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The Queen is dead

Un personaggio per mille immagini

 

L’8 settembre 2022, alle 19.30 circa abbiamo appreso la scomparsa della Regina Elisabetta II, icona riconosciuta in tutto il mondo non solo per il suo ruolo istituzionale ma anche e sopratutto per quello semiotico che per oltre 70 anni ha rivestito.

Da quando è salita sul trono di Sant’Edoardo il confessore, nel lontano 1953 la sua immagine si è resa vivida e presente negli occhi di più generazioni a partire dalla sua incoronazione che per suo volere fu ripresa dalle telecamere diventando tra i primi eventi mediatici più seguiti al mondo. La celebrazione dal rituale antico e carico di simbologie entrava a contatto con l’evoluzione comunicativa e tecnologica; anche in anni recenti i lunghi mantelli di ermellino e la sfavillante corona hanno destato la nostra curiosità nel vederla apparire in aula durante la cerimonia inaugurale delle attività parlamentari provocando un cortocircuito visivo tra la tradizione antica e la contemporaneità.

Elisabetta II si è fatta largo nel panorama visivo anche per le scelte cromatiche dei suoi abiti: i completi pastello e la celebre borsetta, così come per il portamento e per il modo di comunicare austero e controllato.

Immancabile perciò, non solo per il ruolo di regnante che ricopriva, l’attenzione che gli artisti visivi hanno avuto per lei nel corso di questi 70 anni a partire dalle rappresentazioni ufficiali e istituzionali alle rivisitazioni più o meno ironiche senza tralasciare gli adattamenti in chiave satirica passando per la cultura pop e per quella punk.

 

Ritratto a Elisabetta II di Cecil Beaton. V&A IMAGES/ALAMY.

Nel 1953, in occasione della sua incoronazione, Cecil Beaton la ritrae in tutto il suo splendore da giovane regina venticinquenne ornata nei fasti regali con corona, scettro e globo nello scenario della Abbazia di Westminster.

 

Sex Pistols, God Save The Queen (copertina di Jamie Reid)

L’inno nazionale inglese God Save The Queen è anche il titolo di un singolo discografico pubblicato nel 1977 dai Sex Pistols, band punk che per questo brano provocatorio e di contestazione scelse di usare, come cover del disco, il ritratto della Regina con occhi e bocca coperti da bande nere su cui è riportato il nome della band e il titolo del brano il tutto inserito sulla bandiera britannica.

 

Elisabetta II di Andy Warhol, 1985.

Icona pop per eccellenza l’immagine della Regina Elisabetta fu utilizzata nelle serigrafie di Andy Warhol del 1985 quale massima rappresentazione della riproducibilità e della massificazione del personaggio e dell’immagine. Il volto di Sua Maestà nei molteplici colori acidi e vivacissimi si distingue per le pose scelte: frontali e di profilo ma sempre abbigliata con la corona simbolo del suo ruolo.

 

Portrait of HM Queen Elizabeth II Wearing The George IV Diamond Diadem. Painting by Lucian Freud, 2000 01. Part of The Royal Collection.

 

Lucian Freud metre ritrae la Regina.

Nel 2000 il pittore, nipote di Sigmund Freud, Lucian ritrae il volto di Elisabetta su una piccola tela. Si tratta di un primissimo piano coronato. Un ritratto insolito che probabilmente più di altri cattura il senso profondo della personalità della Monarca. Per realizzarlo ci vollero diverse sedute da Maggio 2000 a Dicembre 2001.

 

Il ritratto di Banksy in Upper Maudlin Street a Bristol CREDIT Photo Adam Gray SWNS.com

 

Banksy – Monkey Queen

Lo street artista Banksy ha ritratto Sua Maestà mediante stancil apparsi più volte sui muri delle città inglesi. A Bristol Elisabetta appare con un fulmine rosso e celeste sul viso, esattamente come il famoso ritratto al Duca Bianco David Bowie usato come copertina dell’album Aladdin Sane del 1973. Banksy propone anche una versione assolutamente insolita: la Monkey Queen, una scimmia agghindata con corona e gioielli, apparsa nel 2003 nel club londinese Chill Out Zone.

 

Sono comunque tanti gli artisti che hanno ritratto la Regina in diversi modi, con diverse tecniche e con differenti obiettivi comunicativi; la sua immagine è stata utilizzata anche per prodotti più o meno di valore e dai diversi utilizzi. Un’immagine della cultura occidentale unica e insostituibile entrata nell’immaginario e nella riconoscibilità collettiva ormai da decenni, immagine che vi rimarrà per sempre.