Intervista a Luigi Massari
di Giuseppe Mendolia Calella

 

Chi è Luigi Massari? Raccontaci brevemente di te…

Ho qualche difficoltà a rispondere a questa domanda. In base a quello che faccio dovrei definirmi un artista. In realtà cerco di muovermi trasversalmente in diversi campi, anche se negli ultimi anni mi sono concentrato maggiormente sull’ attività di pittore e disegnatore. Porto avanti parallelamente da un anno un progetto performativo/musicale ( HYPERLINK “terzofuoco.tumblr.com“) e sono promotore di uno spazio indipendente per l’arte contemporanea interamente gestito da artisti, l’Underdogstudio , che mi ha visto spesso impegnato nel ruolo di “curatore ombra”. Per me non esiste una netta distinzione tra tutte queste attività, perché credo di mettere in moto lo stesso tipo di energie quando agisco in ambiti diversi.

Che musica ascolti? Qual è l’ultimo libro che hai letto? Chi sono gli artisti che ami?

Ultimamente ascolto molto apocalyptic folk, con una particolare predilezione per le sonorità dei Death in June.
L’ultimo libro letto è il lungo epistolario lisergico tra William S. Burroughs e Allen Ginsberg , Le lettere dello yage.  
Tra gli artisti Joseph Beuys resta un punto di riferimento importante per me. Le influenze più strettamente pittoriche vanno da Masaccio a Peter Doig.

Come definisci il tuo lavoro?

Direi che cerco di captare delle energie attorno a me, cerco di essere ricettivo. Quando raggiungo un determinato stato di concentrazione attivo una specie di rito mentale di evocazione…è complicato da spiegare.  A quel punto devo solo aggregare le immagini comparse ai margini del caos in un sistema coerente di segni e senso.
Il mio lavoro? E’cenere del sacro. Provo miseramente a conservarne il bagliore, ma la sua grandezza si sottrae….è un modo elegante di fallire.

C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella tua ricerca?

Non parlerei di svolte, ma di piccoli scarti in avanti, bruschi ripensamenti e accelerazioni trasversali.
Sono tante le situazioni e gli incontri fecondi, alcuni tuttora da metabolizzare e spesso slegati dall’ambiente artistico. Nella fase attuale della mia ricerca, un evento sismico, un’antica festa patronale o la conferenza di un economista possono essere molto più influenti di una mostra d’arte contemporanea.

Come definiresti il panorama artistico siciliano?

A me è sembrato autentico, vario e fecondo, meno condizionato dalle logiche modaiole che si concentrano nel mercato italiano dell’arte cosiddetta mainstream.

“Terzo fuoco” è il titolo del tuo intervento performativo presso il  villaggio minerario Normann … ci racconti di cosa si tratta?

TERZO FUOCO è un progetto musicale con una forte componente artistico/performativa, nato nel settembre del 2011 . L’input di partenza è la creazione di un’aggregazione permeabile di significati che si muova attorno ad una precisa nozione di suono e di ricerca sull’immagine, tra cantautorato neofolk e ambient isolazionista.
I riferimenti più strettamente musicali passano attraverso il recupero delle sonorità tradizionali dell’Europa meridionale ibridate con l’apocalyptic folk dei Death in June.
Il progetto acquista un senso attraverso le collaborazioni con altri musicisti della scena elettronica, folk e sperimentale, o mediante gli sconfinamenti nei campi limitrofi della performance artistica e dell’happening.
Il debutto ufficiale di TERZO FUOCO ha avuto luogo lo scorso aprile in un villaggio minerario del Sulcis in Sardegna. E’ stato Carlo Spiga, artista sardo attivo sul territorio nazionale ed europeo, a contattarmi per cooperare all’interno della sua azione “Rifugio Sgabùtzo”, presso la GiuseppeFrau Gallery. L’idea era quella di incrociare le sonorità di TERZO FUOCO con quelle di Braün, il suo progetto musicale.

Che progetti hai per i prossimi mesi? A cosa stai lavorando?

Attualmente sono alle prese con la composizione di nuovi brani musicali per Terzo Fuoco in attesa di poter incontrare a metà settembre Carlo Spiga per le sessioni di registrazione e la programmazione delle future attività.
Nel mese di dicembre prenderò parte alla mostra collettiva “All I Desire” curata da Andrea Lacarpia a Milano e ad una doppia personale con Patrizia Emma Scialpi, presso lo Spazio Meme di Carpi.

Inoltre durante l’estate ho definitivamente maturato la scelta di smaterializzare l’Underdogstudio, svincolandolo da un luogo fisico prestabilito, per trasformarlo in una entità più fluida e versatile, in bilico tra collettivo d’artisti e progetto curatoriale partecipato. Le prime tappe del nuovo corso saranno localizzate a Milano presso un piccolo spazio indipendente che gestirò a partire dalla fine di settembre 2012.

(1)

———————————————————-(2)

 

(3)

(4)

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=4uUMKJepb0U

(1) TROPICAL JESUS, 2012, acrilico su tavola sagomata, cm 15 x 10 circa, Zelle Arte Contemporanea, Palermo
(2) NOSTOS, 2012, particolare dell’installazione, materiali vari, Rizhoma Housegallery, Palermo
(3) MONTE ALPHA, 2012, acrilico e collage su cartone telato con cornice, cm 35 x 30
(4) SAN GIORGIO & IL DRAGO, 2012, acrilico su tela, cm 80 x 80