INTERVISTA A ANGELA VIOLA

di Valentina Lucia Barbagallo

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Angela, parlaci di te, della tua formazione, delle tue esperienze professionali.

Sono un’artista palermitana, ho seguito l’iter accademico fino ai 26 anni nella mia città natale: ho frequentato l’Accademia di Belle Arti e dal 2004 ho intrapreso il mio percorso di artista visiva dopo un soggiorno di nove mesi a Valencia. Per circa 4 anni ho esposto in diverse mostre collettive e personali e nel 2008, durante uno stage presso la redazione di Flash Art, decido di trasferirmi definitivamente a Milano dove concludo gli studi come insegnante. Per 10 anni ho lavorato nella scuola pubblica, cercando di portare avanti la mia ricerca artistica, anche se con molta fatica.

Nel 2015 nasce l’esigenza di cambiare rotta ed indirizzare la mia vita verso un unico obiettivo: mantenere fede alla mia unica necessità, l’arte.

Sei la presidente e fondatrice di KAMart in residence. Raccontaci di questo progetto: com’è nato? Come si è evoluto e come si struttura?

A Milano mancava il confronto e la relazione con l’autenticità di un luogo e con le persone del mondo dell’arte “contemporanea”: KAMart in residence nasce così come progetto di incontro tra artisti in residenza che vogliono confrontarsi e creare una rete di connessione con le realtà del territorio con il quale instaurare una connessione intima. A quasi due anni dalla sua fondazione KAMart ha promosso due residenze d’artista, un festival di arte contemporanea e la collaborazione con artisti e realtà importanti sul territorio, come Valico Terminus, di Nila S. Bonetti e Giovanni Cervi.

KAMart in residence è un’associazione fondata e composta da persone che condividono le stesse finalità e sostengono ogni giorno il progetto di promozione sociale e culturale. Ti va di presentarci sinteticamente il tuo team di lavoro?

KAMart in residence nasce come associazione di promozione sociale e culturale nel 2016 e nell’arco di poco più di un anno e mezzo, insieme al lavoro e alla collaborazione di curatori, social media manager, grafici, artisti, professionisti del mondo dell’arte ma soprattutto persone che credono nel progetto e nella possibilità di poter realizzare tutto ciò che si vuole. La nostra più grande risorsa non è il denaro ma l’instaurarsi della relazione tra persone che passano da qui e decidono di restare o di tornare. La sede di KAMart è sita presso un casale di fine ottocento, nel quale io e Marco, il mio compagno, viviamo e stiamo conseguendo i nostri primi obiettivi: il nostro casale infatti è anche un Bed and Breakfast che accoglie ospiti italiani e soprattutto stranieri a entrare a diretto contatto con l’arte e la natura della valle emiliana.

Sabato 28 luglio, presso la Sala Teatro, all’interno della programmazione del festival “Venti Contemporanei” – prima rassegna en plein air di artisti italiani e internazionali nel borgo di Cereggio – l’artista Paolo Di Rosa inaugura il progetto site-specific, a cura Giusi Affronti, concepito e realizzato durante la Sua residenza d’artista. Ci spieghi com’è nato questo progetto? Come avete selezionato artista e curatore e com’è andata questa residenza?

Si, dal 27 al 29 luglio a Cereggio si svolgerà il Festival Venti Contemporanei, alla sua prima edizione: venti artisti sono stati selezionati dalla curatrice Virginia Glorioso in base alla loro ricerca artistica e alla connessione arte-natura e memoria. Esporranno le loro opere per tre giorni lungo le vie di Cereggio, parteciperanno progetti indipendenti come Fabula (Milano) e The Italian soul e vi saranno workshop diretti dagli artisti aperti al pubblico. Sabato 28 luglio verrà inaugurata la mostra di Paolo Di Rosa curata da Giusi Affronti, curatrice di origine palermitana che vive a Milano, con la quale avevo già collaborato come artista. Paolo è ospite presso la sede di KAMart dal 14 luglio, durante il quale ha realizzato il progetto “Un uomo, un albero”, vincitore del nostro primo premio di residenza in collaborazione con Paratissima XIII – Torino. L’artista si è confrontato con le realtà del territorio entrando in accordo con l’ambiente e i suoi abitanti: la vista dallo studio ti porta a constatare come la Natura è la vera protagonista e come l’uomo, parte integrante di essa, diviene il riflesso dell’autenticità e della bellezza. Paolo ha anche condotto un laboratorio per i ragazzi del territorio, coinvolgendo i piccoli “artisti” a riscoprire la bellezza attraverso l’uso del disegno e della pittura.

Progetti futuri?

Il futuro del nostro progetto inizia da idee già in corso: la proposta editoriale di SP15, in collaborazione con Valico Terminus, dedicato ad autori ed illustratori della montagna; l’intervento di quattro artisti, a cura di Nila Bonetti, con una realtà sociale del territorio ed infine la prima call internazionale per gli artisti in residenza nel 2019: non abbiamo ancora dei nomi ma stiamo instaurando collaborazioni per progetti di scambio in Canada e Nuova Delhi. Vi invitiamo a fermarvi sull’Appennino, sarete nostri ospiti durante la realizzazione del nostro progetto.

 

Cristian Valdinoci_Autoconsistenze (is nature ony a concpet)_2018(1)Grazia Inserillo_Trigger Point_2017(1)

Luca Mannino_desktopgarden #2_2014
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Stefania Archieri_Simienza_2015(3)

(Copertina) Cristian – Valdinoci, Autoconsistenze is nature ony a concpet, 2018.

(2) Grazia Inserillo, Trigger Point, 2017.

(3) Luca Mannino… #2, 2014.

(4) Stefania-Archieri, Simienza, 2015.