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Cena con mostra: Matteo De Nando, Supporters

 

Il mese scorso è stata inaugurata, presso Zazà Ramen, la mostra personale di Matteo De Nando, Supporters, a cura di Marta Orsola Sironi in collaborazione con Artoday. È sì una mostra ma è anche occasione di porre l’accento su una questione che, più ad ampio raggio, tocca concettualmente un tema importante: la collaborazione tra artisti.

Supporters è la parte di un progetto che Matteo De Nando mette in atto da un anno, ponendo al centro della sua ricerca i temi di supporto, cura e condivisione; parole care a chi l’arte la osserva con occhio attento e di speranza. La ricerca dell’artista si concentra principalmente sul valore del gesto pittorico, inteso proprio come momento di manualità che prevede quindi tempi d’azione, e che sembra quasi porsi come antagonista della contemporaneità, che ha come caratteristica tipica la produzione su larga scala del prodotto artistico e che quindi ci pone nella questione allo stesso tempo complicata e semplice del mercato dell’arte, che ha fatto dell’arte un sistema fatto di regole, intenzioni e obiettivi da rispettare e portare a compimento.

In ragione di questo, Matteo De Nando, mette in atto il suo progetto scegliendo di invitare, a esporre con lui, dieci artisti diversi; sarebbe più corretto dire a esporre “su” di lui. I lavori artistici di Sveva Angeletti, Michele Bazzoli, Nicole Colombo, Vieri Dalla Chiesa, Stefano De Paolis, Ludovico Orombelli, Martina Rota, Tetsuro Shimizu, Francesco Spallacci e Stef Veldhuis si fanno “supportare” dalle campiture dell’artista…

L’azione pittorica di Matteo De Nando fa infatti da sfondo alle dichiarazioni personali degli artisti invitati. Sul muro a disposizione sono stati installati, in gruppo, i lavori degli invitati alla mostra e, sotto di essi un’orma, una dichiarazione, un’affermazione di presenza ed esistenza di De Nando che però rimane quasi completamente celata agli occhi di un fuggevole sguardo, quello che non cura, che non condivide, che subisce passivamente.

Sono quattro momenti in cui l’azione pittorica dell’artista è vero supporto all’installazione dei gruppi di lavori; l’unica fonte esplicativa è data da una vera e propria legenda dell’intervento di Matteo De Nando che si può leggere su un’altra parete, incorniciata e mostrata come guida per l’installazione, la costruzione, l’assemblaggio di questo concetto così aperto al gruppo e alla condivisione.

È una dichiarazione in termini, una presa di posizione che, finalmente, non rimane solo concettuale. L’artista, con la sua azione di supporto, rimette in luce questioni antiche, riunisce ciò che era stato separato e coglie l’occasione per creare una condivisione conviviale ed eclettica; pittura, materia, luce, cibo… tutto si unisce in un supporto coeso.