del progetto promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catania e patrocinato dal Comune di Catania. Ideato e curato da Anna Guillot, deve la sua realizzazione alla collaborazione tra artisti e collezionisti privati con l’archivio-laboratorio KoobookArchive.
La mostra, ad eccezione dell’edizione catanese, è stata visitabile simultaneamente in due spazi, una italiana, a Spoleto, presso Palazzo Mauri sede della Biblioteca comunale “G. Carducci”, e una tedesca, a Berlino, presso lo studio di architettura e design RARE Office – Rethinking Architecture Research Experience.

Trentasei opere presenti di artisti di provenienza geografica e anagrafica differente come: Adalberto Abbate, Francesco Arena, Matthew Barney, Mario Consiglio, Tiziana Contino, Roberto D’Agostino, Jeremy Deller, Olafur Eliasson, Antonio Freiles, Eva Gerd, Alice Grassi, Anna Guillot, Keith Haring, Damien Hirst, Jenny Holzer, Jasper Johns, Filippo La Vaccara, Loredana Longo, Vittorio Messina, Eugenio Miccini, Mariko Mori, Carmelo Nicosia, Yoko Ono, Julian Opie, Paolo Parisi, Michelangelo Pistoletto, Maurizio Ruggiano, Joe Tilson, Franco Troiani, Lawrence Weiner, Peter Wüthrich, Ampelio Zappalorto, posti in dialogo con i più giovani: Laura Cantale, Irene Catania, Giuseppe Mendolia Calella, Yole Villaggio.

La mostra è visitabile fino al 20 settembre 2014, presso Palazzo della Cultura, via Vittorio Emanuele II, Catania. Dal lunedì al sabato, ore 9.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00 e la domenica, ore 9.00 / 13.00. Ingresso libero

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(1) Olafur Eliasson, Little sun, 2012, Pannello solare monocristallino, Luran S, ASA / Styrolution, Ø 12 x 3.2 cm, GmbH, Berlino, Courtesy KoobookArchive.

(2) Keith Haring, Luna Luna, a Poetic Extravaganza, 1986, Pop-up, cartoncino stampato, 30.3 x 30 x 0.2 cm, 2.000 esemplari, Freizeitanlagen GmbH, Amburgo, Courtesy KoobookArchive.

(3) Michelangelo Pistoletto, Progetto tartaruga felice, 1994-’95, Tartaruga in bronzo e serigrafia su tavola, 31 x 23 x 1 cm, Esemplare firmato n. 21/ 80, Carte d’Arte, Messina, Courtesy KoobookArchive.

(4) Mariko Mori, Wave UFO, 2003, (Erste Auflage), 29 x 24 x 4.5 cm, Walther König, Colonia, Collezione privata.

(5) Alice Grassi, Pink Flamingos, 2010, Stampa lambda su Duratrans, plexiglass, strip led light, 15 x 22.5 x 7 cm Esemplare n. 1/ 3, Courtesy the artist.

(6) Antonio Freiles, I libri di Londra, 2012, Ferro, alluminio, 38 x 48 x 4 cm, Esemplare n. 1/5, Courtesy KoobookArchive.

(7) Filippo La Vaccara, Untitled, 2007, Stoffa, ovatta, filo metallico, 70 x 30 x 48 cm, 5 esemplari numerati e firmati, KoobookArchive/Lab_KA, Catania, Courtesy KoobookArchive.

(8) Giuseppe Mendolia Calella, Anecoica, 2013, Cofanetto di 20 fotografie, Traccia sonora su mp3, 15.5 x 16 x 6 cm, Esemplare 1/3, Courtesy the artist.

(9) Irene Catania, Himitsu, 2013, Legno di betulla laccato, 30 x 30 x 6 cm, 100 esemplari numerati e firmati, KINA & Orwell Comunicazione e derivati, Courtesy the artist.

(10) Yole Villaggio, DNABook, 2012, Leporello 300 x 21 cm, cofanetto 30 x 15 x 3 cm, Stampa ink-jet su cartoncino metal, Traccia sonora su mp3, Esemplare 1/3, Courtesy the artist.

(11) Carmelo Nicosia, Memories. Dedicato a Jack Kerouac, 2013, Stampa ink-jet su carta, 80 x 120 cm, 10 copie di cui 3 firmate, Courtesy the artist.

(12) Peter Wüthrich, Lolita, 2012 103, Stampa ink-jet su carta, lattina, Ø 7 x 14.2 cm, Esemplare firmato n. 3 / 10, Courtesy the artist.

(13) Laura Cantale, Der Mann mit dem Hut zeigt seine Wunden, 2004, Compensato di betulla, stampa ink-jet su carta, 50 x 50 x 8.5 cm, Esemplare 1/3, Courtesy the artist.