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ARCHIVIO 10

Intervista a 2Lab

 

Da idea a realtà. È così che Carmelo e Mattia – padre e figlio, oltre che soci – hanno pensato, costruito e visto evolvere, in questi primi dieci anni di attività, 2LAB, uno spazio dedicato alla fotografia, alla curatela e alla editoria. L’importante anniversario è stato celebrato con una doppia inaugurazione: quella della nuova sede sita nel quartiere della Civita di Catania che, in un certo modo, indica l’inizio di un nuovo capitolo; e quella della mostra Archivio_10 che ripercorre i progetti espositivi, editoriali e di divulgazione realizzati da 2LAB dal 2014 ad oggi.

 

Valentina Barbagallo: Dieci anni, sono un bel traguardo, complimenti! Raccontateci la storia del vostro spazio: com’è nato, chi sono oggi le persone che animano questo luogo e che lavorano alla programmazione. Come si è evoluto in questi anni e in che fase si trova adesso.

2LAB: 2LAB nasce nel 2014 da un’idea mia e di Mattia che da poco si era trasferito fuori Catania, dividendosi tra Milano e Londra dove studiava media design, fotografia documentaria e fotogiornalismo. Devo dire che già dieci anni fa avevamo le idee abbastanza chiare: 2LAB lo immaginavamo come uno spazio in cui si potesse respirare la fotografia e si potesse toccare con mano l’importanza del progetto come punto di partenza di ogni ricerca e lavoro fotografico.

 

vista dell’allestimento.

 

In dieci anni siamo cresciuti, in tutti i sensi, ahimè, ma 2LAB ha sempre mantenuto la freschezza e la contemporaneità che l’hanno contraddistinto sin da subito. Mostre, talk, workshop, laboratori sono stati gli elementi che hanno riempito spazi e tempi. Abbiamo sempre riservato un’attenzione particolare alla curatela delle esposizioni degli autori che in questi anni abbiamo avuto l’onore di ospitare nei nostri spazi e poi alla progettazione di prodotti editoriali che, appunto, insieme alla curatela, sono le attività all’interno di 2LAB in cui siamo cresciuti veramente tanto.

Da quest’anno lavora con noi Giusi Buono, creative designer da 25 anni e socia Adi.  Giusi ha attraversato trasversalmente il design dall’autoproduzione al visual design, dall’interior al branding. Recentemente, concentra la sua attività sul design strategico e la direzione creativa per aziende e organizzazioni, con particolare attenzione alle strategie culturali. Proprio in questa veste contribuisce alla progettazione e alla realizzazione delle attività di 2LAB.

 

 

Un nuovo spazio – nel quartiere della Civita – inaugurato con i festeggiamenti dei vostri primi dieci anni di attività, segna anche l’inizio di un nuovo capitolo. A quali progetti state lavorando? E come mai avete scelto di aprire il vostro spazio in uno storico quartiere di Catania  – la Civita, appunto – che negli ultimi anni sta conoscendo una fase di rigenerazione, valorizzazione e crescita importante.

La Civita è tra i più antichi quartieri di Catania e può raccontare mille storie di distruzioni e ricostruzioni, di nobili pagani, emiri arabi e mura imperiali, di magnificenza e degrado. Già da qualche anno è stato avviato un processo di recupero e rigenerazione che ha come luogo centrale la piazzetta XVII Agosto.

Noi vogliamo esserci, dando il nostro contributo, in questa rinascita, cercando di avviare un rapporto virtuoso con i suoi abitanti, all’insegna della creatività. Lo faremo con i nostri strumenti tradizionali, la fotografia documentaria contemporanea, e con nuovi strumenti: il design, come metodo di progettazione attento alla qualità, alla costruzione di valore e di nuove visioni per il futuro.

Noi crediamo, infatti, che fare fotografia e fare design abbiano molto in comune. Entrami sono: un atto di progetto, un fatto culturale e umanistico e un atto critico, sociale e politico; contemplano e contengono al proprio interno sperimentazione e ricerca; costruiscono storie; analizzano la realtà (i gesti delle persone, l’ambiente in cui viviamo, le cose che usiamo…); interpretano la contemporaneità.

Negli ultimi 10 anni, abbiamo mostrato storie di ispirazione, resistenza, comunità e speranza da tutto il mondo.

