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WOMEN BY WOMEN 

Decimo anniversario del PhotoVogue Festival, levento di fotografia di moda consapevole ospitato negli spazi della storica Biblioteca Nazionale Braidense.

 

Dal 1° al 4 marzo 2026, durante la Milano Fashion Week, sarà possibile visitare PhotoVogue Festival, il primo festival di fotografia di moda che unisce etica ed estetica.

Il titolo di questa edizione è WOMEN BY WOMEN che celebra i molteplici modi in cui le donne esprimono, rappresentano e immaginano sé stesse, sfidando il presupposto che i loro diritti siano garantiti ed evidenziando come conquiste sociali, un tempo sicure, oggi possano essere minacciate soprattutto dal clima politico e culturale attuale.

 

Keerthana Kunnath, Not what you saw, 2025, PhotoVogue Festival 2026

 

Voce al femminile

Superando la dicotomia dello sguardo maschile e femminile, PhotoVogue Festival vuole riflettere la fluidità e la complessità delle esperienze vissute dalle donne, affermando il diritto delle donne non solo a essere viste, ma anche a vedere e a plasmare la cultura visiva secondo le proprie condizioni.

 

In un momento in cui i diritti e l’identità delle donne sono sempre più contestati – afferma Alessia Glaviano, Head of Global PhotoVogue and Festival Director – questa edizione di PhotoVogue Festival afferma la visione femminile come una forza potente, a sé stante, plurale, dinamica e libera di plasmare la propria narrativa”.

 

Laila Annnarie Stevens, Clsyton Sisterhood Project, PhotoVogue Fedtival 2026

 

Con un ricco programma di mostre, panel, presentazioni e showcase digitali, il festival si configura come spazio di incontro in cui storie di donne vengono viste e valorizzate, e dove la rappresentazione diventa terreno di potere e di resistenza per ridefinire l’azione e la presenza delle donne.

 

Suzie Howell, A Bowls of Tear to Drink, PhotoVogue Festival 2026

 

Lo storico incontra il contemporaneo

Nella prestigiosa sede della Biblioteca Nazionale Braidense, luogo non sempre aperto al pubblico e di straordinaria importanza storica e culturale, due mondi si fondono visivamente e concettualmente. Foto contemporanee custodite dentro teche storiche, video e documentari incorniciati da pile di libri antichi. In uno spazio che profuma di storia si intrecciano e si moltiplicano nuove storie e voci femminili potentissime.

 

Installazione alla Biblioteca Braidense, foto di Antonio Senasi

 

La Biblioteca infatti riveste un significato particolare in relazione al tema di quest’anno: uno spazio che custodisce e alimenta tutta la complessità del sapere in un momento in cui molteplicità e diversità sono sempre più messe in discussione.

 

Bettina Pittaluga, She Saw Me, PhotoVogue 2026

 

Uno spazio per riflettere, per meditare, per dialogare, per dare voce al femminile inteso come capacità di accogliere l’ignoto contrapposto al maschile inteso come muscolarità sterile.

 

Avery Norman, The Closest To Heaven That I’ll ever be, PhotoVogue Festival 2026

 

Potere alla fotografia

Proprio lunedì durante il talk che l’ha vista protagonista in conversazione con Francesca de’Medici, Zanele Muholi, fotografa, artista ed attivista per i diritti LGBTQIA+ sudafricana, ha detto:

Siate sicuri di avere molte foto stampate perché il nostro corpo resisterà molto meno a lungo dei nostri libri!”

Una dichiarazione che spiega perfettamente non solo la sacralità del gesto fotografico ma anche come la coralità e le diverse unicità delle testimonianze siano una vera ricchezza.

 

 

Nel suo lavoro Muholi cerca nella composizione estetica e nel bianco e nero un equilibrio apparente per celarvi sapientemente un‘anima perturbante.

 

Silvana Trevale, Peloteras, PhotoVogue Festival 2026

 

LMPB grant

Durante la serata di lunedì è stato inoltre assegnato un premio di 5000 dollari da spendere in attrezzature fotografiche all’artista ucraina Kristina Podobed. Il suo lavoro racconta di come un’immagine possa essere il media perfetto per mescolare tutte le emozioni dello scibile umano e come anche noi nella nostra quotidianità possiamo ricercare e trovare quel gesto che ci eleva. Corpi femminili nudi immersi in contesti naturali ricoperti di fiori o farfalle. Un lavoro delicatissimo e sognante che ci parla e nasconde dietro la perfezione dello scatto un bisogno di astrazione dalla realtà ma anche di sguardo nuovo nei confronti della sofferenza, uno sguardo intimo detonante.

 

Kristina Podobed, This Too Shall Pass, PhotoVogue 2026

 

Energia come capacità di agire

 La messa in scena è spettacolare. Il percorso espositivo delle immagini, dei video e degli eventi si snoda nelle sale in maniera armonica. Artiste, fotografe, giornaliste si aggirano per le sale mescolandosi con il pubblico in un brulichio che profuma di energia vitale. ENERGIA infatti deriva dal greco antico ενέργεια (energeia) e significa proprio “azione, capacità di agire“! La capacità che la direttrice Alessia Glaviano assieme a Caterina De Biasio, co-curatrice e visual editor di PhotoVogue, e Daniel Rodriguez Gordillo, Senior Manager of Education and Community Initiatives di Condé Nast, e le artiste hanno saputo mettere in scena magistralmente e che in questi giorni popolerà la magnifica sede della Biblioteca Nazionale Braidense.

 

Youn Jung Kim, The Divine Body, 2025, PhotoVogue 2026

 

Il festival segna anche l’uscita del numero di marzo di Vogue Italia, che per l’occasione dedicherà ampio spazio editoriale al tema Women by Women, estendendo le conversazioni attraverso la stampa, il digitale e le piattaforme culturali.

 

Il Festival PhotoVogue 2026 è organizzato in collaborazione con la Pinacoteca di Brera e la Biblioteca Nazionale Braidense ed è patrocinato dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.

 

In copertina: Youn Jung Kim, The Divine Body, 2025, PhotoVogue 2026.