Top Five Bologna

di Anna Papale

 

1_ NIRVANA

Galleria CAR DRDE 31.01> 30.03.2019

I microcosmi di David Casini non potevano non essere esposti in quella che di per sé è un ulteriore microcosmo, la galleria CAR DRDE. L’artista ripristina il metodo teca + opera per innescare un’attività prossemica maggiore in chi osserva. Non oggetti da laboratorio o paesaggi naturali bensì digitali; viene esposta la banalità dei nostri prodotti transitori, un vetro temperato da smartphone, manifesti scrostati, forme enigmatiche. Microcosmi in cui balenano le migliaia di immagini a cui siamo sottoposti freneticamente, qui bloccati dentro plexiglass e silicone.

1. David Casin, Acqua Leona, Dal 23 giugno al 2 luglio, Nirvana, 2019. (Nirvana – CAR DRDE)

 

2_ ADRIAN, GEORGE, PETER, SOFIA, TAMINA

Galleria P420 31.01> 30.03.2019

Il group show organizzato negli spazi della galleria P420 è una retrospettiva sulla pittura. Per quanto oggi il medium possa sembrare obsoleto, gli artisti, tutti process-based, dalla formazione e origine eterogenea mostrano gli sviluppi del mezzo, le accezioni a cui è giunto il suo linguaggio e talvolta i rimaneggiamenti più allettanti. Ma non si tratta solo di pretesti estetici, ciò che più balza all’occhio sono le battaglie, la rabbia, la violenza con cui si presentano al mondo, contro cui reagiscono. Una trincea di linee, colori, figure, schizzi, ricordi, lingue diverse, pronta ad aggredire il suo pubblico.

2. Sofia Silva, Festival Gondola, 2017. Tamina Amadyar, general sherman, 2018 (ADRIAN, GEORGE, PETER, SOFIA, TAMINA – P420)

 

3_ SOLO L’orMA a cura di Chiara Conti

Galleria Spazio Testoni 26.01>30.03.2019

Ci immergiamo nuovamente in altri microcosmi, una parallela ricerca sull’utilizzo delle teche ma da un punto di vista limitatamente formale. L’artista, Lorenzo Mariani, è virtuoso nei materiali e nella perizia di esecuzione, a tal punto da creare vere e proprie illusioni visive nel contrasto tra manufatto e materiale utilizzato. Elementi tra i più vari e ricercati: carte cinesi, porcellane, polvere di cemento, modellati tutti per creare dei pizzi ingigantiti. All’interno delle teche non osserviamo dei veri microcosmi perché non c’è vita, sono assemblaggi ossimorici, costruzioni surreali, talmente fuori dagli schemi da essere tenuti e conservati in teca non solo per la sua rarità ma come remember che lo spasmodico progresso non tutto può.

3. L’orMa, Under, On e Over, 2019 (SOLO L’orMA – Spazio Testoni)

 

4_ CONTRA ME GIUSTO a cura di Gaia Fattorini

LABS GALLERY ARTE CONTEMPORANEA 02.02>23.03.2019

Sangue, morte, giù, Vale Palmi, fango, spigoli, su. All’ingresso della mostra si percepisce un senso di accartocciamento come quello riproposto dalle semplici parole iniziali. L’artista aggredisce la vista di rosso e attraverso l’uso di espedienti artificiali come la tecnologia urla il suo memento mori. Sfida e mette a disagio il suo pubblico, pudico e sempre apparentemente e moralmente perfetto, lo spinge ad una reazione, a calpestare il suo sangue per arrivare alla sua arte (La guerra di Piero, installazione). Si esprime meglio negli angoli, in cui si trovano i resti delle sue performance eseguite per la galleria. Così come in un angolo della testa resistono indisturbati i segni della sua lotta.

4. Viale Palmi, La Guerra di Piero, 2019 (CONTRA ME GIUSTO – Labs Gallery Arte Contemporanea)

 

5_ GLASS GOSTS a cura di Luigi Fassi

Galleria De’ Foscherari 19.01>22.03.2019

L’interno degli spazi della galleria sono stati invasi da quelle che sembrano essere creature di un altro mondo. All’accostarsi ad esse ci si accorge della loro pelle rudimentale, dei materiali poveri che il giovane artista georgiano, Vajiko Chachkhiani, riprende dal suo trascorso, lungi dall’essere ready-made. Egli lavora per corrispondenze, riempie gli spazi con frammenti della sua cultura partendo costantemente dal basso per rimandare a simboli più alti. È evidente che l’invasione non è pacifica, scaturita invece da eventi tragici di cui la sua terra si è ritrovata ad essere protagonista. Il suo fare arte diventa cronaca del e per il popolo, testimonianza muta di uno scontro tra natura e disegno divino.

5. Vajiko Chachkhiani – Secret That Mountain Kept, 2018 (GLASS GOSTS – De’ Foscherari)