SPAZIENNE

N SPAZI – N IDEE – N EXPO

di Bianca Basile

 

La premessa essenziale a questo scritto è di carattere denotativo: lo spettro semantico di una parola.

Ségno s. m. [lat. sĭgnum «segno visibile o sensibile di qualche cosa»]

1. a. Qualsiasi fatto, manifestazione, fenomeno da cui si possono trarre indizî, deduzioni, conoscenze

  1. Gesto, atto, parola con cui si manifesta uno stato d’animo o un’intenzione
  2. Cenno, gesto con cui si sostituisce l’espressione verbale per significare o comunicare qualcosa

2. a. Qualunque espressione grafica (punto, linea, curva, figura e sim.) che sia convenzionalmente assunta a rappresentare qualcosa, spec. astratta

In fonematica, s. demarcativo o delimitativo, l’elemento fonico che permette di individuare i diversi elementi significativi (parole e anche morfemi) della catena parlata, segnandone i confini (v. demarcativo).

In semiologia, qualsiasi elemento, di varia natura e aspetto, che serve per capire e trasmettere informazioni.

  1. Figura, di forma determinata o di una qualsiasi forma, che si traccia su una superficie.

Spazienne”. Un segno che esprime sinteticamente un concetto? Cos’è questa se non arte concettuale?

In questo incipit si è voluto tentare di indagare i margini di ambiguità di una parola comune quanto potenzialmente ignorata. È quello che questi cinque artisti fanno, partendo dal concetto (anche fisico) di spazio; e lo fanno mettendo a disposizione propria e degli altri le idee, le esperienze, i personali stili e modi di pensare.

N = numero

1= n spazio fisico del luogo di lavoro. In realtà ne contiene diversi, cioè tutti quelli che sono necessari all’attività di ricerca, ideazione, creazione, allestimento e grafica. Spazi diversi ma non separati nettamente, di modo che il flusso creativo che dallo stesso luogo emerge e in questo stesso si sprigiona, circoli e ricircoli, rinnovandosi sempre grazie agli apporti nuovi che, scorrendo, esso stesso promuove. Megazzino è uno spazio che si fa progetto condiviso e ampliato ai diversi tipi di arte: video, musica, teatro, laboratori, installazioni, presentazioni e dibattiti. Più che canale è un bacino multidisciplinare che mira a scardinare confini sociali e individuali.

5= n artisti-fondatori: Stefano Comensoli, Nicolò Colciago, Federica Clerici, Alberto Bettinetti e Giulia Fumagalli. Le combinazioni sono molteplici. C’è chi lavora quasi sempre in coppia, chi al contrario spesso da solo, chi approfitta del momento di ricerca più affine, ma tutti partecipano, quasi inconsciamente del lavoro altrui al momento dell’ideazione, in una compenetrazione di energie e intuizioni che lo spazio assorbe come una spugna, cambiandone in ossigeno la CO2.

Il momento della riflessione su una o più parole-chiave ma, soprattutto, quello dell’allestimento rappresenta la collaborazione totale dei cinque artisti che assumono funzione curatoriale e di grafica nel display del lavoro del gruppo.

Un efficace esempio della collaborazione singola(re) tipica di Spazienne è la mostra che si è inaugurata il 17 maggio 2019 presso Megazzino. È la personale di Giulia Fumagalli e il terzo appuntamento di N9, una mostra che indaga su un unico tema in tre esposizioni distinte o, per usare la descrizione degli ideatori: “Dialogo sullo spazio, nello stesso spazio, in tempi diversi”.

N9/1 “Nella gravità del momento” = Federica Clerici + Alberto Bettinetti indagano lo spazio gravitazionale attraverso “strategie di resistenza” cioè i lavori degli artisti che, allo stesso tempo, lasciano pesare la gravità del momento storico, in tutto il suo essere in equilibrio e in bilico.

N9/2 “Multiverso” = Stefano Comensoli e Nicolò Colciago applicano lo spazio delle emozioni agli oggetti, risemantizzandoli e riformalizzandoli. “Dove elementi architettonici, materiali industriali e oggetti ritrovati sono materia da plasmare”, scoprendo connessioni tra universi interiori possibili. “Realizzare più di un mondo, più di una realtà come specchio dell’essere interiore; un binomio costante tra emozioni e utilità, un’installazione che amplifica e offre la possibilità di ascoltare e ascoltarsi”.

N9/3 “Chissà come si sente la luna” = Giulia Fumagalli indaga e fa indagare, tramite “cerchi e quadrati, colori e trasparenze” le lunaticità del satellite a livello formale ed emotivo. Il testo redatto dall’artista e dalla scrittrice Annika Pettini (stretta collaboratrice testuale del gruppo) dà voce ai sentimenti mancati, ma non assenti, dell’incarnazione di Perfezione per eccellenza che si sente in difetto, che vorrebbe “non essere tanta ma solo abbastanza” e in cui con le nostre piccole perfezioni e tante nostalgie ci identifichiamo.

A conclusione di +N9 cominceranno gli appuntamenti di condivisione dello spazio-progetto con persone selezionate dai fondatori per la loro linea di ricerca e la loro disponibilità a mettersi in gioco, in apertura alle contaminazioni. È una riflessione sul concetto di studio d’artista che, nello specifico di Spazienne, si deve attraversare anche fisicamente per raggiungere il Megazzino che è contiguo e separato da esso. Metaforicamente è come se l’artista ospite dovesse attraversare la sala macchine della nave prima di poter accedere alla cabina e usarla per condurre l’imbarcazione nella tratta che gli spetta.

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