Intervista a Rita Casdia
www.ritacasdia.com/

di Valentina Lucia Barbagallo

Rita Casdia (1977, Barcellona Pozzo di Gotto (Me), vive e lavora a Milano) indaga – attraverso la video animazione, il disegno e la scultura – mondi emozionali a metà tra sogno e realtà, popolati da piccole bambole di materiale plastico che vivono o “rivivono” luoghi in cui l’artista ha avuto modo di soggiornare durante, e non solo, le residenze internazionali in Canada, Spagna e Francia.

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Chi è Rita Casdia? 

Sono un essere umano che osserva con grande passione la vita e che cerca di restituirla attraverso una visione cruda ma senza disincanto. Allo stesso tempo, sono anche un essere molto distratto, attraverso spesso zone infuocate senza bruciarmi solo perché sto pensando ad altro.

Che musica ascolti?

Quando la ascolto è perché qualcuno accanto a me ha deciso di farlo. Generalmente, tendo a non ascoltare la musica, preferisco i rumori ambientali. Non vorrei apparire eccentrica ma, in realtà, il coinvolgimento emozionale che la musica esercita su di me è troppo, preferisco rimanere in uno stato il più possibile neutro con un sottofondo di uccelli che cantano in lontananza, mi piacciono i suoni bucolici in generale ma non disdegno anche quello delle moto Ape che vagano alle 2 di pomeriggio, preferibilmente nel periodo estivo.

Qual è l’ultimo libro che hai letto?

Un terribile amore per la guerra, di James Hillman. Un libro che scardina il senso comune sulla nozione superficiale che si ha della guerra, un’analisi che scava la disumanità dell’essere umano. Niente di più attuale e utile per me e per la mia ricerca artistica.

Chi sono gli artisti che ami?

Questo è un piccolo compendio degli artisti che amo:

gli autori dei ritratti del Fayoum, Ulisse Aldrovandi, Goya, Antonello da Messina, Giandomenico Tiepolo, H. Daumier, Rembrandt, Caravaggio, J. Pontormo, B. Cellini, Franz Von Stuck, F. Boucher, Charles Simmonds, Louise Bourgeoise, Carol Rama, Sophie Calle, J. Svankmayer, Peter Kubelka, Tony Oursler, J. M. Nattier, Z. Rybczynski, Ulrike Ottinger, Mika Rottenberg, Mike Kelly, J. Wall, A. Magnasco, Carl D’Alvia, A. Bazan, A. Pajou, David Shrigley, Marnie Weber, Jeffrey Isaac, Pipilotti Rist, David Lynch, Werner Herzog, Harmony Korine, Alberto Grifi.

Come definisci il tuo lavoro? 

Lo definirei come un’analisi concreta della crudeltà dell’intimo, perché la possibilità di rendere visibile la sfera sentimentale/emotiva che domina la vita “razionale” di ogni essere umano è per me una sfida irresistibile.

C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella tua ricerca?

Diversi incontri sono stati fondamentali per la mia ricerca o meglio per i suoi sviluppi e approfondimenti. Al primo posto c’è la mia famiglia perchè ancora oggi è un nucleo umano da cui traggo molto e che ha fatto scattare involontariamente lo start. Il punto di svolta è avvenuto durante la visita, alla mia prima mostra personale, di un gruppo di bambini dell’asilo, che prima di andar via insieme alle maestre hanno coordinato un piccolo dibattito. Nella mostra avevo esposto la documentazione fotografica delle mie prime bambole di plastilina, abbandonate in un piccolo paese della Francia (2003). Fra tutti loro, un bambino mi chiese se non avessi mai considerato l’idea per il mio prossimo progetto di utilizzare la tecnica dell’animazione per esplorare nuove possibilità…Dopo qualche mese tornai in Italia per studiare video e cinema sperimentale e realizzai i miei primi video animati.

Come definiresti il panorama artistico siciliano?

Lo definirei reattivo, questo perché il panorama artistico siciliano è sicuramente migliorato negli ultimi 10 anni. Nella scena attuale ci sono innumerevoli artisti di qualità. Le loro ricerche sono diverse e tutte molto interessanti da scoprire e approfondire. Oltre a questa evidente rinascita artistica, strettamente scaturita dalla passione dei suoi protagonisti, vedo anche la voglia di emanciparsi dai vecchi sistemi organizzativi, proprio perché si fa strada uno sguardo più consapevole del proprio valore.

Che progetti hai per i prossimi mesi? 

Farò dei viaggi all’estero e tornerò anche più spesso in Sicilia perché ho un progetto che da anni vorrei realizzare.

A cosa stai lavorando?

Sono impegnata alla realizzazione di più progetti di natura molto diversa fra loro. Quello che mi sta impegnando molto è in particolare la produzione di un nuovo video con disegni animati. Di solito le mie animazioni disegnate sono prevalentemente in bianco e nero, in questo nuovo progetto sto sperimentando una metodologia differente, che comprende anche l’uso del colore.

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( a ) Rita Casdia, dreamless, still video,1’47” 2010
( b ) Rita Casdia, series Little people, Unicorn, 2012, inchiostro al gel su carta, 29,7cmX42cm
( c ) Rita Casdia, series Little people, two womens, 2012, inchiostro al gel su carta, 29,7cmX42cm
( d ) Rita Casdia, I grow the wrong things, series UFOr3, 2010, polymer clay, thread brass,16cmX5cmX8cm