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STANZE

I microcosmi di Paola Fonticoli

 

Il processo del divenire e il confine tra interno ed esterno dell’opera sono le tematiche centrali che caratterizzano e definiscono il lavoro di Paola Fonticoli. Queste idee trovano una forma espressiva nella mostra Stanze curata da Claudia Ponzi, allestita presso l’Art Studio Finestreria di Milano e visitabile sino al 14 giugno 2024. In questo progetto espositivo, l’artista offre ai visitatori la possibilità di esplorare nuovi mondi attraverso le sue micro-installazioni, nelle quali la materia e il suo limite fisico vengono superati, dissolvendo barriere e limiti che ci aspettiamo di trovare.

 

I lavori della Fonticoli instaurano un dialogo profondo e complesso con la materia stessa: attraverso azioni di taglio e unione, ricomposizione e accostamento di forme e colori, l’artista ci presenta un processo in costante divenire, capace di tracciare nuovi contorni e far svanire i limiti spaziali della materia. Le “Stanze” – così come l’artista le definisce – si presentano come piccole scatole di carta all’interno delle quali il visitatore è testimone di un’evoluzione continua di paesaggi e identità pronte a trasformarsi ulteriormente in qualcosa di nuovo e inaspettato.

 

Veduta, Paola Fonticoli. “Stanze”; Finestreria. Ph Claudia Ponzi

 

Il percorso formativo e artistico di Paola Fonticoli è stato profondamente influenzato dallo studio della Transavanguardia italiana e dal pensiero critico di Achille Bonito Oliva, ciò ha contribuito a plasmare la sua visione artistica, portandola a focalizzarsi sulla dimensione gestuale della materia e sull’ibridazione che da essa deriva. È proprio questa combinazione di gestualità e materia che conferisce forza espressiva e formale alle sue opere.

La carta, protagonista indiscussa delle opere in esposizione, è il materiale scelto dall’artista dopo numerose elaborazioni e sperimentazioni precedenti. Attraverso un processo di sofisticazione, l’artista distilla il gesto fino a trovare un battito e un suono propri della carta, raggiungendo così una sintonia intima e profonda. Questo crea un rapporto unico, quasi simbiotico, tra la materia e la gestualità dell’artista, dove entrambi danzano alla stessa frequenza in una perfetta armonia.

 

 

Le scatole create da Paola Fonticoli presentano forme e colori diversi, frutto di uno studio accurato di ciò che avviene dentro e fuori la materia. L’artista costruisce ambientazioni all’interno delle quali materiali di riciclo, collage e minimi gesti pittorici danno vita a geometrie insolite e dallo slancio poetico. Alcune opere si manifestano come minuscole scatole all’interno delle quali, come in un diorama, pieghe e colori creano molteplici strutture che, tuttavia, inducono il visitatore a vedere oltre il limite circoscritto dello spazio. Altri lavori presenti nell’esposizione sono realizzati con cartoni sovrapposti o stratificati dove lo scarto tra pieni e vuoti e l’alternanza di pochi colori permette la generazione di forme interpretabili in modi diversi a seconda dello sguardo di chi le osserva.

Ogni “Stanza” ha un suo ritmo, una sua durata e delle pause, proprio come in una sinfonia. Il componimento dell’artista determina le battute e l’esito fisico della materia, ma ciò che ne consegue è frutto di una visione che va oltre il semplice gesto.

 

Veduta, Paola Fonticoli. “Stanze”; Finestreria. Ph Claudia Ponzi

 

Le 52 opere in mostra non hanno un titolo, offrendo un ulteriore invito da parte dell’artista a indagare, guardare oltre il visibile e tradurre in nuove dimensioni ciò che la propria sensibilità suggerisce. Ogni scatola si re-identifica in nuovi universi, in un gioco di continua mutevolezza tra apparenza e sostanza, creando un’esperienza artistica coinvolgente e profondamente personale per ogni visitatore.

 

 

 

 

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