Alt_ra o virtù di una mostra che non esiste
A Milano esiste una piattaforma curatoriale che allestisce mostre e installazioni invisibili a occhio nudo. Alt_ra Gallery, concepita dall’artista Gabriele Barbagallo (Catania, 2001), si pone l’obiettivo di indagare i limiti e le possibilità offerte dalla realtà aumentata in campo artistico.
All’Arco della Pace di Milano ho avuto modo di visitare una mostra immateriale. L’esperienza è frutto della collaborazione tra Viafarini e Alt_ra Gallery, vede allestiti i progetti di Alina Petre, Celestino Marco Cavalli e Mattia Ciaf, artisti in residenza presso Viafarini nel primo trimestre del 2026.
Le opere in mostra
La selezione di opere che è possibile attivare indaga la connessione sempre più stringente tra il mondo sensibile e quello digitale dell’infosfera.
Lorem, l’opera di Alina Petre, vede un gigantesco ovino steso a terra, incatenato e dal respiro lento. Quest’ultimo aspetto dimostra che la creatura è vivente, ponendola in una condizione di dipendenza verso chi osserva e ha attivato l’opera. Nel momento in cui lo schermo verrà spento, l’animale tornerà a esistere solo come dato digitale, sospeso in attesa di tornare visibile.
A porre la questione del consumismo fagocitante è Mattia Ciaf, che con Just Buy it mette in vendita lo spazio pubblico dell’Arco della Pace, criticando l’invasione del mercato privato e capitalista nella vita di ognuno di noi, spinta dalla diffusione delle piattaforme di shopping online, che permettono l’acquisto compulsivo semplicemente con un gesto del dito.
Con Soglia Meccanica, Celestino Marco Cavalli ha proposto, il giorno dell’inaugurazione, una performance ibrida: il suo lavoro per Alt_ra Gallery vede un suo doppione, creato da una scan del proprio corpo, correre in cerchio. Il gesto è stato compiuto anche dall’artista, che si è messo in competizione con il suo altro digitale per mostrare lo scarto tra l’uomo e la macchina: se il primo si stanca, il secondo può correre all’infinito. L’artista racconta, così, di come un ideale efficienza umana totale sia impossibile, facendo risaltare, paradossalmente, la fatica naturale, e chiedendosi in che modo il lavoro umano verrà sostituito da quello della macchina.
Cos’è Alt_ra?
Il progetto nasce nel 2024 da un’idea di Gabriele Barbagallo, artista impegnato nel campo dell’arte digitale, commista alla fotografia. Nei suoi lavori, Barbagallo smaterializza corpi e oggetti attraverso scan e fotogrammetrie, rimescolando quanto esiste e creando una propria versione della realtà. Con Alt_ra, invece, l’approccio è opposto: le installazioni lasciano un universo proprio per venire gettati nella realtà che conosciamo, pur non facendosi mai materia.
Quest’ultimo aspetto è fondamentale: smaterializzare un’opera e permetterne la visione solo attraverso il filtro di uno schermo, rende ambigua l’esistenza dell’opera stessa, ponendo la questione della validità della matericità fisica come attributo fondamentale di un’opera. Inoltre, il ruolo dello schermo come lente attraverso cui vedere l’opera, mina alle fondamenta l’esperienza estetica propria del museo, in quanto frappone tra l’osservatore e l’oggetto da osservare un mediatore non neutrale e possibile fonte di distrazione.
La fotocamera del dispositivo utilizzato si fa, quindi, protesi, prolungamento dell’occhio, migliorandone le prestazioni e dando ad esso la possibilità di vedere qualcosa esistente su un altro piano della realtà, permettendoci di osservare dalla soglia un mondo che non ci appartiene del tutto.










