Editoriale

 

Qui dove caddero gli angeli 

 

Tessere un nuovo legame tra arte e religione potrebbe apparire difficile, se non addirittura impossibile. James Elkins affronta abbondantemente la questione nel suo libro Lo strano posto della religione nell’arte contemporanea, affermando come le due siano ormai inesorabilmente separate e destinate a proseguire su strade parallele. Bisogna, però, riconoscere come sempre più artisti contemporanei traggano dalla religione o dai culti in generale, elementi da sottoporre a nuove modulazioni di significato o che nella maggior parte dei casi diventano il fulcro significante delle proprie opere. Questo fenomeno, seppur poco evidente, è la dimostrazione di un interesse ancora vivo nei confronti di queste tematiche, nonostante sia inesistente il vecchio legame tra l’arte e la commissione religiosa. 

Questa attrattiva tematica non si riscontra nell’opera Messenger di Azzurra Messina (Palermo 1994), ma viene acquisito un elemento cardine dell’iconografia religiosa, con la finalità di comunicare anche attraverso i precedenti significati in questo condensati. Si tratta dell’angelo, che ha assunto un significato ben specifico durante il corso della storia dell’arte, identificato come il messaggero divino tramite il quale veniva comunicato il volere di Dio. Questo fattore ha perciò declinato in modo importante il significato delle opere in cui vi fosse una rappresentazione visibile o invisibile di un angelo. Per fare degli esempi è il caso di citare due opere maestose. La prima è sicuramente San Matteo e l’angelo, immensa opera di Caravaggio realizzata in due versioni, di cui la prima distrutta durante la Seconda Guerra Mondiale. È proprio alla prima che qui si fa riferimento, poiché in questa l’angelo porta a Matteo la parola di Dio, aiutandolo a scriverla, sostenendogli la mano o addirittura muovendola per lui. Si potrebbe dissertare a lungo sul significato di quest’opera, sul peso della parola di Dio che Matteo sorregge solo grazie all’aiuto dell’angelo o sull’ipotesi che l’apostolo fosse analfabeta, incapace di scrivere anche solo una parola, o ancora sull’ipotetico feeling che si crea tra i due, ma non è questa la sede. Certo è che l’angelo, in questo caso visibile, è doppiamente messaggero: la prima volta per Matteo, a cui poi porta la parola divina, la seconda per chi osserva l’opera a cui vengono inviati, attraverso la sua immagine, una serie di significati. Un altro esempio, seppur antecedente sul piano cronologico rispetto al primo e in cui stavolta l’angelo non viene rappresentato, è l’opera Annunciata di Antonello da Messina. Qui l’angelo non è visibile, comprendiamo la sua presenza dal titolo (in quanto conosciamo la storia biblica) e perchè la giovane Maria intenta a leggere, guarda come infastidita qualcuno fuori campo che interrompe la sua attività. Anche qui si potrebbe disquisire ampiamente su quel gesto della mano che placca l’angelo, come a comunicargli di non voler essere disturbata o di non essere pronta per il messaggio che gli sta comunicando (ovvero che partorirà il figlio di Dio), ma certo è che come nel primo caso è presente la comunicazione di un messaggio, di un volere divino, per via di un essere alato proveniente dal cielo. 

 

Azzurra Messina, Messenger, 2023, olio su tela, 165x155cm

 

Azzurra Messina non nega la visione dell’angelo – elemento fortemente ricorrente nelle proprie opere – bensì lo inserisce perfettamente al centro, tatuandolo sul collo con lo stesso nome dell’opera e con il suo stesso compito. L’angelo, storicamente raffigurato e descritto di sesso maschile, sovente protagonista secondario delle scene in cui appare, diventa una donna protagonista. L’artista si allontana volutamente dalla tradizione pittorica in cui l’angelo appariva di carattere sicuro e deciso e sceglie l’imbarazzo, il disagio fisico ed emotivo di una ragazza solo apparentemente spavalda, ma timida, fragile e insicura. Probabilmente sofferente. 

