FOLLA

Lucio Pozzi alla Rizzuto Gallery di Palermo

di Ilaria Cascino

 

Ridotte le misure per il contenimento dell’epidemia da COVID 19, anche nel capoluogo siciliano si inizia a respirare aria di normalità e i luoghi dell’arte e della cultura riaprono finalmente le loro porte al pubblico. Tra gli eventi di rilievo, spicca “FOLLA”, la seconda personale dedicata all’artista milanese Lucio Pozzi, classe 1935, formatosi come architetto, che è stata inaugurata l’8 Maggio 2021 presso la Rizzuto Gallery di Palermo.

Se nel 2017 con “Single and Plural” (rassegna che diede avvio alla programmazione nella nuova, e attuale, sede della galleria) ci si muoveva tra le vicende artistiche degli anni ’60, l’esposizione odierna consente di ripercorrere, dagli anni ‘90 al 2021, la più recente produzione pittorica riunita nella famiglia dei “Color Crowd”.

Il gruppo di opere in questione, come afferma lo stesso Pozzi, nasce dalla volontà di evadere dalla produzione monocorde dei “RagRug paintings” per imbattersi in una serie idealmente antitetica: «I RagRug consistevano di grandi campiture di allineamenti organizzati in aree piene di piccole spatolate di colore a olio. Riempivano il campo da un lato all’altro del quadro. Stufo della ripetizione mi distrassi tentando l’opposto su una grande tela bianca. Con un solo pennello la riempii con un formicolio di figure dipinte col solo colore nero, un’esperienza già previamente avanzata con inchiostro su carta. Da allora ci ritorno molto spesso quando ne sento il bisogno o quando sorge l’occasione. Inevitabilmente, dopo un po’ mi venne in mente di vedere cosa potesse succedere aggiungendo colore a quel tipo di composizione».

Nelle luminose sale della galleria, i dipinti (tele di medie e grandi dimensioni, alle quali saltuariamente, negli spazi antecedenti, vengono accostati lavori di più vecchia data) rivelano la prorompente ricerca e la sperimentazione dei colori attuata da Pozzi, volte a enfatizzare l’essenza emozionale della pittura e l’intrinseca reciprocità tra segno e superficie.

Tale ricerca, come ogni contesto esplorato dall’artista, non ha una ben precisa finalità, se non quella di conversare con chi osserva le opere: il dialogo proposto dal pittore e declamato dall’allestimento, non si fonda su una rigida e austera esegesi dell’opera e della realtà narrata, ma stimola lo spettatore a oltrepassare i limiti estetici apparenti. Elementi vegetativi e fantastici si fondono con la metropoli, forme frenetiche e linee distratte, in contrasto al silenzio contemplativo del luogo, pervadono lo spazio espositivo entro cui le tele, sature di grandi campiture di colore, appaiono astratte o figurative, a seconda del punto di vista dell’osservatore, il quale detiene piena libertà d’interpretazione delle immagini e dei processi creativi improvvisati dall’artista senza alcuna premeditazione.

Le pennellate e le macchie di pittura, che spesso si trasformano in immagini, divengono strumento di uno studio viscerale ed esaminano intimamente i contenuti, fino a raggiungere l’archetipo della materia, nonché i frammenti originari che generano oggetti e avvenimenti. Tali indagini conferiscono sempre un aspetto stratificato all’opera conclusa. Le sovrapposizioni, con l’assenza di certezze e la curiosità o l’inquietudine di confronto con elementi costantemente nuovi e diversi,  provocano dispersione e disorientamento, sensazioni che inducono il pubblico al concetto di affollamento.

Quest’ultimo, vero e proprio leitmotiv della poetica pozziana, è il tema su cui è incentrata l’intera mostra allestita a Palermo. La folla, oltreché nella caoticità dei colori, è da rintracciarsi nei paesaggi naturali, nei fenomeni sociali, nei reperti archeologici, nella storia dell’arte, nonché in “The Equidistance Of Passion And Containment”, non appartenente ai “Color Crowd”, ma alla famiglia dei “Flower Paintings” degli anni ’70. Quest’opera è stata eccezionalmente adattata all’allestimento, in piena armonia comunicativa coi tratti caratteristici degli altri dipinti, tra cui l’equilibrato connubio tra rapidità di fondo, la ponderazione del disegno e la vivacità dei colori.

I lavori messi in mostra alla Rizzuto si fanno manifesto delle intense ed eterogenee esperienze artistiche e personali di Lucio Pozzi, che negli anni ’60 approda negli Stati Uniti (si trasferisce a New York dove acquisisce la cittadinanza americana), terra prolifica di nuove correnti e assai fertile per le avanguardie americane, da cui l’artista milanese si lascia ispirare. Si guardi, per esempio, al riempimento totale delle superfici che rievocano la tecnica dell’all over, la suggestione della pop art, l’influenza di Mark Rothko, la gestualità che cita, in una certa misura, quella di Jackson Pollock: nel comporre le sue opere, l’artista italiano utilizza grandi pennellesse per gettare rapide velature di acrilico diluito sulla tela ancora vergine, per poi posizionare il supporto pittorico sulla parete e dedicarsi ai lenti tratti a olio.

L’impatto dei movimenti artistici del tempo si decifrano, ulteriormente, nell’eterogenea produzione di Pozzi che, oltre alla pittura, si dedica ad ambiti che spaziano dalla fotografia alla video arte, dall’installazione alla performance. Si tratta di linguaggi coerentemente accomunati da un’indagine concettuale che si fa strumento d’avvio per decostruire e mettere in dubbio i tradizionali assunti dell’arte, sovvertire modelli perpetuati e rifiutare le ostinate etichette attribuite dal sistema dell’arte. In linea con la propria direzione curatoriale, focalizzata sulla contemporaneità e la sperimentazione, la Rizzuto Gallery offre ancora una volta alla città di Palermo l’occasione di inoltrarsi nel vissuto di un grande maestro che, tutt’oggi, segna il fare artistico contemporaneo italiano ed estero.

La mostra, altresì, concede al territorio gli strumenti per stimolare e affinare il pensiero critico attinente e mette gli artisti emergenti, ai quali la galleria dedica molta attenzione, nelle condizioni di confrontarsi con un’elaborazione creativa eclettica che ripercorre le più importanti avanguardie storiche internazionali, e che inevitabilmente stimola l’incremento di un’osservazione versatile individuale o collettiva.

In attesa di accogliere Lucio Pozzi in occasione del finissage, previsto per il 20 Giugno 2021, “FOLLA” sarà visitabile fino al 19 Giugno, dal Martedì al Sabato dalle ore 15.30 alle 19.30 presso la Rizzuto Gallery di Palermo (Via Maletto 5).