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In her eyes

Intervista a Giulia Fraticelli

 

Giulia Fraticelli è una giovanissima e promettente fotografa e videomaker catanese, dalla personalità frizzante, capace di trafiggere l’anima con il suo obiettivo, senza sbagliare un colpo.

Giulia attraverso le sue foto racconta la sua storia, le sue emozioni e quelle celate dietro i volti colpiti dal suo obiettivo, ma più di ogni altra cosa trasmette energia. Un’energia che parte da lei e che ricerca, di volta in volta, in un volto, nella sinuosità di un corpo danzante e, soprattutto, dentro gli occhi dei suoi soggetti femminili.

 

Guardando i suoi lavori ci si perde come dentro un vortice di vita tormentata che stenta a chiudersi in un solo scenario: dai paesaggi Amazzonici allo Street style, da ambienti intimi e casalinghi a spazi vuoti e desolati, fino alle spiagge che trasforma in paesaggi lunari. A volte attaccando con colori vivaci, altre con un cupo, e a tratti inquieto, bianco e nero.

Uno stile di forte impatto che spiazza, disturba, incuriosisce, rilassa e, senza dubbio, emoziona. Ogni progetto racchiude un tema o una micro-storia con un messaggio, con cui è possibile empatizzare o prendere le distanze.

 

In questa intervista Giulia ci introduce nel suo mondo, ci parla della scelta dei suoi soggetti, di come nasce e si sviluppa il suo talento e soprattutto dei progetti in cantiere e di una bella collaborazione tutta siciliana!

 

Quando nasce l’amore per il mondo della fotografia?

Non ho scelto la fotografia arbitrariamente, è lei che ha sempre abitato casa mia e in qualche modo si è un po’ imposta!

Mio nonno era un fotografo e mio padre ha assorbito la fotografia come passione. Sono sempre stata circondata dalle macchine fotografiche e in qualche modo ho sempre sentito la fotografia come una parente molto vicina e un’amica.

Nel corso degli anni siamo cresciute insieme e alla fotografia ho affiancato il mondo del video e oggi posso dire di essere una fotografa e una videomaker.

 

Per fotografare bisogna saper individuare i dettagli e colpire l’anima del soggetto.
Quali sono i tuoi soggetti preferiti e come li scegli?

Sono sempre stata attratta dai volti delle persone, specialmente i volti delle donne.

Mi piace riuscire a raccontare la loro storia, non ricerco solo un volto bello, ma quello segnato da qualcosa, cerco occhi con cui dialogare, sperando di creare uno scambio dove anche i miei soggetti possano sentirsi libere di esprimersi.
A tal proposito ho creato un progetto dal nome IN MY EYES: WOMEN, che è una collezione di scatti dedicati alle donne.

 

Quale ritieni sia l’elemento caratterizzante delle tue foto?

Probabilmente il racconto. Mi piace pensare che chi guarda la foto possa lasciarsi coinvolgere da un’emozione, un pensiero che arriva o riflettere su cosa esprima quella foto, quel soggetto.

 

Ci parli di alcuni traguardi e mostre allestite?

Ho vinto il concorso dell’Art Factory Young di Catania del 2013 con il progetto “Irenessia”. L’anno successivo ho esposto all’Art Factory Young di Catania con il progetto “Cor/Cordis” e sempre lo stesso anno ho esposto all’Oxidiana di Catania con la mostra “Blu Metamorphosis”.

Nel 2016 ho esposto al Med Photo Fest di Catania con il progetto “Stop-Motion”. Quest’anno esporrò al Venice International Art Fair con il progetto video “Amore Fantasma”.

 

Ci sono fotografie a cui sei particolarmente affezionata?

Più che alle fotografie sono legata al ricordo del momento in cui le ho scattate.

Da ogni sessione fotografica cerco di riportare a casa un ricordo speciale. “Blackout”, “Before Nightfall”, “Nest”, “How Do You Sleep When You Lie To Me”, “Elusive”, questi sono solo alcuni dei progetti a cui sono particolarmente affezionata.

 

Su cosa stai lavorando adesso?

Attualmente collaboro e lavoro con diverse aziende siciliane, fra le quali il brand Nicodesign con cui abbiamo realizzato due campagne pubblicitarie: El Mexico Fall Winter 2020 e Amazonia Spring Summer 2021. Sono due progetti forti, accattivanti e li definirei anche “liberi”.

Per “El Mexico” abbiamo pensato di realizzare una campagna che fosse fuori dagli schemi ordinari, un po’ scomoda, attuale e controcorrente. Abbiamo parlato di valori e idee come l’uguaglianza, il rispetto, l’amore e la libera espressione del proprio corpo e del proprio orientamento sessuale, abbattendo i muri dell’indifferenza e rivendicando la propria identità.

In “Amazonia” si ritorna alle origini, si parla della natura di quanto essa sia forte, coraggiosa e ostinata, nonostante la mano dell’uomo sia, fin troppo spesso, crudele e distruttiva.

 

Qualche progetto futuro?

Sto portando avanti un progetto che vede coinvolta sia la fotografia che il video e questa volta i miei soggetti sono i danzatori.

Li immagino come dei miei prolungamenti, uno specchio personale, degli autoritratti.

Il primo di questa collezione è “CONTAINER” che non è altro che un luogo astratto e fisico al tempo stesso, dove sia io che Annalisa Di Lanno (ballerina e interprete del video), abbiamo riposto tutto quello che in quell’esatto momento ci apparteneva. Le nostre emozioni sono state ridisegnate all’interno del video sotto forma di danza, corpo, dinamicità, sensazioni, forza, sguardi.

A seguire ho realizzato “BLACKOUT”.  Blackout descrive un momento preciso della nostra storia, racconta dell’ansia e di come a volte sia difficile essere umani. Racconta della paura del domani, dell’essere sospesi, bloccati in una dilatazione temporale. Racconta di come ci si sente in trappola, ma al tempo stesso di come si ricerchi incessantemente la luce.

ABSENCE” invece parla dell’assenza delle cose e del tempo. Mette in luce luoghi disabitati, disordinati e spenti…ma non svelo altro!

 

In copertina: Amazonia.