La scena, semplice e intuitiva, è ambientata su un terrazzino che si affaccia su un paesaggio siciliano, tra agave e fichi d’india, a cui la ragazza alata porge le spalle appoggiata ad un muretto. Questa appare immobile, intenta a non compiere nessuna azione, a fissare chi la osserva dritto negli occhi, come se si confidasse in silenzio. Le mani sono dietro la schiena, probabilmente usate come appoggio contro il muretto. Questo gesto negato di queste mani invisibili fa assumere all’angelo uno stato di costrizione e sottomissione, come se fosse legato per i polsi. A farlo intuire sono diversi elementi interpretabili, a partire dallo sguardo della ragazza, perso nel vuoto e privo di vitalità, accostato ad un’espressione spaventata, forse stremata da ciò che ha precedentemente vissuto. Il corpo appare esile, con dettagli tremolanti che ne tracciano i lineamenti, in parte svestito. Si intravede un piccolo seno fuoriuscire da una maglietta posta sopra una camicetta, entrambe tagliate e molto corte. In basso, poco sotto l’ombelico, una lunga linea ricorda una cicatrice, simile a quella di un parto cesareo, mentre l’intimo rosa lascia intravedere le forme della vagina e i peli. Decisamente in stile punk la ragazza porta grandi dilatatori ai lobi delle orecchie e un piercing al sopracciglio destro. Piccole ali sbucano all’altezza delle spalle, come fossero fatte di vapore acqueo, richiamando visivamente alle nuvole sullo sfondo con le quali si confondono, probabilmente troppo deboli per permetterle di volare.

È proprio questo il punto cruciale degli angeli di Azzurra Messina, mai in volo e sempre estremamente legati alla terra. Impegnati in azioni che richiedono una sorta di sofferenza in sottofondo, come mangiare un’arancina al ragù forzatamente, ingozzandosi. Quelli rappresentati, appaio come angeli in uno stato di costrizione, costretti a rimanere sulla Terra nonostante le ali, piccole e fragili, che non reggerebbero neppure gli irrisori pesi dei loro corpi. Non viene, dunque, restituita una visione tradizionalmente angelica dell’angelo, apparendo come dannati puniti e cacciati dal cielo. In essi è racchiusa ogni cosa appartenente all’uomo, tutto ciò che è facilmente comprensibile. Gli appartiene l’indifferenza, l’alienazione, la sessualità. Così le ragazze-angelo di Azzurra Messina si caricano di una sensualità disturbante, che l’artista lascia intendere come se fosse stata abusata, violentata dagli stessi umani a cui tanto assomigliano. In trappola nel mondo in cui sono state cacciate per somigliare troppo all’uomo, a prostituirsi come “umane” per farsi accettare. 

Messenger non richiama soltanto al compito dell’angelo, ma alle infinite chat che sempre più appaiono come catene che intrappolano in un mondo virtuale, cacciati dalla realtà. Lì, in quelle chat, sta il lato peggiore dell’uomo, quello capace di allontanare, punire, offendere, violentare. Lo sfogo libero e incontrollato di un uomo a sua volta in trappola e che desiderando di sostituirsi agli angeli, si è cacciato autonomamente dal proprio paradiso, relegandosi nel web, privo di alcun contatto e incapace di volare.

Lo stile pop e illustrativo della pittura di Azzurra Messina si rivela disinteressato dalle raffinate forzature di certe pitture, il cui contenuto tenta invano di eccellere sulla tecnica, avvalendosi così del solo desiderio di essere compresa. Questo carattere singolare non svilisce il valore dell’opera, né la rende appartenente a quella sfera di oggettistica da basso commercio di cui fanno parte le scadenti riproduzioni decorative tratte da cartoni animati e videogame, che finiscono per diminuire la qualità di quest’ultimi. L’influenza che per l’artista proviene anche da quel fronte visivo, per la scelta dei metodi di realizzazione delle proprie opere, determina la cifra stilistica con cui affrontare considerazioni rilevanti per il ritratto del tempo in cui vive e riconsiderare i valori simbolici provenienti da una tradizione pittorica indiscutibilmente forte.

 

BIO

Azzurra Messina nasce a Palermo nel 1994. Nel 2021 si laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo. Tra le ultime mostre alle quali ha partecipato Matrioska Urbana, Favara, 2023; Rizzuto Gallery Party, RizzutoGallery, Palermo, 2023; The Others Art Fair, Padiglione Torino Esposizioni, Torino, 2022; Young Volcano #3, RizzutoGallery, Palermo, 2021.