INTERVISTA A FILIPPO LA VACCARA
di Giuseppe Mendolia Calella

 

Chi è Filippo La Vaccara? Raccontaci brevemente di te…

Dopo il diploma in Scultura all’Accademia di Catania nel 1994, sono rimasto nella città etnea per ancora 6 anni fino a che, nel 2000 “ho sentito la chiamara” di Milano, dove tutt’ora vivo. Adesso mi sento spaesato sia qui al nord che quando faccio “il turista” al sud!

Che musica ascolti? Qual è l’ultimo libro che hai letto? Chi sono gli artisti che ami?

Gusti musicali classici: James Tailor, Carole King, Bod Dylan ma rimango molto rapito anche dal Sitar di Ravi Shankar e dalla musica orientale, specie i canti devozionali con l’accompagnamento delle tablas.
L’ultimo libro che ho letto è : An Autobiography or The Story of My Experiments with Truth di M.K.Gandhi.
Gli artisti che amo? Ne cito uno: Edward Hopper.

Come definisci il tuo lavoro?

é obiettivamente vasto e ritengo che sia complesso e in evoluzione – trasformazione.

C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella tua ricerca?

Un evento in particolare no, ma tantissimi eventi quotidiani che portano svolte ed evoluzioni si.

Tra pittura e scultura le tue rappresentazioni possiedono un linguaggio visivo onesto e coerente che assume toni poetici e allusivi. Attingi dalla tua storia personale e da immagini, che pare, si fissano nella tua mente avendole viste o vissute… non è così?

Si, è così. Alcune cose rimangono nella mente più di altre e poi si ripresentano raffigurare nelle opere sotto una chiave che definirei onirica, che io stesso non posso controllare o prevedere.

Come definiresti il panorama artistico siciliano? 

Non diverso dal resto dell’Italia: Variegato per qualità.

Che progetti hai per i prossimi mesi? A cosa stai lavorando?

il 23 di novembre inaugura alla Galleria Credito Siciliano di Acireale la mostra La Vaccara /Maillet che è stata già ospitata a Sondrio in due sedi espositive pubbliche della città. Rispetto alla mostra valtellinese la mostra di Acireale Sarà più nutrita di opere essendo una galleria più grande.
Oltre a sculture e dipinti di grande formato verranno presentati una selezione di circa 70 disegni realizzati nell’arco di 15 anni, schizzi, studi e disegni dal vero che rivelano molto del meccanismo attraverso il quale nascono le opere.

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(a) La Vaccara / Maillet, 2012, veduta parziale della mostra, MVSA Museo Valtellinese di Storia e Arte, Sondrio

(b)) La Vaccara / Maillet, 2012, veduta parziale della mostra, MVSA Museo Valtellinese di Storia e Arte, Sondrio

(c) La trama Invisibile, 2009, veduta parziale della mostra, Galleria Claudia Gian Ferrari, Milano

(d) La trama Invisibile, 2009, veduta parziale della mostra, Galleria The Flat, Milano

(e) La scultura italiana del XXI Secolo, 2010, Fondazione Arnaldo Pomodoro, Milano

(f) Filippo La Vaccara, 2010, veduta parziale della mostra, BOCS, Box Of Contemporary Space, Catania

(g) untitled, 2011, filo e rete metallici, carta, gesso, pittura acrilica. 70 x 22 x 34 cm.

(h) untitled, 2011, filo e rete metallici, carta, gesso, pittura acrilica, 71 x 27 x 33 cm.

(i) Filippo la Vaccara, 2001, veduta parziale della mostra, Galleria Salvatore + Caroline Ala, Milano

(l) untitled – self portrait, 2012 matite acquarellate su carta, 20 x 15 cm.