Intervista a Aldo Runfola

di Giuseppe Mendolia Calella

 

 

Chi è Aldo Runfola?

Se intende l’artista, Aldo Runfola è Aldo Runfola, Aldo Runfola, Aldo Runfola, fino allo smarrimento.

Ci parli della sua ricerca.

Mi sembra che possa essere il punto di equilibrio e di sintesi mobili tra l’amore per le immagini e l’insofferenza per le immagini.

C’è stato un evento che ha segnato una svolta nella sua ricerca?

Non parlerei di evento, piuttosto, per ogni caso specifico o oggetto particolare, si tratta di definire che cosa è per me, quale uso posso farne. È un problema di forma e di forze: saggiare la forza della forma arte.

Come “definirebbe” il suo lavoro?

Politico, perché la forma arte non è proprietà di un soggetto né si rivolge a un soggetto, a una classe o a tutti indistintamente; del resto, non che sia politico perché affronti temi esplicitamente politici, piuttosto, per constatare come tutto quanto è profondamente personale possa per ciò stesso diventare sovra-individuale, cogliere una realtà oggettiva, uno stato di cose.

Cosa ne pensa del panorama artistico italiano?

Non mi interessa l’arte italiana, o americana o cinese, mi interessa quella qualità dell’espressione che fa dell’artista uno straniero nella sua lingua. È una bella descrizione che ho letto in Gilles Deleuze il quale ne trovava i segni nell’opera di Kafka. Mi sembra che Cy Twombly l’avesse, mentre non riesco a scorgerla in Gerhard Richter, per citare due artisti noti. Il tedesco Richter finisce sempre col mettere tutto in ordine, ogni cosa al suo posto.

Il prossimo 19 giugno s’inaugurerà presso la Fondazione La Verde La Malfa – Parco dell’arte la collettiva co-organizzata dalla Galleria Michela Rizzo, a cura di Giuseppina Radice, “Attraverso Parole” cui lei parteciperà esponendo i suoi lavori insieme a quelli di Fabio Mauri e Federico De Leonardis. Ci parli di questa mostra e di questa collaborazione con l’istituzione siciliana presieduta dal prof. Alfredo La Malfa.

Se si esclude la sorpresa per l’invito, il piacere di partecipare e quello di conoscere da vicino la realtà della Fondazione La Verde La Malfa, non ho altri elementi per una risposta esaustiva. Sono curioso di vedere come si comporterà il mio lavoro vicino a quello di Fabio Mauri e di Federico De Leonardis, quale forma di convivenza saranno capaci di instaurare.

Ha già qualche nuovo impegno per i prossimi mesi? A cosa sta lavorando?

Sono impegnato in una serie di nuovi lavori su ciò che è vivo e ciò che è morto in arte. Gli artisti si occupano da sempre di vita o di morte, quando resuscitano la pittura che sembrava decrepita, oppure quando accolgono nel proprio vocabolario elementi linguistici, stilistici, minoritari, che non hanno padrone e rappresentano una via d’uscita, anche dall’arte.

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(1) Aldo Runfola, “Senza Titolo”, 2009, serigrafia su alluminio, 220 x 360 cm

(2) Aldo Runfola, “Ricamo nero”, 2014, lana su tela, 250 x 250 cm

(3) Aldo Runfola, “frieze project”, 2010/2013, riviste (frieze), acciaio e vetro, veduta della installazione presso la galleria Zwinger, Berlino, 2014