ArtInterviews

Il peso del tempo

Intervista a Luisa Turuani

 

Incontriamo Luisa Turuani per un approfondimento sulla sua ricerca artistica con un focus sul progetto 1 secondo 1 grammo vincitore dell’edizione 11 dell’Italian Council. Il tempo e la sua misurazione “prendono forma” in un’operazione a metà tra creazione fisica e metafisica.

 

Luisa Turuani (Milano, 1992) formatasi come scultrice presso l’Accademia di Belle Arti di Brera utilizza differenti mezzi espressivi, frutto di una ricerca e sperimentazione personale che, attraverso la fusione e commistione dell’aspetto puramente materico con quello digitale, da vita a opere in continua trasformazione e dallo slancio lirico. La dimensione urbana, il diretto contatto con la collettività e la contemplazione sono parte fondamentale ed integrante del suo fare artistico.

 

Luisa Turuani, Finchè morte non vi separi, 2019-2021. Da luisaturuani.it.

 

Attiva dal 2015 nel panorama contemporaneo ha esposto in diverse gallerie, con mostre personali e collettive, sia in Italia che all’estero. Ha partecipato a residenze artistiche e vinto diversi premi tra cui: Premio Nocivelli nel 2018, Premio Combat per la sezione video nel 2019 e nello stesso anno è tra i finalisti del Premio Laguna per la sezione performance e vincitrice di Opera Viva – Il Manifesto, a Torino nel 2020.

 

Luisa Turuani, Chairs, 2021. Da luisaturuani.it.

 

Nel 2022 vince l’Italian Council, programma di promozione internazionale dell’arte italiana della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, nella sua XI edizione, con il progetto di ricerca “1 secondo 1 grammo”. Scolpire, modellare il tempo: questo è l’oggetto dell’investigazione alla base di “1 secondo 1 grammo”. Luisa Turuani nella performance riflette sul peso del tempo e i molteplici aspetti in cui, attraverso la misurazione, l’essere umano scandisce e gestisce la propria quotidianità. Una misura temporale che per natura è sfuggente e che in “1 secondo 1 grammo” diventa invece definizione concreta.

 

Luisa Turuani, 1 secondo 1 grammo, 2022. Accademia di Brera, Dicembre 2022. Ph. Sara Ambrosini.

 

Luisa, il tempo è il leitmotiv della tua ricerca artistica; cosa ti affascina di questa tematica?

Il tempo è un elemento che sta sempre più condizionando il mio lavoro; quello che mi affascina è la sua immaterialità e difficoltà di definizione, ma allo stesso tempo la sua forza nel determinare la nostra vita. Non sappiamo dare una definizione del tempo eppure è dentro di noi, sopra, sotto, di fianco. Ci ritroviamo a vivere alla rincorsa delle deadline, altre volte non sappiamo come ammazzare il tempo. Mi piace il fatto che ci sia una forma di relazione: non siamo solo noi a manipolare il tempo, ma è anche lui a plasmarci cambiando le nostre percezioni a seconda che ce ne sia tanto o poco.

 

Con il progetto “1 secondo 1 grammo” hai vinto l’edizione 11 dell’Italian Council, ambito 3 – sviluppo dei talenti. Puoi raccontarci quanto stia influendo sul tuo percorso questo riconoscimento?

Lavorare per un bando così importante mi ha obbligata ad accrescere la coscienza di quello che sto facendo e di quello che ho fatto fino ad ora. Avevo bisogno di sviluppare un progetto di una portata più ampia, che non fosse solo l’opera per una mostra o una personale per esempio, ma che si trattasse di un lavoro della durata di almeno un anno, composto di tanti elementi complessi a cui pensare, creativi ma anche organizzativi. Il fatto di prendersi del tempo per riflettere su una sola idea mi ha permesso di prendere le distanze, di approfondire, di capire esattamente quale sia la ragione ultima, di ipotizzare diverse formalizzazioni dell’opera e modalità di lettura. Inoltre l’Italian Council ha come obbiettivo principale la promozione degli artisti in Italia e all’estero, e di fatto lavorare al progetto mi ha dato l’opportunità di conoscere molte persone e contesti che non conoscevo prima, oppure di approfondire e far crescere delle relazioni. È un’occasione molto bella sia da un punto di vista professionale che umano.

 

 

In “1 secondo 1 grammo” il tempo viene misurato e convertito in quantità di materiale: 1 secondo corrisponde ad 1 grammo di argilla. Al visitatore, nonché attore protagonista, durante la performance viene chiesto di quanto tempo necessiti per modellare la creta. In questa maniera gli viene offerta l’occasione di costruire un valore individuale e unico all’aggetto in proprio possesso. Trascorso il tempo prestabilito chi “performa” abbandona la creazione eseguita; su questa, tramite dei punzoni di metallo, viene impresso il numero corrispondente ai secondi e ai grammi utilizzati. Successivamente, con l’esposizione dell’argilla manipolata si genera, simultaneamente alla performance, una vetrina espositiva in cui gli oggetti ottenuti attraverso l’esperienza pratica del singolo, diventano esperienza e memoria collettiva. Così come nella quotidianità condividiamo alcuni momenti della nostra vita mediante i social media, allo stesso modo l’oggetto – frutto dell’esperienza di una frazione temporale – viene condiviso con gli estranei; sconosciuti a cui, in maniera inconscia, affidiamo un frammento del nostro essere, divenendo così da “parte” ad intero.

