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Flavio Favelli. 500

a cura di Cristina Costanzo

Residenza artistica: giugno-luglio 2026 | Presentazione opera: 4 luglio

 

L’artista in residenza a Gibellina per 500: una nuova opera di arte pubblica che sarà realizzata in piazza 15 Gennaio e presentata al pubblico il 4 luglio

 

«Il muro della strada dipinto è forse l’operazione più difficile da affrontare oggi in arte, in quanto resta e raccoglie lo sguardo dei cittadini nel quotidiano, senza preamboli e cornici.» — Flavio Favelli

 

Continuano con Flavio Favelli (Firenze, 1967) le residenze artistiche del programma di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea. Artista dallo stile fortemente distintivo e identitario, Favelli a Gibellina continua sul percorso di sperimentazione artistica nello spazio pubblico che caratterizza la città e sceglie di lavorare su un muro come possibilità di riscrittura privata, storica, politica e sociale.

Il progetto a cura di Cristina Costanzo consiste infatti, nella realizzazione di un grande murale nel centro della città, in un’area comunale prospiciente piazza 15 Gennaio, luogo simbolico della memoria e dell’identità di Gibellina che sarà presentato il prossimo 4 luglio con un incontro pubblico.

L’opera intitolata 500 si inserisce nella ricerca che Favelli conduce sin dal 2012 sulla pittura murale cimentandosi con luoghi eterogenei e alimentando in più occasioni un vivace dibattito pubblico. L’artista affronta infatti attraverso questo linguaggio, questioni nodali per l’arte del nostro tempo come il rapporto con il pubblico e il cortocircuito tra opera, spazio museale e strada, ma anche la relazione complessa delle immagini con la loro interpretazione figurativo-letterale.

 

Flavio Favelli, foto di Samuel Webster.

 

Su questa scia, si concentra sulle banconote da 500mila lire e da 500 euro in quanto immagini ambigue e problematiche, iconiche ed enigmatiche, lavorando concettualmente sulla rivisitazione della carta moneta per comprenderne i molteplici contenuti. Il murale raffigurerà il recto e il verso di due banconote, quella da 500mila lire e quella 500 euro.

La banconota da cinquecentomila lire – carta moneta poco conosciuta e con la più bassa circolazione della storia della Repubblica, ma che viene considerata un capolavoro numismatico sia sotto il profilo artistico sia per la sicurezza contro le contraffazioni – è dedicata alla figura di Raffaello Sanzio. Questi è presente con una riproduzione de La Scuola di Atene, sul verso, e del suo autoritratto con un particolare de Il trionfo di Galatea, sul recto.

La banconota da cinquecento euro, invece, è il taglio dell’euro dal valore più alto e sebbene sia ancora in circolazione, è destinata a non avere più corso. Le immagini che la caratterizzano sono architetture non esistenti; in particolare, le facciate di un insieme architettonico contemporaneo, sul recto, e un ponte strallato, sospeso con due funi legate ad alti piloni, sul verso, quasi a evocare, secondo l’artista, il ponte di Messina.

Grazie all’intervento 500, immagini tanto complesse quanto popolari e gesti apparentemente semplici e neutrali, quali “ingrandire” e “copiare-riprodurre”, vengono indagati non soltanto per le questioni prettamente artistiche ma anche nei loro risvolti problematici.

 

Flavio Favelli, Cinquecentomila, 2025, smalto su tela trovata, 54x65cm.

 

Bio

Flavio Favelli è nato a Firenze nel 1967 e vive a Montepastore (Bologna). Dopo la laurea in Storia orientale all’Università di Bologna, prende parte al Link Project (1995-2001). Nel 1995 partecipa alla residenza TAM a Pietrarubbia diretta da Arnaldo Pomodoro e nel 1997 al Corso superiore di arte visiva della Fondazione Antonio Ratti di Como con Allan Kaprow.

Ha esposto con progetti personali presso diverse istituzioni, tra cui: Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci a Prato nel 2005; Projectspace 176 a Londra nel 2006; Fondation Antoine de Galbert a Parigi nel 2007; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino nel 2008; Museo Marino Marini a Firenze nel 2009; Museo Riso a Palermo nel 2010; MACRO di Roma e MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna nel 2011; Maison Particulière a Bruxelles nel 2014; MAXXI a Roma nel 2015; Albergo diurno Venezia di Milano nel 2017; Ca’ Rezzonico a Venezia nel 2019; Museo di Capodimonte a Napoli nel 2022; Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria a Perugia nel 2025.

Ha progettato e realizzato la Sala d’attesa nel Pantheon di Bologna all’interno del Cimitero monumentale della Certosa, che dal 2008 accoglie la celebrazione dei funerali laici.

Ha partecipato a due Biennali di Venezia: la 50ª (“Clandestini”, a cura di Francesco Bonami) nel 2003 e la 55ª (“Vice versa”, Padiglione Italia a cura di Bartolomeo Pietromarchi) nel 2013.

Nel 2015 l’opera Gli angeli degli eroi viene scelta dal Quirinale e dal Ministero della Difesa per rappresentare i militari caduti nella ricorrenza del 4 novembre.

Nel 2017 realizza il progetto Serie Imperiale col supporto dell’Italian Council. Nel 2021 l’opera Maestri serie oro è commissionata e acquisita dalla Fondazione Torino Musei GAM mediante il PAC (Piano Arte Contemporanea) promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. Grazie al PAC, nel 2022-2023, l’opera Traliccio Tunisi è acquisita per l’Istituto Autonomo Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli e, nel 2025, l’opera Sicilia è acquisita dal Riso – Museo Regionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Palermo in seguito alla mostra “Flavio Favelli. Sicilia e altre figure” tenutasi nel 2024 presso il Real Albergo delle Povere del Riso – Museo regionale di arte moderna e contemporanea di Palermo.

Scrive per quotidiani e riviste, tra cui “Corriere della Sera”, “Antinomie”, “Il Giornale dell’Arte”, “Artribune” ed “Exibart”.

 

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