Blue Memes di Francesco Tagliavia

alla galleria Massimo Ligreggi

di Alessandra Mazzeppi

 

Vi siete mai chiesti da dove derivi la parola meme?

Francesco Tagliavia ha condiviso con il pubblico la sua personale rielaborazione artistica presso gli spazi espositivi della galleria Massimo Ligreggi a Catania, settima tappa del Road Tour italiano JaguArt organizzato da Artissima in collaborazione con Jaguar Italia per supportare l’arte e i talenti emergenti sul territorio nazionale.

Tagliavia è il terzo dei dieci artisti vincitori della selezione effettuata lo scorso settembre da parte di una giuria composta da Ilaria Bonacossa, direttrice di Artissima, Santa e Paolo Brodbeck, Salvatore Lacagnina e Massimo Ligreggi, per un art tour tra concessionarie Jaguar e gallerie cittadine.

Riprendendo un filone di creazioni digitali iniziato con la sua prima crypto mostra durante il lockdown, è stato lo stesso artista a decidere di esporre giovedì 8 luglio Blue Memes, una serie di opere serigrafiche fatte a mano su vetro retroilluminato, che indagano la natura del meme e le diverse variabili eccezioni che di volta in volta può assumere.

Forse non tutti sanno che il fenomeno dei memes venne studiato per la prima volta alla fine degli anni ‘70 dal biologo Richard Dawkins che, attuando una comparazione con l’evoluzionismo darwiniano, identificò il meme come un’unità di trasmissione umana simile al gene.

Secondo questa teoria i memes che meglio si adattano ad una situazione o ad un contesto hanno più probabilità di durare nel tempo ed essere soggetti ad una continua trasmissione non per via genetica ma, bensì, culturale.

È stato lo stesso Tagliavia nel corso dell’inaugurazione ad illustrarci l’interconnessione tra genetica e memetica e il diverso modo in cui lottano per la sopravvivenza l’uno all’ambiente, l’altro per l’attenzione mediatica. L’artista diventa così un mezzo per la diffusione di quelli che lui stesso usa definire “bit di cultura” che, passando per una rielaborazione personale, sopravvivono grazie al vetro retroilluminato e vengono recepiti dal pubblico, ognuno in modo diverso e strettamente soggettivo.

Non c’è persona o campo che ne sia rimasto fuori, anche i boomers, inizialmente tra i più restii, sono ormai entrati in questo fantastico e ironico mondo, riadattando le più diffuse immagini e frasi a contesti specifici e familiari. Dalla politica, allo sport, passando per riferimenti culturali, il meme è un modo per esprimere un’opinione – qualunque opinione – senza argomentare.

Tagliavia, a tratti cinico, ironico, serio e un po’ romantico lancia spunti e riflessioni in maniera totalmente ingenua, così tra gli spazi della galleria Ligreggi trovano forma assonanze paradossali, date dall’unione tra immagini e citazioni tra loro contrapposte e frutto di reinterpretazioni culturali dell’artista. Le opere sono realizzate tutte in blu 255, un marchio esclusivo, ma non definitivo, soggetto ad un ulteriore repost e alle differenti modifiche di quanti in quegli spazi hanno scattato una foto per inviarla, per postarla tra le histories o, magari, per scriverci un pezzo.

 

Foto: Giuseppe Coco e Luca Distefano. Courtesy dell’immagine: Jaguar Italia e Artissima.