Cometa, Una vita d’infanzia
Intervista a Michela Del Longo
Cometa è la prima mostra personale di Michela Del Longo (Venezia, 1997), a cura di Geraldina Albegiani (Palermo, 1994), aperta dal 19 luglio al 19 agosto, presso l’artist run space La Siringe, a Palermo.
La mostra
Il titolo della mostra prende ispirazione da un bambino morto prematuramente per via di un incidente sul lavoro. Il giovanissimo Mauricio Mardones, era conosciuto negli anni Ottanta, a Santiago de Chile, come El Cometa perché era velocissimo nel vendere i dolci tra un autobus e l’altro per aiutare la famiglia. L’infanzia interrotta è una prospettiva allo stesso tempo dolce e malinconica, attraverso cui la mostra invita a riflettere sul rapporto tra vita e morte. Tale relazione è parte del quotidiano, nella cultura cilena come in quella palermitana, e ammanta di un’aura gioiosa anche il pensiero della fine. Evitando di allontanarla, la morte è una tutrice amorevole, che insegna a vivere le sfide della vita con il giusto peso. Il progetto è introdotto da una colonna sonora di un organillo, una sorta di piccolo organetto di strada, tipico della tradizione cilena. La melodia evoca il suo avvicinarsi e poi allontanarsi, in un passaggio gioioso e malinconico al tempo stesso. Guidati da questo suono, il pubblico attraversa lo spazio espositivo incastonato di forme legate al mondo dell’infanzia: gemme, cuori e stelle di zucchero. La composizione è ispirata alle gemme che custodiscono il riposo di un bambino palermitano, presso il Cimitero cittadino. Arrivati alla parete di fondo, un cenotafio dello stesso materiale edibile porta l’immagine dell’organillero, incorniciato dalle classiche catene che contornano le tombe, connotate però da colori pastello e da un materiale usato nella decorazione dolciaria: la ghiaccia reale.
L’intervista all’artista
Come l’infanzia incrocia la tua ricerca artistica? Solo in questo caso questa prima fase della vita incrocia la sua fine?
Tutti i miei lavori evocano immagini d’infanzia, spesso come rivestimento di contenuti seri o critici, altre volte come riferimento principale, soprattutto quando entra in gioco l’infanzia da me vissuta. Ci sono state altre occasioni d’incontro tra la prima e l’ultima fase della vita.
Nel 2022 ho progettato, in collaborazione con la grafica Daniela Malagoli, il libro Dulces sueños, titolo che sarebbe stato calzante anche per questa mostra. La struttura narrativa è stata pensata come un racconto episodico, ambientato in Cile, della mia crescita, dai primi anni fino alla morte di mio nonno. Durante la sua malattia ho capito che la mia routine sarebbe cambiata irrimediabilmente, che l’immagine immutabile che avevo della mia seconda casa, sarebbe stata soggetta a una decisiva maturazione.
La mostra denota delle corrispondenze tra cultura cilena e cultura siciliana. Puoi argomentarle?
La mostra si configura un po’ come una piccola edicola votiva, dove i colori accesi e la moltitudine di elementi sulle pareti fanno pensare a una compartecipazione di memorie, come muri ricoperti di ex voto. Sia a Palermo che a Santiago de Chile, la convivialità si manifesta anche nel rapporto con i propri defunti. I cimiteri principali di entrambe le città non sono luoghi di silenzio imposto e soste brevi: l’ingresso del Cimitero di Santa Maria dei Rotoli sembra un mercato dei fiori e i banchetti sono così numerosi che immagino la scelta del bouquet come un gesto attento. In Cile poi, all’interno dei grandi cimiteri è facile trovare venditori di bibite e merendine, come a voler suggerire di prendersi il tempo necessario per stare in compagnia dei propri cari defunti.
Cometa è stata l’occasione per rinnovare la memoria di un’età passata, con lo stesso stupore dei bambini e delle bambine siciliane davanti alle vetrine delle pasticcerie durante la festa dei morti. La melodia dell’organetto, che a tratti accompagna la visita, è stata pensata per evocare l’aspettativa di qualcosa di bello, proprio come si attende di ricevere un regalo da un membro della famiglia ormai defunto. La figura centrale del bassorilievo di zucchero rappresenta il mestiere tradizionale dell’organillero, suonatore che attraversa le città cilene a piedi, spingendo un carretto su cui trasporta il suo strumento musicale e diversi giocattoli. Seppur non riconoscibile perché parte di un immaginario lontano, la Sicilia risulta un posto adatto ad accogliere questa figura. Sia in Cile che in Sicilia le strade non sono concepite solo come vie di transito ma piuttosto come luoghi di scambio, di ritrovo e di compresenza di mestieri ambulanti: dai sempre più rari cantastorie ai contemporanei venditori di bevande.
Reputi il cibo come un elemento centrale nella tua ricerca, sia a livello simbolico che materico?
Questo è solo il terzo dei miei lavori in cui rientra il cibo a livello materico; non è centrale nella mia pratica artistica ma il colore, il sapore e il profumo sono un importante veicolo di ricordi con cui mi piace spesso giocare. Mi entusiasma anche la possibilità del cibo di essere altro, di diventare una tinta naturale, un simbolo generazionale, una scultura. Non posso negare che negli ultimi anni mi sono appassionata di impiattamenti kitsch degli anni Settanta, perché rimandano a tutt’altro rispetto al contenuto oppure perché lo rappresentano in una forma figurativa.
In che momento della tua ricerca si colloca questo progetto?
Ci pensavo proprio le notti prima di allestire la mostra. Cometa è una perfetta evoluzione dei miei progetti passati, c’è un rimando a ognuno di loro. È come se le cose che da sempre hanno catturato la mia attenzione e che insistentemente ho documentato per anni – composizioni di caramelle nelle vetrine, decorazioni funerarie, organilleros che ho visto e sentito passare sotto alla casa dei miei nonni – abbiano finalmente trovato il loro posto. Lo stesso protagonista del bassorilievo, per esempio, si può ritrovare in una fotografia del 2018.
Sentirsi rappresentati da ciò che si fa è una bellissima sensazione.
La mostra è visitabile su appuntamento, presso La Siringe (Via Merlo 28, Palermo) sino al 19 agosto,
scrivendo a lasiringe@gmail.com.






