Intervista ai direttori del BOCS Claudio Cocuzza e Giuseppe Lana

di Valentina Lucia Barbagallo

Chi sono Giuseppe Lana e Claudio Cocuzza? Raccontateci brevemente di voi

Giuseppe Lana artista, Claudio Cocuzza creativo e founder di + ADD DESIGN. Entrambi Catanesi DOC! Ci siamo conosciuti al Liceo Artistico di Catania durante un’occupazione, circa 14 anni fa. Da quel giorno è nata una forte amicizia che ci ha unito nella nostra crescita artistica ed umana. Nel 2001, è iniziata la nostra prima avventura nell’organizzazione di mostre per artisti emergenti presso i locali della città. Successivamente, è nato il bisogno di fare qualcosa di più “concreto e personale” ci ha portato, infine, alla nascita del progetto BOCS.

Come definireste il vostro lavoro come direttori di BOCS?

IMPEGNATIVO! Ad ogni progetto diamo la massima disponibilità e sostegno agli artisti e cerchiamo di esaudire le loro richieste. Condividiamo con loro fatiche fisiche e psichiche. Siamo coscienti delle nostre responsabilità nei confronti del BOCS e cerchiamo di fare sempre del nostro meglio.

BOCS rispecchia il vostro modo di concepire le relazioni artistiche; da quale presupposto nasce? E quali pieghe ha preso lungo il corso degli anni?

Confronto, dialogo e crescita sono questioni a noi care. Sostegno e sviluppo della ricerca degli artisti è la nostra missione.
Il progetto nasce da una mancanza: volevamo offrire un luogo che non fosse simile ad altri spazi già esistenti, un site specific, un contenitore crudo e versatile, dove al suo interno le produzioni artistiche potessero interagire senza limiti, se non quelli della struttura stessa.
Negli anni è stato un crescendo di soddisfazioni. Siamo riusciti a donare momenti di fervore non solo agli artisti coinvolti ma anche al pubblico curioso di contemporaneo.
Oggi è diventa per noi vitale anche la relazione con la gente del quartiere di San Cristoforo, infatti, crediamo che lavorare in un territorio difficile significhi anche stabilire relazioni sociali.
Sin dal primo evento, un gruppetto di vicini si presentò timido ed educato, pronto a farsi contagiare. È così che, grazie al BOCS, molti abitanti del quartiere vengono giornalmente a contatto con l’arte. Alcuni di loro sono addirittura diventati protagonisti di un progetto ideato da Giuseppe in occasione di un evento: i bambini e alcuni adulti del quartiere hanno dato vita al ‘Progetto_Grimaldi [meno 1]’, uno di loro (lo zio Pietro) è stato presente con un suo video a Torino per Artissima Lido 2011.

Rispetto alle altre realtà catanesi quale posizione pensate che occupi il vostro spazio espositivo?

A Catania ognuno sta cercando di fare del proprio meglio. Fondazioni, gallerie ed associazioni. Noi proviamo a sviluppare adeguatamente il nostro obiettivo.
La nostra “mission” è creare sul territorio un punto di riferimento, uno spazio per l’arte che coinvolga tutti, addetti ai lavori e non. La finalità è quella di contribuire alla crescita artistica e culturale del luogo in cui viviamo. Durante le inaugurazioni notiamo sempre gente nuova che viene a trovarci per la prima volta, poiché ha sentito parlare positivamente del BOCS. La crescente partecipazione del pubblico è la migliore risposta.

Come definireste il panorama artistico siciliano? Esiste una rete o un sistema dell’arte dove lo scambio tra individui ed operatori possa definirsi maturo?

Il panorama artistico siciliano lo vediamo in salita, ancora in via di sviluppo. Purtroppo, la Sicilia è una terra che con il contemporaneo sta pagando lo scotto di essere partita in ritardo. Comunque una rete esiste, piccola ma esiste! Un vero sistema credo di no! Pensiamo che, comunque, la questione più importante sia conoscersi e cooperare. Per esempio, sul territorio Catanese è da un po’ di tempo che si sta cercando di “fare” delle cose insieme, delle cose tra realtà diverse e questo ha dato i suoi frutti! Un atteggiamento disinteressato lo notiamo da parte degli enti pubblici che, invece, di investire le proprie risorse in questo tipo di iniziative “artistico-culturali”, preferiscono “investire” in altro modo. Questo è molto immaturo!

Chi sono i vostri punti di riferimento nel mondo dell’arte?

Nei nostri viaggi siamo venuti a conoscenza di realtà diverse e molto interessanti. Farne un elenco sarebbe alquanto riduttivo. Guardiamo con ammirazione tutti quei personaggi che, con grande sforzo “economico e sociale”, hanno seminato dove non c’era nulla.
Fortunatamente, anche in Sicilia abbiamo avuto dei buoni “maestri”: la Fondazione Orestiadi di Gibellina, i progetti di Antonio Presti: Fiumara d’arte e il progetto di riqualificazione urbana del quartiere di Librino, nonché l’ultima nata “Farm Cultural Park” (Favara) di Andrea e Bartoli e Florinda Saieva.

C’è stato un evento o un incontro in particolare che ha segnato una svolta nella gestione e direzione di BOCS?

Si, le difficoltà! Purtroppo, la crisi ha colpito anche noi, o meglio, ha colpito tutti quei potenziali supporter che gravitano attorno al nostro spazio e che avrebbero potuto supportarci ma che sono stati costretti a rimandare la realizzazione del loro progetto. Una nota positiva la cogliamo, invece, direttamente dagli artisti che ci stanno intorno e che ci sostengono. Presto saprete di cosa si tratta. Vista la situazione stiamo avviando nuove strategie di fundraising in modo da poter costruire un budget per affrontare il 2013.

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(Se volete supportare il BOCS e la sua progettualità, trovate tutte le info su www.bebocs.it/support )

(1)Filippo La Vaccara, Ottobre/Novembre 2010
(2) INDICE, un progetto di attraversamento, Novembre/Dicembre 2009
(3) Senza titolo, con sottotitolo – quando il processo è a metà dell’opera, particolare dell’opera di Gabriella Ciancimino, Marzo 2010
(4) Humans, Stefania Galati Shines, Gennaio/Febbraio 209
(5)/(6) Via Grimaldi, Veronica Tanzi, Aprile/Maggio 2010