Julio Larraz

Del mare,
dell’aria
e di altre storie

di Valentina Lucia Barbagallo

Sono i colori accesi, i blu e i verdi intensi del cielo e del mare dei Caraibi e dell’Oceano Atlantico, i luoghi esotici, i personaggi storici della serie scultorea “pop-bronzea” – SPQR -, i rimandi artistici – Vince – e letterari – il vecchio pescatore sudamericano di E. Hamingway -, le nature morte e i corpi femminili ad accogliere lo spettatore nelle sale della Fondazione Puglisi Cosentino di Catania che ospita la personale di Julio Larraz, promossa e curata dalla Fondazione Roma – Mediterraneo e organizzata da Civita Sicilia in collaborazione con la Galleria Contini di Venezia e Cortina d’Ampezzo e visitabile fino all’8 giugno.

Cubano di nascita, americano d’azione Julio Larraz (classe, 1944) è un viaggiatore indefesso, un apolide che peregrina per mari e terre sconosciute ignaro della propria sorte: un Ulisse contemporaneo, come lo definisce lo stesso curatore della mostra, Luca Beatrice. Emblematiche, a tal proposito, sono le tre tele L’ira di Polyohemus, Poliphemus Wrath, A Rendezvous with Homer aventi come soggetto il mediterraneo e il viaggio di ritorno verso Itaca.
Larraz alterna uno spirito sagace e malinconico nei suoi lavori che, di volta in volta, tradisce la voglia di andare verso luoghi non conosciuti e la voglia di tornare a casa.

La realtà viene romanticamente mistificata e denunciata: le tele di grande formato amplificano lo spazio e risentono della lezione surrealista, iperrealista e metafisica dentro cui il pittore “colloca” -utilizzando tagli propri della cinematografia – i soggetti dei suoi racconti “del mare, dell’aria e di altre storie”…

Larraz è un narratore per immagini che illustra/critica la società del suo tempo, utilizzando uno stile sintetico e sarcastico – retaggio della sua giovanile carriera da illustratore e vignettista politico -, ma non per questo crudo e sgradevole.

Dal 1975 ad oggi, la mostra ripercorre le tappe salienti della sua produzione artistica: dalle atmosfere cupe e notturne dei primi anni alle tinte forti delle distese oceaniche, metafore quest’ultime dell’esplorazione reale e onirica compiuta da Larraz. L’oceano, il mare, ad un certo punto della sua produzione, diventano centrali, un leit motiv. Le distese d’acqua abbracciano e chiudono; accolgono e disperdono: divenendo, ad un tempo, marcatori del finito, del noto e dell’infinito, dello sconosciuto.

Cos’hanno in comune Larraz, Ulisse e il Presidente della Fondazione Roma Mediterraneo e della Fondazione Puglisi Cosentino, oltre ad essere tutti degli isolani di nascita? Il nostos, il viaggio fisico e metafisico di ritorno verso la patria: lontani da casa per scelta o per costrizione, tutti ne hanno agognato il ritorno e ne hanno fatto ritorno ognuno a modo proprio ma tutti raccogliendo e affrontando sfide ardite.

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(1) Julio Larraz, 2007, His Last Dream 29 July.
(2) Polyphemus Wrath,2012, Oil on canvas cm 127×152.
(3) Julio Larraz, 2011, The Artist and His Model, 152×198 cm.
(4) Julio Larraz, 2012, Concepto Espacial, oil on canvas, 182×15.

Contenuto inserito il 19/04/2014