Da Zelle la dialettica dell’homo faber
di Salvatore Davì

Il progetto Sprezzatura. Homo faber, homo dialecticus, allo spazio palermitano di Zelle è un atto di riflessione, un tentativo di riportare la conoscenza dell’arte nello specifico della “storia del lavoro” intesa come produzione di ‘cose’ avente un valore, come processo di strutturazione che si configura necessariamente come quello del fare. Il primo atto di chi vuole cogliere la profondità di quest’indagine, andando oltre l’interessante leitmotiv che lega il tema, i lavori degli artisti e il confronto con Luciano Fabro, è di collocare il valore delle opere d’arte all’interno di una serie di nessi che sono senza ombra di dubbio di natura storica, ovvero riflettere sui processi che collegano il valore alla situazione culturale e di conseguenza a quella sociale.

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Da Zelle sembra tornare alla mente il saggio sulla Storia dell’Arte di Giulio Carlo Argan [La Storia dell’Arte, in Storia dell’Arte, 1-2, Firenze 1969, pp. 5-36] nel quale si recupera il senso stesso dell’arte come discorso sulle strutture artistiche e la dialettica tra chi fa fare e chi fa (tra potere e arte). Il parallelismo tra Sprezzatura e il saggio di Argan è stato un momento di allegorica immaginazione nell’istante in cui ho preso visone del progetto, sabato 24 novembre: i lavori di Giuseppe Lana, Sebastiano Mortellaro Studio ++ e Giovanni Termini come opere di coloro che “sanno fare”, il faber (ovvero colui che possiede la tecnica) e il gallerista (Federico Lupo) come colui che ha il compito di “garantire la sicurezza di chi fa” in un luogo (Zelle). La dialettica storico-materialista si concretizza ai miei occhi non come deformazione ideologica bensì come un input tratto dal testo critico di Alberto Zanchetta, dall’opera video Caterpillar di Mortellaro e dal confronto dialettico con Lana sulla sua opera. Paolo e Francesca, le due reti da letto che raccolgono in sé diverse fasi di formazione strutturale: passaggi di consegna che segnano il legame tra una donna e il marito defunto, tra la stessa donna e lo spazio espositivo Bocs di Catania (e il quartiere in cui si relazionano) e adesso, attraverso Lana, il legame che concretizza le reti come prodotto artistico con doppio valore, affettivo ed economico. La Croce fatta con cellule fotovoltaiche di Studio ++ innesca una riflessione, dal punto di vista artistico, sul percorso del potere che muta dalla promessa di una salvezza divina a quella di una salvezza quotidiana attraverso la tecnologia.

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Il progetto è un momento di accordo tra Zelle, gli artisti siciliani, il L.E.M. di Sassari e gli artisti sardi; tra Sardegna e Sicilia si attiva, attraverso questi due spazi espositivi, uno scambio di documenti-materiali come testimonianze del fare artistico: a Palermo espongono i siciliani e lo spazio accoglie la documentazione delle opere dei sardi e viceversa. La precisione dell’allestimento da Zelle accoglie dunque il materiale inerente i lavori di Fabio Melosu, Chiara Seghene, Stefano Serusi e Carlo Spiga. Il valore del documento come citazione all’interno di un progetto espositivo come questo risulta pregnante per la critica che sembra innescare nei confronti dell’archivio come luogo politico di inclusione ed esclusione (ciò che sta al di fuori non è storia, ciò che sta dentro acquista un senso); in questo caso il documento va fuori sede come a voler ribaltare la situazione e dunque come a voler attivare nuovi meccanismi di senso al di fuori dal proprio territorio, dal L.E.M. si sposta ed arriva in Sicilia e da Zelle arriva in Sardegna…si oltrepassa simbolicamente quella Zona limitata che Termini ha evidenziato nella sua istallazione…

…homo sapiens…homo faber…homo dialecticus.

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Sprezzatura. Homo faber, homo dialecticus
Giuseppe Lana, Fabio Melosu, Sebastiano Mortellaro, Chiara Seghene, Stefano Serusi, Carlo Spiga, Studio ++, Giovanni Termini.
A cura di Alberto Zanchetta

Zelle Arte Contemporanea,
via Fastuca 2, 90134 Palermo
www.zelle.it

Opening/ sabato 24 novembre 2012 h. 19.00
La mostra resterà aperta sino al 24 dicembre 2012
Dal martedì al sabato dalle h. 17.00 alle h. 20.00
in collaborazione con L.E.M./ Laboratorio Estetica Moderna

(1) Sprezzatura, Homo faber, homo dialecticus (foto Noemi La Pera)
(2) Giuseppe Lana, Paolo e Francesca, 2012, installazione, 194×167 cm (foto Noemi La Pera)
(3) Studio++, Croce, 2012, cellule fotovoltaiche, struttura in metallo, 48×30 cm, intervento sullo spazio pubblico (foto Noemi La Pera)
(4) Sebastiano Mortellaro, frame da Caterpillar D-9, 2008, video PAL, colore, 11 min. e 32 sec. (foto Noemi La Pera)
(5) documentazione delle opere di Fabio Melosu, Chiara Seghene, Stefano Serusi, Carlo Spiga (foto Noemi La Pera)
(6) Giovanni Termini, Zona limitata, 2010-2012, acciaio inox e PVC adesivo, diametro 100 cm, installazione dimensione variabile (foto Noemi La Pera)