Intervista a Valentina Cirami
di Valentina Lucia Barbagallo

Chi è Valentina Cirami? Raccontaci brevemente di te.
Sono nata a Licata. “Approdata” a Palermo, a conclusione degli studi classici, ho frequentato per un anno e mezzo la facoltà di Giurisprudenza da cui sono scappata a gambe levate dopo aver ricevuto complimenti durante un esame per la mia preparazione. Qualcosa non andava, mi sentivo soffocare… In quel periodo ho conosciuto Stefania Zocco e Viviana Sucato con cui andavo a seguire le lezioni di estetica in accademia e da lì ho capito cosa volevo fare della mia vita: mi sono iscritta al corso di scenografia dell’Accademia di Palermo che ho terminato un anno fa.

Che musica ascolti? Qual è l’ultimo libro che hai letto? Chi sono gli artisti che ami?
Ascolto un  po’ di tutto, mi piace spaziare: dall’elettronica alla classica.
Mi capita di leggere cose differenti nello stesso periodo. Ultimissimi libri letti: Lezioni Americane di Italo Calvino, La poetica dello spazio di Gaston Bachelard e Trilogia della città di K. Di Agota Kristof.
Gli artisti che amo sono tanti e diversi tra di loro. Non voglio fare dei nomi in particolare, ma mi affascina molto la capacità di cambiamento formale che alcuni artisti possiedono.

Come definiresti il tuo lavoro?
In evoluzione! Una continua ricerca che conduco usando mezzi differenti. Una manipolazione di oggetti a volte apparentemente ludici o fuori posto. Una ripetizione ossessiva di segni o di suoni di cui mi servo per riconsiderare spazi e strutture intese come possibilità connettive tanto private quanto collettive.

C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella tua ricerca?
Non c’è stato nessun evento o incontro in particolare che abbia segnato una svolta nella mia ricerca. Sicuramente il confronto sincero con altri artisti per me è fondamentale perché rappresenta un momento di crescita e arricchimento per il mio lavoro.

Cosa pensi del panorama artistico siciliano?
Penso che, soprattutto negli ultimi tempi, il panorama artistico siciliano stia diventando più dinamico. Sempre più spesso giovani artisti e giovani curatori lavorano insieme. Rispetto a qualche anno fa c’è maggiore contaminazione, attenzione e volontà di scambio, nonostante la quasi totale assenza di istituzioni, investimenti, visibilità e rapporti costanti con realtà internazionali.

Progetti futuri?
A maggio parteciperò alla mostra conclusiva del laboratorio iniziato a metà dicembre presso ZAC, Zisa Zona Arti Contemporanee, a Palermo. Presenterò sia un mio lavoro personale che un lavoro che ho realizzato in collaborazione con Sebastiano Mortellaro.
In questi giorni,  21 – 23 Marzo, parteciperò anche al progetto SAVE THE BEAUTY Taranto chiama Italia > Italia risponde presso Magazzino Formide a Siracusa.
Dopo vorrei andare un po’ all’estero.

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(1) Geometrie da doppio, 2011 – Pennarello nero su carta Fabriano 33×48 cm
(2) ouverture, 2011 – Tubi in pvc, 2 registratori 300x200x15 cm
(3) Senza titolo, 2012 – penna stabilo verde su carta 12,5×19,5 cm