I tempi in cui viviamo sono pieni di insidie. Sappiamo che la situazione è piuttosto cupa. Eppure, in mezzo a tutto questo, ci sono persone, gruppi, organizzazioni e comunità che remano controcorrente e lottano per qualcosa di meglio. Noi cerchiamo di fare la nostra parte, ma è sempre più difficile continuare a produrre eventi culturali. Il supporto di tutti, artisti, spettatori, aziende, è prezioso per sostenere le attività di 2LAB; con l’aiuto e il sostegno di tutti potremo continuare a raccontare storie inedite, a produrre bellezza e cultura.

Qualche parola sul nuovo spazio. Si trova in via Porta di ferro 36 – 38, che si allunga tra il porto e il Barocco del centro storico di Catania. Sono 130 mq in cui svolgiamo la nostra attività ibrida di studio e galleria. Il progetto è stato curato da Giusi, dalle scelte stilistiche alla progettazione e realizzazione delle luci. C’è un corner bookshop, un’area consultazione, un piccolo bar ad uso dei soci.

 

vista dell’allestimento.

 

“Archivio_10” è il titolo che avete dato alla mostra che omaggia questo traguardo. Un titolo che è anche una sorta di programma. L’archivio nella vostra attività di ricerca visiva contemporanea è centrale: spesso, infatti, nel corso di questi anni, avete organizzato mostre e talk con fotografi, artisti e documentaristi che hanno lavorato con il reperimento, la catalogazione e la conservazione delle immagini. Raccontateci il vostro “Archivio 10”…

Archivo_10 racconta i primi dieci anni di attività espositiva di 2LAB.

Riproponiamo una selezione delle opere già esposte secondo un preciso obbiettivo narrativo. Abbiamo cercato di ricostruire il nostro “archivio contemporaneo” sul tema della ricerca di libertà. Le opere degli autori in mostra ci accompagnano in questa ricerca.

In ogni opera, infatti – anche in quelle non esplicitamente ispirate da questo tema – ne possiamo cogliere l’essenza, riconoscendola come sostrato comune.

I venti autori ci offrono altrettante prospettive uniche: ciascuno con il proprio linguaggio ha ricercato una delle numerose declinazioni di questo tema universale. Esso, infatti, si manifesta in molteplici forme, nascosto nelle pieghe della nostra esistenza quotidiana o sanguinosamente espresso nel fragore della guerra.

Nei progetti esposti si può rintracciare un sottotesto che racconta di riscatto e dignità, rivelando come la lotta per la libertà sia spesso una battaglia per la sopravvivenza in cui la dignità della persona è compagna inseparabile. Frammenti di vita come atti di resistenza, che ci invitano a riflettere sulle nostre libertà e su quelle degli altri. La mostra ha riscontrato un grande apprezzamento, oltre le nostre più rosee aspettative, non solo per la qualità delle opere esposte e l’importanza del concept curatoriale, ma anche per l’allestimento e la sua relazione con lo spazio.

 

 

“Archivio _10” è stata anche l’anticipazione del nostro programma per il biennio prossimo. Il titolo è “Moto Immobile. Archivio, memorie conservate motore per il futuro”. Il progetto s’inserisce nel dibattito contemporaneo sul valore e sul ruolo dell’archivio, un tema di grande rilevanza che coinvolge le principali istituzioni e operatori culturali, sia italiani che internazionali.

L’obiettivo è indagare il potenziale narrativo dell’archivio, la sua capacità di illuminare il presente e gettare le basi per il futuro. Attraverso una serie di mostre, workshop e incontri, esploreremo l’archivio come una realtà dinamica, capace di modellare la percezione individuale e collettiva. Investigando sia l’aspetto oggettivo che le interpretazioni soggettive delle memorie,  sarà possibile capire come  l’archivio non sia un luogo di stasi ma a un terreno fertile per la riflessione, la riscrittura del presente e la visione del futuro.

Il progetto “Moto Immobile” presenta una selezione di mostre fotografiche e progetti basati sull’archivio, mettendo in mostra il lavoro di maestri della fotografia del XX secolo e di promettenti talenti emergenti. Giorno 21 giugno, proporremo un’altra pillola di Moto Immobile. Ospiteremo nel nostro spazio un incontro con Mattia Salvia, direttore del magazine Iconografie e un allestimento dedicato al magazine. Iconografie è una rivista monografica che si occupa di fenomeni politici, estetiche, trasformazioni tecnologiche e dibattiti culturali della contemporaneità: un archivio ragionato del presente, che si concentra sugli aspetti che corrono il rischio di passare inosservati.