Echi di Bauhaus

di Anna Papale

 

Myriam Kühne-Rauner, artista della scuderia della galleria Angelo della Pergola 1 di Milano, espone le sue creazioni, ibridi tra sculture e design, ispirandosi ai rigorosi e cristallini canoni della scuola della Repubblica di Weimer, il Bauhaus, prodotti in una maniera retroattiva ed efficace. Nessuna occasione è più prospera del centesimo anniversario della fondazione dell’Istituto tedesco per mettere in dialogo la sua poetica rivisitata in chiave di design dell’artista tedesca e dall’installazione di due giovanissimi designer milanesi, Chiara Sorrentino e Giovanni Bettinelli.

Lo scopo della performance tenutasi negli spazi della Galleria e in The Other Space, è quello di esplorare i riverberi in epoca contemporanea di un’istituzione artistica e non solo, che non ha mai smesso di sortire influssi anche dopo la sua sfortunata vicenda.

L’intera performance è una serie di collegamenti, di ponti che si gettano non solo anacronisticamente tra due epoche differenti ma anche concettualmente tra due linguaggi differenti prodotti dai tre artisti e l’inevitabile rilettura in termini contemporanei degli effetti sui media e sulla comunicazione odierni; la distanza e allo stesso tempo la vicinanza sono percepibili dalla separazione dei due spazi in cui la performance si articola.

I pezzi/sculture di design di Myriam, con le linee ortogonali e i colori tipici del design più raffinato uscente dalle aule del Bauhaus fanno da eco all’installazione di interaction design, sinestetica e plurisensoriale di Chiara e Giovanni. Un’eco che rimbomba nelle sale della galleria che però, rimbalzando nella nostra epoca, non poteva che esserci restituita in maniera distorta. Il movimento dei corpi dei visitatori di uno spazio che lo schermo che si trova in un altro spazio proietta corrisponde al flusso incontrollabile di informazioni della nostra società contemporanea continuamente sottoposto a fraintendimenti ed esponenziali interpretazioni secondarie, le quali ci fanno perdere il filo del discorso. Le nostre voci, figlie di un’epoca di libertà d’espressione, per loro natura sono continuamente sottoposte a un riflesso involontario di reinterpretazione non sempre positiva. Il tutto ci sfugge, ecco perché non riusciamo a leggere i movimenti dei nostri corpi e le nostre voci attraverso quello stesso schermo che dovrebbe creare informazioni a prova di pixel e alta definizione. La televisione di Chiara e Giovanni non è culla di divulgazione scientifica, il suo letto è quello di ciottoli infranti, metafora di una disciplina – qui quella del Bauhaus – ormai irrimediabilmente corrotta.

La performance costituisce la mostra-anteprima dell’esposizione dei lavori di Myriam Kühne-Rauner negli spazi della Galleria Angelo della Pergola 1 in concomitanza con la settimana del Design milanese, in apertura lo scorso martedì 9 aprile. Nella nostra gallery troverete l’anteprima dei suoi lavori.

L’evento è curato da Federico Montagna, digital curator e fondatore del progetto di curatela online ARTODAY, che nell’ultimo ha avuto un’esplosione di mercato dell’arte contemporanea.