LA SIGNORA DELLA LAND ART IN MOSTRA A LONDRA
di Maria Giovanna Virga

Se è la prima volta che vi trovate a passeggiare per le strade di Soho, siate certi che non riconoscerete l’ingresso della galleria Haunch of Venison. La sua vetrina scura e discreta al 103 di New Bond Street si confonde tra i negozi di lusso. Apparirà solo all’ultimo momento quando, passando distrattamente, lancerete un’occhiata fugace all’ingresso principale, ed invece di trovarvi borse in pelle e scarpe all’ultima moda, leggerete i caratteri bianchi impressi nella vetrina specchiante: Nancy Holt, Photoworks.

Per chi non conoscesse Nancy Holt, è nota per essere riuscita a distinguersi nel gruppo tutto al maschile dei Land Artist, oltre che per essere stata la moglie di Robert Smithson. Ha infatti esordito insieme a lui, Walter De Maria, Michel Heizer, Robert Morris e Hans Haacke, giusto per citare i più noti, nella galleria Dwan Gallery di New York, famosa  per aver presentato al pubblico nel 1968, con la mostra “Earth Works”, il nascente movimento della Land Art. L’unione tra l’imponente edificio nobiliare (townhouse come dicono gli inglesi) e la storica signora della Land Art non potevano che solleticare la mia curiosità. Entrare al suo interno, a questo punto, diventa doveroso.

Nonostante Nancy Holt abbia in passato creato alcuni dei suoi primi lavori in Gran Bretagna, la mostra in corso alla Haunch of Venison è la prima esposizione personale che l’artista presenta nel Regno Unito. Le fotografie esposte sono una panoramica su quarant’anni di lavoro, dal 1967 al 2007. Una selezione d’immagini attraverso cui poter rileggere una carriera che si è nutrita di diversi mezzi espressivi, come la scultura, il video, i testi o le installazioni; tutti strumenti interconnessi da un unico interesse: quello per il paesaggio.

Tra le opere esposte, oltre il piacere di riscoprire i lavori degli esordi come Concrete Vision, Concrete Poem o Wisrman’s Wood Buried Poem #1( for Robert Smithson), una delle serie che maggiormente mi attrae sono le fotografie dell’installazione ambientale, Sun Tunnels, nel Great Basin Desert dello Utah, fondamentali per avere una visione completa dell’opera. L’installazione ambientale si compone di quattro tubi in cemento disposti in croce in mezzo al deserto, che diventano dei cannocchiali grezzi capaci di mostrarci con precisione ciò che lo sguardo dell’artista ricercava nel paesaggio. Come delle istruzioni preziose, le fotografie allineate dell’artista svelano le variazioni di luce ed i giochi d’ombra che si creano all’interno di questi quattro tunnel: durante le ore diurne seguono i movimenti del sole; mentre nelle ore notturne i fori al loro interno, circoscrivono le costellazioni della volta celeste. Le fotografie divengono così uno strumento per mettere in moto l’opera stessa, donandole per qualche istante la vita e per allineare perfettamente lo sguardo dello spettatore con quello dell’artista.

Ogni fotografia è il risultato di un percorso intrapreso verso la conoscenza del paesaggio. Una ricerca continua che si è nutrita anche delle tracce di umanità che ha incontrato lungo il suo cammino. Da quelle più antiche di Trail Markers, in cui si ricercano e seguono le pietre che indicano i sentieri, a quelle odierne di California Sun Signs, in cui la cartellonistica stradale della California sembra costantemente indicare a parole la presenza brillante del sole.

Photoworks è una mostra che si compone di soggetti multipli nel loro presentarsi, ma che si accomunano nel loro significato. Ogni foto si nutre della compagna vicina che pur essendo diversa nell’aspetto rimarca il significato che insieme vogliono esprimere. Un modo di dialogare con lo spazio che si scandisce nell’alternanza di gruppi pieni e vuoti; un armonia dello spazio che rende leggera e semplicemente bella l’intera mostra.

Se vi trovaste a Londra prima del 25 Agosto, ultima giornata d’esposizione, visitarla può essere l’occasione per interrogarsi su quale siano le nostre direzioni e verso quali obbiettivi tendiamo; perché in fondo, ogni spettatore dallo sguardo inesauribile è sempre alla ricerca di qualcosa.

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photo  © www.haunchofvenison.com

(1) Ingresso Galleria Haunch of Venison, London
(2)  Sunlight in Sun Tunnels (1976)_Installation view Photo- Peter Mallet
(3) Western Graveyards, 1968_Installation view Photo- Peter Mallet
(4) Trail Markers, 1969_Installation view Photo- Peter Mallet copia
(5)  California Sun Signs, 1972_Installation view Photo- Peter Mallet

 

Haunch of Venison, London
Nancy Holt, Photoworks
dal 8 Giugno al 25 Agosto 2012

www.haunchofvenison.com