 

In progetti come questo, ma anche in altri, metti al centro dell’azione creativa gli spettatori. A loro viene affidata la possibilità di “costruire” un significato personale o addirittura di generare un “segno”. Non ti spaventa l’imprevedibilità del risultato finale? Come ti poni davanti ad esso?

L’imprevedibilità è un aspetto che amo molto. È la prima volta che metto in atto un progetto che coinvolge così direttamente le persone; da un lato fa paura perché ogni persona è un mistero insondabile e in un certo senso il progetto mi obbliga ad affidarmi completamente in qualcun altro, in qualcuno che non conosco; d’altro canto la performance mi pone nella massima serenità perché non esiste una risposta giusta o sbagliata. Si tratta di un’occasione, di un regalo che si fa a se stessi per porre l’attenzione su ciò di cui abbiamo bisogno e su come ci predisponiamo di fronte a esso. Di fatto io metto in atto una cornice, un dispositivo per accendere nelle persone il loro potenziale e la loro libertà. Da questo progetto per ora ho ricevuto le risposte più diverse; ad esempio una ragazza si è rivestita di tempo, un’altra ha tentato di dilatarlo, un’altra ancora ha regalato pezzi di tempo ad altre persone senza tenere nulla per sé, alcuni ragazzi hanno fermato il tempo per poi riattivarlo, uno ha fatto del proprio tempo un luogo di ozio, una signora quando le ho dato 45 minuti (2,7 chili di argilla) mi detto: “Ah! È il peso di mio figlio quando è nato!”. Mi piace il fatto che l’argilla sia solo un pretesto per riflettere sull’esperienza che ciascuno fa del tempo.

 

1ora, 45min, 30min, 15min, 10 min, 5 min, 1 minuto, 1 secondo. 60 minuti – Luisa Turuani, 1 secondo 1 grammo, 2022.

 

Che ruolo ha, per un artista come te, la manualità e la funzione del gesto in quest’epoca digitale e sempre più smaterializzata?

Non penso che la smaterializzazione sia un problema, penso che sia fondamentale la coscienza che abbiamo di noi stessi e in che cosa riponiamo la nostra felicità. La manualità è un fattore decisivo, anzi cruciale dell’esperienza umana! Allo stesso tempo trovo assurdo pensare che fare delle cose possa essere soddisfacente. Inoltre, è purtroppo vero che con la sempre maggiore smaterializzazione, le persone stanno perdendo il contatto con la realtà; con i social e internet abbiamo tutto a portata di mano, ma in una forma terribilmente superficiale. Penso che per risolvere tale dicotomia sia importante cercare dei modi per unire l’aspetto manuale a quello digitale; bisogna essere sempre più accorti nel capire perché usare un computer o le proprie mani, è una questione di consapevolezza non di mezzi. Una macchina non si chiederà mai perché sta facendo una certa operazione, noi invece possiamo farci delle domande ma purtroppo siamo sempre più diseducati a riflettere sul senso delle cose che facciamo e usiamo. Penso che l’arte possa avere un ruolo decisivo in questa problematica che si sta facendo sempre più stringente… Spero che l’arte continui ad aiutare le persone a farsi delle domande invece che dare risposte.

 

Work in progress – Luisa Turuani, 1 secondo 1 grammo, 2022.

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? A cosa stai lavorando?

“1 secondo 1 grammo” impegnerà gran parte del 2023. In relazione al progetto, sto lavorando a un libro d’artista che sia un piccolo prontuario di istruzioni per realizzare la performance anche a distanza e in autonomia. All’interno vi saranno delle illustrazioni e una serie di riflessioni mie, ma soprattutto di chi ha vissuto la performance. Sarà in una forma diaristica dove la cronologia dei pensieri non sarà lineare. Mi interessa un andamento a balzi, in avanti e indietro, più consono alla natura del tempo: noi non viviamo solo nel presente, in una successione di attimi, ma stiamo in più tempi simultaneamente, con la memoria andiamo nel passato e con il desiderio ci proiettiamo nel futuro. Il libro vuole tenere conto di questa doppia natura del tempo, oggettiva-lineare e soggettiva-esperienziale. Inoltre sto iniziando a programmare delle performance a domicilio. Un po’ come vedere lo stesso film al cinema o a casa propria: si tratta della stessa cosa ma con un sapore totalmente diverso! Quindi vorrei registrare i mutamenti che possono verificarsi facendo la performance in uno spazio pubblico o privato. E poi presenterò il progetto ancora in Italia e all’estero, per esempio presso La Rada di Locarno, OnCurating Project Space di Zurigo, al Museo Internazionale della Ceramica di Faenza, all’Associazione Culturale Modo di Bruxelles. Oltre all’Italian Council, a marzo esporrò una scultura tra i finalisti del Premio Arte Laguna di Venezia; sono felice perché espongono artisti da tutto il mondo, sarà un’esperienza molto stimolante! A parte il programma di eventi, da un punto di vista creativo sto continuando a riflettere sul peso del tempo e su come il tempo si renda visibile ed esperibile. Sto riflettendo su un progetto che unisca tempo e spazio e spero che presto ci sia occasione per realizzarlo… Vedremo!