STUDIOVISIT #1

BALLOON PROJECT

INCONTRA

VIR – VIAFARINI IN RESIDENCE 

di Bianca Basile

 

Con l’occasione della residenza d’artista, in svolgimento da maggio ad agosto 2019, presso la prima sede di Viafarini a Milano, Balloon Project inaugura il primo di una serie di studiovisit condotti da giovani curatori-contributors. La prima visitor è Bianca Basile che ha selezionato quattro artisti dei quali ha analizzato la ricerca artistica attuale. Ogni descrizione è corredata da un’immagine iconica del lavoro di ognuno.

 

FRANCESCO AMATO

Francesco indaga sé stesso in relazione all’ambiente che lo circonda e viceversa. La sua ricerca è infatti legata alle iniziali del suo nome: la forma che deriva dalla loro sovrapposizione genera un frattale, ovvero una forma ripetibile potenzialmente all’infinito. Il progetto che porta avanti già da quattro anni ha un che di rituale e di diaristico, poiché tracciare il suo segno è un’azione giornaliera; d’altro canto la modularità del gesto e quindi una profonda consapevolezza di esso gli permette di sperimentarlo (e sperimentarsi) in relazione a vari ambienti e materiali: dal disegno al rilievo in carta, fino ad arrivare al neon. Trae ispirazione dalla meditazione orientale: nel mantra si annulla per espandersi.

 

FRANCESCO AMATO – Centripeta – 2018 – stampa su carta, plexiglass – 72x33x3 cm

 

GIOVANNI CHIAMENTI

Giovanni indaga il rapporto tra uomo e natura attraverso i contrasti. Innanzitutto quello tra l’ispirazione naturale (uno scatto paesaggistico) e la resa astratta (la stampa minuziosamente incisa “a isole”). In secondo piano nelle tecniche usate: quella istantanea della fotografia e quella paziente dell’intaglio. Poi vi è la contrapposizione tra i materiali, estremamente naturali come la terra o estremamente artificiali come la ceramica a essicazione rapida o il silicone. Tutte queste antitesi tecniche e metaforiche vanno a delineare la linea di ricerca di Giovanni: la dimostrazione dell’ossimoro tra la vista e la visione che l’uomo ha della natura, espressa sempre in una sorta di “archeologia futuristica” della flora.

 

GIOVANNI CHIAMENTI – CORTEX, installation view a Immersione Libera, stereolitografia 3D, light box, 150 x 70 x 80 cm, 2019 dettaglio

 

ALESSANDRO SIMONINI

Sperimenta in Viafarini l’uso del silicone in una delicatissima metafora di “auto-scorticamento” a partire dal calco in gesso del suo braccio. La scultura è, per l’artista, un modo di lavorare conscio, rigido e il suo proposito è scardinarlo e così facendo scandagliare i concetti presi in oggetto dalla sua ricerca: il giudizio e la cura.

Il punto di partenza della sua indagine è sempre il simbolo: l’indice puntato nel primo caso, la cassetta del pronto soccorso nel secondo. Il simbolo astratto prende forma materica nella sua opera, il concetto trova un corpo e viene posto delicatamente sotto una lente d’ingrandimento agli occhi dello spettatore, che è portato a interrogarsi su un tema comune, in modo originale e introspettivo nel momento in cui è portato a ri-specchiarvisi. Lo specchio è in assoluto il simbolo più ricorrente nel lavoro di Alessandro che sfida innanzitutto sé stesso prima che il pubblico. Questo processo lo ha portato a sviluppare il medium della performance che spera di condividere nel 2020.

ALESSANDRO-SIMONINI-Untitled- scorticamento -2019, gesso e silicone -dimensioni varie. Credits: ph Marco Baldassari.

 

GENUARDI/RUTA

I due artisti hanno una formazione diversa e complementare: grafica e pittorica. Insieme si propongono di portare la pittura in architettura. Definiscono infatti i loro interventi interni agli edifici come “quadri”. Traggono ispirazione da dettagli – i mobili di Carlo Scarpa o il grattacielo che si vede dalla finestra del loro studio oppure il dettaglio di un vestito chiuso in un armadio – e li ingrandiscono a dismisura, integrando in questo processo la reazione della luce e del colore rispetto all’ambiente in cui l’intervento viene realizzato. L’evoluzione di questa ricerca è stata la sperimentazione materica nei loro “bassorilievi”: dai metalli al velluto. Le potenzialità tecniche del loro lavoro si accompagna a quelle concettuali degli spunti da cui traggono ispirazione.

Genuardi Ruta, Foresta in fiamme, 2017, acrilico su parete, dimensioni ambientali