SINAS* Sustainability is not a spot*

Un museo nel deserto: a virtual exhibition

di Alessandra Tomasello

 

In questi ultimi tempi non si fa che parlare di sostenibilità, di questioni ambientali ed ecologiche, di equità sociale.

In particolar modo sembra che il settore della moda, il fast e la luxury fashion, abbia interiorizzato le problematiche inerenti alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo, cercando di migliorare in tal senso il sistema produttivo. Molte sono le campagne pubblicitarie che sfoggiano messaggi eticamente edificanti. Ma quanto effettivamente è stato fatto?

Forse non molto, la sostenibilità non è uno spot*.

Il progetto SINAS*, ideato e curato dall’architetto, artista, progettista e art-director Alessandro Federico-Veca*, selezionato dalla Commissione Europea come evento partner della European Green Week del 2021 dedicata al “Zero Pollution Ambition”, fa cadere il velo di maya e svela una verità sottaciuta ai più, abbagliati solo dallo scintillio delle immagini patinate.

In una dimensione digitale, entro una distesa sabbiosa come una cattedrale nel deserto, si erge il SINAS* museum, una luminosa architettura che diventa il tempio di nuove immagini, luogo di incontri virtuali in cui si sollevano interrogativi, orientati alla ricerca di una reale soluzione per rendere la Fashion Industry quanto più vicina all’idea di sostenibilità.

Pensata come un’esperienza immersiva, il visitatore viene accompagnato in un percorso interattivo lungo quattro grandi sale che, con le loro strutture, riflettono il passaggio dall’ oscurità alla luce. All’interno di un tunnel vengono esposti su grandi totem otto fake advertising che per quanto traggono ispirazione dall’immaginario visivo della moda, ne sovvertono provocatoriamente simboli e semiotica con l’intento di rilevare la verità sui fatti.

 

 

*Ho realizzato una mostra virtuale con questi fake advertising in cui si palesava un fantomatico brand rappresentato dall’asterisco, una postilla presente nelle etichette dei vestiti, dove vengono specificate una serie di indicazioni. Ricalcando il linguaggio estetico delle immagini di moda, riprendendo la disposizione e l’impostazione, ho proceduto attraverso la rivoluzione degli elementi visivi, innescando una riflessione su più livelli. I seducenti modelli delle campagne pubblicitarie sono stati sostituiti da varie tipologie di lavoratori coinvolti nella produzione tessile, puntando l’attenzione sullo sfruttamento minorile nelle fabbriche; lo sfondo, apparentemente bello e colorato, diventa un richiamo all’enorme quantità di rifiuti e di materiale di scarto prodotto ogni anno dalle industrie tessili, che costituiscono un terzo dei rifiuti globali, un vero e proprio investment building. Sul margine inferiore, come una nota scritta a caratteri ridotti per gli osservatori più attenti, viene apposto un testo informativo che fornisce alcuni esempi di come la moda sia ancora molto lontana dalle intenzioni che dichiarano, avvalorata da un’attenta ricerca che ho portato avanti sui dati Istat.

 

Gli sguardi e le menti ravvedute, sollecitate dalle visioni sulla realtà, vengono invitati a continuare ad esplorare gli spazi. Oltrepassata la seconda porta, un grande ambiente bianco ospita video-interviste che tentano di offrire una personale presa di posizione, rispondendo ai dubbi sollevati e approfondendo fondamentali argomenti con le storie e le testimonianze di dodici giovani personalità attivamente coinvolte nel processo di trasformazione sostenibile del settore moda.

Soltanto creando un circolo virtuoso si può raggiungere un equilibrio sociale ed etico, combattendo le ingiustizie, salvando i diritti dell’uomo e preservando il nostro pianeta dal consumismo.

Le nuove generazioni sono chiamate a intervenire nell’attuazione di un cambiamento radicale nello sviluppo di un pensiero critico e di una ritrovata consapevolezza. No, la sostenibilità non è uno spot, è molto altro.

 

 

In occasione della chiusura della Green Week italiana 2021, l’11 luglio a Milano all’interno dell’incantevole spazio Ortocucito si terrà un evento-live in cui le realtà che hanno preso parte al progetto potranno avere la possibilità di incontrarsi per riflettere insieme su come raggiungere uno stile di vita più sostenibile.

*la sustaninability projects coordinator di Camera della Moda, Chiara Luisi; l’advocacy officier di Mani Tese, Riccardo Rossella; la responsabile corporate e consumer di Greenpeace, Chiara Campione; il vincitore del primo Green Fashion Carpet Awards, Tiziano Guardini; la Green fashion influencer, Camilla Mendini; il responsabile di Slow Fashion Italia e CNA Torino, Vitaliano Alessio Stefanoni; l’ideatrice del progetto IED “The Time is Now!”, Alessia Crea; le artdesigner di Fibra Research, Adriana G. Fortunato e Caterina Fumagalli; ed ancora gli ideatori ed i responsabili di fashion brand sostenibili come Rifò Lab, Fili Pari, Par.Co Denim, Ohoskin ed Orange Fiber. il SINAS* Museum è stato realizzato in collaborazione con lo studio di architettura e design SOLCO, che rafforza il connubio tra progettazione, design e virtual reality.

Il progetto SINAS* sarà anche l’evento di lancio di Estéthica, una nuova realtà ideata da Alessandro Federico-Veca per la direzione artistica e creativa di progetti etici e sostenibili.

 

Entra nel Museo: www.sinasproject.it/