INTERVISTA A GIANLUCA LOMBARDO
di Giuseppe Mendolia Calella

Chi è Gianluca Lombardo? Raccontaci brevemente di te.

…Domanda pericolosa per un chiacchierone che non ha il dono della sintesi…In breve?: un artista, un insegnante, ma principalmente il padre di una bambina meravigliosa. Se dovessi continuare direi tutte quelle cose che io sono, ovviamente, perché lo sono ovviamente (per esempio vicino di casa, lettore di libri e così via) o perché non l’ho scelto ed è così, punto (figlio, fratello, piede 42 e così via). Quindi mi fermo…

Come definiresti il tuo lavoro?

Immersivo.

L’attività di docenza che svolgi presso l’Accademia di Belle Arti di Catania quanto influenza il tuo lavoro?

Apparentemente nulla o quasi. Nella realtà invece molto, perché mi impone un aggiornamento pressoché continuo, e questo mi permette di conoscere artisti anche molto giovani che diversamente non avrei voglia di studiare. E poi il rapporto con gli allievi che sono sempre uno stimolo per la sensibilità e una vera palestra per l’intelligenza. Senza loro sarei decisamente più povero. Forse più correttamente direi che non influenza il mio lavoro, ma me.

Si è da poco concluso il tuo progetto espositivo personale  “Abissale” presso l’Accademia “Abadir” di Catania… ce ne parli?

È stato un progetto bellissimo, posso dirlo? che non avrei potuto mai realizzare senza l’aiuto e la fiducia di amici come Gianfranco e Lucia. Un lavoro che non è nato da un’intuizione unica ma che ha avuto una sua gestazione, anche qui compiuta grazie ai contributi di altri amici che mi sono stati accanto lungo tutta l’ideazione e l’allestimento. Gestazione è il termine adatto… Forse parla delle mie paure, non diverse da quelle di tutti, credo. E del mio desiderio di silenzio e di sospensione. Un autoritratto, come lo sono i lavori che consideriamo tra i migliori.

Come definiresti il panorama artistico siciliano? Esiste una rete o un sistema dell’arte dove lo scambio tra individui ed operatori possa definirsi maturo?

È la domanda che odio di più… Gli artisti che conosco sono persone meravigliose; molti, artisti davvero bravi. Ma sappiamo bene che la domanda non verte solo su loro/noi…e la risposta si ripete, uguale a sé stessa ad ogni intervista fatta agli artisti, che, come me, nel frattempo si sfogano!: la rete esiste quasi esclusivamente tra gli artisti. Ma se per “rete o sistema maturo di scambio tra operatori” intendiamo un rapporto più dinamico, aperto e intelligente tra gallerie, fondazioni, collezionisti, direttori di musei, curatori, critici, advisor, referenti della politica …e artisti, la rete non c’è più, se non solo parzialmente, e con dispendio enorme di risorse umane e fondi. Non esiste alcun progetto comune sul contemporaneo. Ora più di prima! (sappiamo tutti molto bene del Riso). Le nostre potenzialità ci renderebbero competitivi con i panorami che riteniamo più centrali. Finiamo invece con l’essere ancora periferia perché gli operatori implicitamente si vedono e ci vedono così. Vengono prese scelte gestionali che mortificano molto spesso la professionalità, poiché danno per scontato che altrove si lavori meglio, continuando così ad essere, per implicita conseguenza, protagonisti di una terra di nessuno e di frontiera. Direi che ognuno fa quello che può, o tira acqua solo al proprio isolato mulino. Snob a casa propria, affaccendati e umili servitori del sistema, fuori. Altrove, altri operatori e altre realtà fanno molto di più con molto meno, sfruttando appieno le risorse del territorio: è come se a Oslo volessi coltivare banane, dove è più semplice investire sul baccalà. E alla fine anche gli artisti sono costretti a emigrare o a organizzarsi e darsi sostegno con immensi sforzi. Ma i siciliani sono fatti così, n’est-ce pas? E finché c’è la buona volontà di ginestre isolate, c’è speranza…

Chi sono i tuoi punti di riferimento nel mondo dell’arte?

Non ne possiedo…ma la domanda ha molte aperture…implicitamente, molte risposte e nessuna.

C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella tua ricerca?

Mah…nel lavoro,no…non direi. Ma siccome il lavoro non è separato dalla vita, posso aggiungere di avere avuto molti incontri o eventi importanti, che poi diventano una parte del tuo lavoro, per forza. Dalla nascita di mia figlia, alla morte dei miei genitori. Dagli amici sempre presenti, alla famiglia…ma anche questa per me è una domanda dalle molteplici sfaccettature. Se continuassi scriverei la Bibbia…

Quali immagini del tuo lavoro, che in qualche modo rappresentano dei punti di snodo fondamentali, ci proporresti?

Le immagini di un’opera mentono sempre. Ma anche loro fanno quello che possono; …devono avere dei parenti siciliani senz’altro!

          
Gianluca Lombardo “Abissale”- Accademia di Belle Arti Abadir, Ottobre 2012