APEX

La cima e la decadenza:

contraddizioni estetico-politiche

di Bianca Basile

 

Il 25 settembre 2019, MARS ha ospitato la video-installazione di Davide Bertocchi: “APEX”.

Un’opera d’arte, che sia un dipinto o una fotografia, consiste innanzitutto in una interpretazione della realtà che viene divulgata tramite una selezione della stessa dalla sua totalità.

Isolare la punta dell’obelisco di Luxor, situato in Place de La Concorde, a Parigi, tramite una ripresa video a 360° di un drone, può considerarsi un esempio pratico ed estremo di questo ragionamento.

La vetta piramidale, ripresa all’alba, sullo sfondo di un cielo limpido, mostra tutta la sua potenzialità metafisica, sia in senso cromatico – nella brillantezza dell’oro- sia in senso formale – la piramide come simbolo alchemico e sociale.

L’estetica e la politica sono spesso state intrecciate nella storia dell’arte. Dalla piramide egizia, all’obelisco trasportato in Francia, sino alla trafila di documenti necessari per ottenere il permesso di filmarne la cima. Sei mesi di trattative per un’ora di filmato.

Bertocchi teneva particolarmente al nesso tra “scultura” e luogo: Place de la Concorde è stata la piazza della ghigliottina e quella dei “gilets jaunes”. La piramide dorata e screpolata, suggestiva e decadente, rappresenta bene, per l’artista, la politica odierna. Ma questo legame è solo suggerito: dai geroglifici che si intravedono per pochi secondi, al di sotto della piramide, e dalla punta della Tour Eiffel che scorre in un attimo sotto lo sguardo dello spettatore. La suggestione della forma archetipica, con la sua aura rimane intatta ma scatena domande.

 

Photo credits: Bianca Basile