Pubblic Geometry │Martino Greco

per Aitho Entertainment

di Alessandra Tomasello

 

 

Pop culture entro un contesto underground, giovanissimo, ardente e intraprendente tra musica, arte, moda e design.

Se gli sconfinamenti tra sfere multiple del campo visivo/visuale hanno origine in quella fervida temperie culturale degli anni Sessanta e Settanta di cui si fanno promotori giovani artisti dediti allo sperimentalismo e all’ampliamento delle metodologie espressive (pensiamo a Fluxus, per esempio), nel primo ventennio degli anni 2000 la nuova generazione, i cosiddetti “millennials”, termine alquanto bistrattato e inflazionato, nonché identificativo di una gioventù veloce e tediata da un’infinita attesa del futuro, si sta muovendo alla ricerca di nuovi canali comunicativi per la promozione culturale e artistica.

Crasi attuativa di un match perfetto è l’ideazione di eventi concepiti come spazi al tempo stesso di intrattenimento e divulgazione, dove sfere alte e basse si mescolano e si incontrano con un fruitore che sembra allontanarsi dal solito circuito del contemporaneo.

È questa la sfida del collettivo Aitho Entertainment che, a Catania, mira da quasi tre anni, come ci spiega Federico Pulvirenti, «a portare gli artisti a contatto con il pubblico, in maniera diretta e senza troppi fronzoli, all’interno non di gallerie, ma di spazi che si occupano di altro. La forza deve stare nel prodotto che viene fuori dalla ricerca e non nel contenitore che la contiene. Ci impegniamo tanto nel promuovere una cultura che sia alla portata di chiunque, anche di quelli che ancora non lo sanno. Stiamo cercando di avviare un processo già in voga da diversi anni in altre città d’Europa: in Inghilterra i rapper che fanno grime, cantano al Tate e la gente non ha ragione di credere che sia inopportuno e in queste occasioni le persone che seguono queste iniziative sono molto giovani, così come coloro che vengono ai nostri eventi. O lo stesso mondo della moda per esempio (al quale sono legatissimo) ha chiesto la collaborazione alla street culture: nel 2017 Louis Vuitton, per antonomasia il luxury fatto ad abiti, chiede la partecipazione di Supreme, brand nato nel 93 a Brooklyn come vestiario per il mondo skate».

La scelta del Mono, centro multiculturale molto attivo nelle scene mondane della città e punto di riferimento delle giovani leve, si qualifica come attivatore suadente di menti inconsapevoli, teatro lo scorso ottobre del terzo appuntamento Selects che, a ritmo delle accattivanti selezioni musicali di Salvo Micieli aka Cipo e Alessio Fobys, ha accompagnato l’esposizione dell’architetto e grafico catanese Martino Greco Pubblic Geometry2 Edition, a cura di Noemi di Nunzio.

Luci psichedeliche al neon scaldano e illuminano linee vettoriali definite, studiate progettate con precisione millimetrica. Urban design e arte urbana strizzano l’occhiolino a grafiche dai tratti geometrici astratti, tendenti a forme pulite e minimali. Con l’uso metodico del disegno manuale costruito al computer, Martino Greco delinea segni e sagome che trovano ispirazione ad una certa visione vintage anni Ottanta.

Acrilico, vernice spray e stampe su supporti come cartone telato e tela (tecnica alla quale Martino si è maggiormente accostato, interessandosi alla serigrafia) si adattano all’ impiego di colori primari, alternativamente applicati per stratificazione nel caso della pittura ad acrilico, stampati nel secondo caso su carta fine art.

Da un progetto nato come riqualificazione urbana compiuto con la creazione di elementi formali ritagliati e ricollocati a mo’ di collage sul bianco di cartelloni pubblicitari lasciati vuoti, emerge prorompente l’interesse per la street art e lo spray, qui riproposto nella sua versione on studio. Il rimando alla sfera del gioco e del divertimento cammina a braccetto con la mission dell’intero programma, includendo soggetti figurativi che interpretano simboli di luoghi ricreativi (il tabellone, il canestro, pensati come dittici, e le bandierine).

Abbiamo il dovere morale di continuare ad incentivare e a dare fiducia ai cambiamenti cui l’arte, intesa nella sua accezione multiforme e compresa nella sua dimensione digitale, si sta volgendo ed esprimendo quale momento di condivisione sociale.

Nel frattempo quali saranno le prossime selects? Stay tuned and click to instagram!

 

In copertina:

Basketball rim, acrylic on canvas panel 50 x 35 cm, 2020.

 

Ph. credits: Caterina Fisichella e Martino Greco.