Time out
di Giovanni Scuccess

E’ il momento di fermarsi. E’ allora che si chiama un time out, nello sport come nella vita. Un frangente di tempo in cui riflettere e prendere una decisione, cambiare atteggiamento o punto di vista.
Questo pare il messaggio espresso da Giuseppe Lo Magno, direttore dell’omonima galleria e curatore della mostra Time out, ospitata fino al 30 gennaio a Modica.
I sei artisti siciliani, Rosario Antoci, Davide Bramante, Andrea Cerruto, Gianni Di Rosa, Emanuele Giuffrida e Francesco Lauretta, in un dialogo reciproco fra esperienze e tematiche eterogenee, presentano dei lavori che si conciliano tutto sommato bene con l’idea di sospensione, di esamina di un soggetto, un oggetto o un momento.
Antoci, esteticamente lontano dalle rappresentazioni di paesaggi idilliaci, fotografa e scompone in spugnosi riquadri, paesaggi urbani o particolari di essi. I suoi soft banner oltrepassano così la tipica bidimensionalità fotografica e si prestano alla tattilità.
La tecnica analogica dell’esposizione multipla in fase di ripresa è il marchio di fabbrica di Davide Bramante.
Un multistrato spaziotemporale creato dalla sovrapposizione di più scatti su un unico fotogramma. Le immagini così ottenute paiono emblemi della frenesia contemporanea, ipotetiche visioni oniriche dall’effetto ammaliante.
Scandaglia il laborioso mondo delle api Andrea Cerruto, ne coglie ogni piccolo dettaglio evidenziandone la nota dedizione al lavoro e alla cura con cui svolgono pedissequamente e scrupolosamente i loro compiti. La stessa minuzia che l’artista ripone nel processo creativo delle proprie opere.
I lavori di Gianni Di Rosa sembrano la risultante di un immaginario composito. Flashback interconnessi che in modo diverso sottolineano comunque un’interdizione, sia essa la mancata visione di un quadro, l’alterazione di un volto o il divieto, celato, di far gol alla squadra avversaria come in 3 Aprile 1938.
Sono varianti dello stesso tema le tre opere in mostra di Emanuele Giuffrida. Una stanza dai toni freddi, quasi asettica. Una vuota, le altre due con l’artista immerso nel proprio io davanti un cuscino posto su un leggio. Sembra chiedersi se sia più giusto assopirsi o suonare la carica. Così lo spettatore è invitato a fermarsi un attimo, a prendersi un momento di riflessione, a fare una disamina di se stesso e della società in cui viviamo.
Infine, Francesco Lauretta è in mostra con un grande olio su tela del ’99. In primo piano un cencio appallottolato immerso in un paesaggio nevoso e desolato, in cui la vita fa fatica a destreggiarsi. A quest’opera malinconica e ostile sembrano opporsi, ma in realtà non più di tanto, due recenti disegni a china intitolati Ritratti Postum(i)ani. Raffigurazioni di scampoli di umanità, destrutturazioni che si collocano alla fine di un ciclo di indagini sulla pittura eseguite dall’artista nel corso della sua attività.
Nel complesso Time out è una mostra allestita con cura, capace di accordare linguaggi e tecniche differenti fra artisti figli della stessa terra ma con carriere, esperienze e sentire profondamente diversi.

1. Rosario Antoci(1)

2. Gianni Di Rosa(2)

3. Davide Bramante(3)

5. Andrea Cerruto(4)

6. Veduta mostra e opera Lauretta in primo piano(5)

GALLERIA LO MAGNO arte contemporanea
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Didascalie

(COPERTINA) EMANUELE GIUFFRIDA, “Self-portrait and a bed study”, Olio su tela, cm 63×70 – 2015

(1) ROSARIO ANTOCI, “Cantieri #2”, Soft banner, stampa digitale su pvc montata su gommapiuma, cm 63×63 – 2015
(2) GIANNI DI ROSA, “Rappresentazione Interdetta”, Olio su tela, cm 20×18 – 2015
(3) DAVIDE BRAMANTE, “Last New York”, Fotografica a più esposizioni non digitali montate su plexiglass, cm 100×150 – 2010
(4) ANDREA CERRUTO “Con Cura”, Olio e acrilico su tavola, cm 20×15 – 2015
(5) FRANCESCO LAURETTA (veduta con opera in primo piano), “Serenata”, Olio su tela, cm 195×134 – 1999