Intervista a Salvatore Mauro

di Chiara Franzò

 

Salvatore Mauro nasce ad Augusta nel 1977, laureato in Sociologia presso l’Università La Sapienza di Roma con una tesi sulle nuove forme d’ibridazione nell’arte contemporanea. Ideatore ed organizzatore, con l’artista Anna Milano Carè, di BOX Art Festival a Roma. È stato collaboratore artistico al Teatro Vascello di Roma e redattore del sito testata editoriale della rivista Next Exit. Vive e lavora a Siracusa dove, nel suggestivo spazio adiacente il Castello Maniace, ha composto l’installazione “La libertà è a noi”.

 

Presentati brevemente. Chi è Salvatore Mauro?

Sono nato ad Augusta, ma ho vissuto per ben diciotto anni a Roma, dove ho collaborato con diversi musei tra cui il Macro. Sono un artista e curatore, quando ho iniziato questa scelta è stata aspramente criticata, tuttavia la storia ci insegna che un artista non deve scegliere l’una o l’altra strada, pensiamo ai dadaisti, a Marcel Duchamp o alla scuola Bauhaus di Walter Gropius, nella quale si diplomavano artisti curatori. Ricoprire entrambe le figure non è anomalo per un artista, anzi, l’allestimento è parte integrante della progettazione.

 

Già avevi lavorato con queste Costell-Azioni in passato. Com’è nata l’idea?

Le mie Costell-Azioni, in realtà, sono nate con casualità: l’organizzatore dell’Emergence Festival quando ha visto ciò che creavo con la luce e la pittura mi ha proposto di uscire dalla sala di un museo per provare a dialogare con l’esterno. Contemporaneamente sono stato invitato dal professor Navarra della facoltà di architettura dell’Università di Catania, che ha sede qui a Siracusa, a presentare, in qualità di sociologo e antropologo, il primo numero di una collana di testi che profilava alcuni architetti che hanno lavorato al confine tra arte e architettura. La collana si chiamava proprio Costellazioni e il fil rouge era la capacità di queste personalità di dialogare con l’esterno. Da qui l’idea di ricreare un’istallazione capace di dialogare con l’architettura preesistente e che rispecchi il mio carattere performativo.

 

Da dove viene questo lato performativo che ti caratterizza?

Mi sono formato nel teatro sperimentale, per otto anni ho lavorato al teatro Vascello di Roma e sono abbastanza orgoglioso di aver avuto come maestro Giancarlo Nanni che mi ha educato alla performance. Le mie Costell-Azioni sono interazioni con lo spettatore che entra così a far parte dell’opera. Per di più sono un sociologo e credo fermamente nel dare a chiunque la possibilità di avere una voce e di esprimere le proprie idee. La mia disabilità ha senza dubbio limitato la mia vita, ma non ha arrestato la mia voce e non capisco perché io dovrei escludere agli altri questa opportunità. Ciò potrebbe sembrare un tentativo di far politica, anche se il confine è molto sottile, ma non è assolutamente così, ciò che mi prefisso è di mostrare agli altri che, nonostante la dittatura democratica in cui viviamo c’è sempre un modo per esprimere se stessi e le proprie opinioni.

 

Cosa c’è di diverso tra queste Costell-Azioni e le precedenti?

Innanzitutto questa installazione non è permanente, infatti ho in progetto di spostarla all’interno di una chiesa siracusana prima della fine dell’anno e poi chissà. In secondo luogo i dischi di multistrato di pioppo sono stati semplicemente appoggiati sul terreno seguendo un disegno ben preciso, riportato in pianta, che dà la possibilità al fruitore di scegliere quale pezzo nominare o andare a vedere da vicino. Precedentemente invece li fissavo alle pareti.

 

La scelta del cortile antecedente il castello Maniace è stata intenzionale?

No, anche questa è stata una casualità. Sono stato invitato dagli organizzatori dell’Ortigia Sound System a usufruire di questo spazio, infatti per ideare l’istallazione ho preso spunto dalla canzone Sentimiento nuevo di Franco Battiato, tema prescelto dal suddetto festival. Questa canzone parla della libertà nell’amore, in tutte le sue forme; io l’ho interpretata come libertà a 360 gradi che può toccare vari aspetti come politica, scienza, filosofia. E per questo chiedo al pubblico di nominare i vari punti dell’opera con dei personaggi storici, conosciuti e non, che hanno inciso in questi aspetti.

 

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sicuramente continuare questo progetto per almeno un altro anno. Successivamente sto valutando l’idea di una residenza a Barcellona presso una società alberghiera per ideare delle stanze d’artista e occuparmi di street art.

 

In copertina: La libertà è a noi, Salvatore Mauro | Ph. Credit: Giacomo de Caro