The Address Gallery e S/S/P

Conversazione con Riccardo Angossini

e Oliviero Fiorenzi

di Laura Cantale

 

The Address Gallery si trova a Brescia ed è una galleria aperta a dicembre 2018 da Riccardo Angossini e collocata nel centro della città; nasce con l’obiettivo di instaurare una relazione, basata principalmente sulla ricerca artistica, tra la città e le sue tradizioni e caratteristiche, diventando collante tra centro città e periferia. Al momento ospita la mostra di Roberto Alfano e Oliviero Fiorenzi S/S/P, inaugurata il 13 Febbraio 2020; dopo il lockdown The Address Gallery ha riaperto a fine Maggio.

La città di Brescia è un tessuto urbano fatto di forti realtà artigianali e una condizione rurale significativa; Riccardo Angossini ha un obiettivo: legare l’arte a queste realtà facendo sì che l’ambiente interno della sua galleria – The Address Gallery, fondata a dicembre del 2018 – inizi a comunicare in modo significativo con la città. Cosa vuol dire questo? Significa abbattere ipoteticamente le barriere che le mura di una galleria possono tirare su, nei confronti del tessuto urbano in cui è collocata. Riccardo Angossini con la sua The Address Gallery e i progetti di artisti che, in un modo o nell’altro, pongono l’attenzione sulla volontà di emergere/allontanarsi dalla periferia e raggiungere la città. Fisicamente questo è già in atto; la struttura della galleria di Angossini è ricca di vetrate e, questa “trasparenza”, mette subito in evidenza la volontà di relazione con il tessuto urbano. La convivenza anche solo del segnale stradale – con i suoi colori, le sue forme e il suo significato – con quanto viene esposto dentro la galleria crea relazioni che variano a ogni ora del giorno; la luce naturale e/o artificiale sviluppa ombre, quindi presenze, all’interno dello spazio espositivo che ben si legano e si fondono con i pezzi in mostra; ciò attiva una dicotomia, un discoro attivo, tra ciò che c’è dentro e ciò che c’è fuori, in un’equa conversazione costruttiva che restituisce spunti di riflessione e dichiarazioni eclatanti. Ogni artista è evidentemente chiamato a tener conto di questa cosa nella produzione di un allestimento che diventa, senza alcun dubbio, site specific.

C’è un’altra realtà, però, all’interno della galleria: il piano interrato. Lì, la situazione è completamente diversa ed è interamente rivolta alla ricerca: «invito sempre gli artisti a osare un po’ di più», spiega Riccardo Angossini, determinando in poche parole il concetto base del suo lavoro con Address Gallery. Un lavoro che pone sicuramente come primo obiettivo la ricerca, appunto, e che mette insieme artisti che, con il loro lavoro, evidenziano il forte legame con il territorio nel quale hanno vissuto e vivono, – ossia la città di Brescia – sviluppando quello che ne fa parte; una realtà che vuole essere scoperta e attenzionata, non una realtà eclatante o scioccante, ma una realtà piccola, semplice, quasi invisibile, che passerebbe quasi inosservata, ma che è carica di significato.

La mostra S/S/P di Roberto Alfano e Oliviero Fiorenzi racconta perfettamente dell’equilibrio inteso da Riccardo Angossini. Il lavoro dei due artisti, che hanno lo stesso background (inquadrabile nei graffiti, ma che andrebbe specificato per non rischiare di definirlo superficialmente), anche se sviluppato in modi diversi, è basato su concetti visivi differenti ma esplora l’esperienza e il linguaggio personale di due generazioni a confronto. La produzione di Roberto Alfano descrive una presa di coscienza nei confronti della realtà, generando un lavoro dai toni cupi e dalla presenza imponente, quasi scomoda; mentre quello di Oliviero Fiorenzi è carico di energia, di forme ben definite e colori che si affermano con forza. Attraverso la visita alla mostra, avvenuta virtualmente tramite il sito della galleria, la dicotomia intesa nei concetti è emersa già in queste condizioni. È presente la convivenza con lo spazio, tra le opere di forza e forma differente; l’azione dentro la galleria, è la prima relazione “scottante”, contornata dal tessuto urbano esterno, come a dichiarare che perfetto e imperfetto possono convivere quasi naturalmente. Così come avviene nel piano interrato, dove la comunicazione tra le opere è viva e tangibile. Per la mostra, i due artisti, hanno esposto lavori già prodotti, ma anche di nuovi, realizzati per la stessa esposizione, con un sapore site specific che, certamente, mira a celebrare la sinergia tra i due linguaggi personali di Roberto Alfano e Oliviero Fiorenzi a dichiarazione del fatto che una mostra non è mai un punto di arrivo o la conclusione di un ciclo; una mostra è occasione di ricerca, di sviluppo di idee e tematiche, di stravolgimento e di evoluzione produttiva e concettuale.