Inner Design
Un approccio (al) contemporaneo
Isola è un concetto singolare – una terra circondata dall’acqua – che diventa plurale se la si guarda in relazione alle altre isole. Tale connessione si trasforma ancora in concetto singolare, l’arcipelago.
Isola Catania
Isola Catania è un arcipelago di stanze, di professionisti in ambiti diversi, di eventi culturali e di appuntamenti formativi. La sua cornice è già incontro programmatico: inseriti nell’architettura barocca di Palazzo Biscari, gli ambienti di Isola si articolano attraverso il design contemporaneo.
In questo crocevia di incontri e di innovazione – tecnologica, imprenditoriale e sociale – non può che abitare una visione aperta sulla contemporaneità che promuova una simultaneità di vari punti di vista sul mondo, a partire dall’ambiente più prossimo, più interno o interiore.
Coalizioni Isola
Inner Design dell’artista Margherita Pedrotta (Ivrea, 1998) è la seconda delle quattro mostre personali previste quest’anno all’interno di Coalizioni Isola: Laboratori di Cultura, Creatività ed Arte, progetto biennale sostenuto da Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del MIC, con cui gli spazi di Isola si aprono a un ulteriore tipo di ibridazione, quella con l’arte contemporanea.
Isola Catania ha scelto di promuovere quattro artisti/e emergenti con una ricerca già delineata, attraverso un programma di otto workshop di approfondimento sui temi dell’estetica contemporanea, grazie alla collaborazione con altrettanti partner, uno per ogni settore indagato. Ad ogni workshop di quest’anno è associato l’opening di una mostra, a cura dell’artista Barbara Cammarata e del curatore Mario Bronzino. Ogni esposizione prevede almeno una nuova produzione, sostenuta dal programma che si concluderà con una quinta mostra collettiva al termine del secondo anno. I partner di quest’anno sono: Viaraffineria, Associazione Musicale Etnea, Abadir e Officine Culturali rispettivamente per le discipline di arte visiva, musica, design e mediazione culturale.
La prima mostra: Alessandro Costanzo
Gli artisti protagonisti delle prime due personali trattano l’installazione in maniera differente, in coerenza con le loro peculiari ricerche e metodologie di lavoro.
Durante la mostra inaugurale del primo ciclo, Abbrivio, Alessandro Costanzo (1991, Catania) ha utilizzato l’installazione come tecnica pittorica (Sottovento, 2025). Il suo campeggio sospeso è un affresco di volumi disposto su una grata metallica, fissata a formare quasi un controsoffitto che, da sostegno fisico, diventa parte dell’opera e filtro della sua visione. La stanza ovoidale, al piano superiore di Isola, diventa corridoio e cornice spaziale di un prisma metallico irregolare (Entrobordo, 2025). Il guscio, penetrabile allo sguardo solo grazie a rare feritoie orizzontali, posizionate in punti scomodi alla visione, ricordano una serie di armadietti prefabbricati. Il visitatore è così mosso a sbirciare la privacy dell’ambiente di un campeggiante, la cui disordinata intimità contrasta con l’imperativa asetticità del suo riparo.
La seconda personale: Margherita Pedrotta
Margherita Pedrotta (1998, Ivrea), nelle sue installazioni, fa emergere il dialogo tra gli spazi espositivi e gli oggetti d’uso protagonisti delle sue installazioni, a partire dalla portata significante dei loro elementi strutturali, l’architettura e il design. Nella produzione industriale, il design è definito come «progettazione che mira a conciliare i requisiti tecnici, funzionali ed economici degli oggetti prodotti in serie» (Treccani).
Inner Design
Le opere dell’artista evocano le accezioni intime, come suggerisce il titolo, legate all’uso di determinati oggetti di design domestico. La pratica trasformativa dell’artista, evidenziata nel testo curatoriale, comincia col bruciare gli oggetti scelti, annullando la loro estetica contingente e mettendo in risalto – e in gioco – i loro valori d’uso. Attraverso la classica finestra lignea, suddivisa da due assi incrociate e assolutizzata nella sua forma più essenziale dal fuoco, la prospettiva verso l’interno domestico è interiore, personale e speculativa.
What if I was born here?
Il titolo dell’opera What if I was born here? (2025) invita chi guarda a immaginarsi la propria vita in una serie di interni ritratti in alcune riviste di design risalenti agli anni Sessanta e Settanta. La dimensione immaginifica è suggerita dall’acidità dei colori, data dal tempo, e dalla distorsione delle forme dettata dalla scansione delle riviste operata dall’artista. Le immagini appaiono solo in alcuni dei riquadri creati dall’incrocio delle assi lignee, unendosi all’effetto straniante dei colori e delle forme esasperate, nell’evocare dei sogni a occhi aperti.
Playground
La dimensione del gioco si fa ancora più esplicita in Playground (2025) una specie di tenda/fortino domestico, costruito attraverso l’accostamento e la sovrapposizione di numerose sedie lignee dell’Ikea – bruciate anch’esse, nel rifiuto del marchio – coperte e parzialmente nascoste da variegati tessuti d’arredamento kitsch e di risulta, parzialmente strappati. Tra le fenditure del tessuto e le aperture della struttura così creata, rifugio precario quanto prezioso per l’ipotetico giovane autore, si riesce a sbirciare una serie di riviste d’interno e da tavola, risalenti alla stessa epoca della precedente installazione, sparse tra il pavimento e la superficie delle sedute. Anche questa visione d’interno risulta interiore e suggerisce un uso del design come pratica di pensiero plastico, essenziale e fuori dagli schemi precostituiti.
La relazione con lo spazio
La relazione con la sala espositiva incoraggia tale punto di vista. L’installazione si trova in una sala di co-working, dove tavoli e sedie di design contemporaneo dialogano in alcuni delicati richiami cromatici col sontuoso affresco a soffitto, chiara traccia della settecentesca destinazione d’uso della sala: la camera da letto della principessa. La parte più interna, intima della sala, l’alcova, destinata al letto, è stata scelta dall’artista come contesto per quest’ultima sua intima visione.
Un approccio contemporaneo
L’intersezione di punti di vista variegati incoraggia un approccio transdisciplinare alla prassi quotidiana, estetica, relazionale e progettuale. Nel progetto Coalizioni Isola, l’arte contemporanea assume il gioco come metodologia, fungendo da ponte e connettore, sostenuta da una fiducia concreta, nella piena aderenza al concetto di design contemporaneo, modo di pensare pratico prima che oggetto.
La mostra di Margherita Pedrotta sarà visitabile sino al 1 settembre 2025, presso Isola Catania.













